Descrizione:L’ostruzione venosa in genere inizia in un segmento periferico e si estende verso i segmenti centrali: ci possono essere delle trombosi asettiche, cosa che succede nelle cirrosi epatiche: oppure ci possono essere trombosi di tipo settico in corso di peritoniti generalizzate o anche di appendiciti acute gangrenate.
Tipologia:Università
Testo completo:L’ostruzione venosa in genere inizia in un segmento periferico e si estende verso i segmenti centrali: ci possono essere delle trombosi asettiche, cosa che succede nelle cirrosi epatiche: oppure ci possono essere trombosi di tipo settico in corso di peritoniti generalizzate o anche di appendiciti acute gangrenate.
Ma come avviene ciò? Noi abbiamo un quadro innanzitutto della trombosi, per cui avviene una chiusura completa da parte del ramo venoso. Inizia in genere dai rami venosi più distali per portarsi progressivamente verso la vena mesenterica. Il sangue dall’intestino viene raccolto dalla vena mesenterica superiore e dalla vena mesenterica inferiore.
Nel momento in cui si è avuta una trombosi estesa di tutto l’albero venoso succede che l’arteria continua a pompare sangue però trova un muro e non riesce ad andare oltre, anche perché spesso sono pazienti già anziani ed hanno già delle arterie aterosclerotiche, ispessite, con placche fibrocalcifiche o praticamente adipose sulle loro pareti e si determina un rallentamento del flusso dell’arteria.
Il rallentamento è una delle condizioni che predispone alle trombosi arteriosa. Essendoci un rallentamento del distretto arterioso, sul ramo venoso non può esserci più il deflusso normale del sangue e accade che c’è una sorta di aumento pressorio nell’albero, c’è la filtrazione verso l’esterno e quindi si ha un’imbibizione del mesentere, un’imbibizione di liquido sieroso e siero ematico e tutto ciò porterà anche a un arresto del flusso del sistema arterioso. In questo modo si origina la trombosi arteriosa e l'ischemia.
In questo caso però il dolore non è come nell’embolia, ma è una sintomatologia un po' progressiva, cioè non improvvisa e violenta.
Il paziente comincia ad avere dolori vaghi, disturbi, poi un po' di diarrea sanguinolenta, e questo dovrà far capire cosa sta succedendo.
Ma da un punto di vista di diagnosi il paziente arriva in pronto soccorso portato in genere dai familiari, ma spesso quando il paziente arriva al pronto soccorso è già in fase avanzata, con sudorazione alta, tachicardia, addome praticamente peritonitico.
Oltre all’anamnesi bisogna fare una serie di indagini, da quelli che sono gli esami ematochimici in generale agli esami ematochimici specifici per cercare di capire se la diagnosi verso cui ci siamo indirizzati è un infarto intestinale, oppure no. Ci sono poi gli esami strumentali: rx torace, rx diretta addome; Eco addome, Tac con contrasto. .
La terapia è in rapporto al territorio necrotico, cioè quando è possibile si può fare una resezione intestinale più o meno ampia, ma molte volte può succedere che la necrosi sia talmente estesa che si dovrebbe portare via tutto l’intestino.