Descrizione:Nata a Bogotà il 25 dicembre 1961, Ingrid Betancourt è una politica colombiana. Ha vissuto per molti anni all'estero, soprattutto in Francia, dove ha studiato presso l'Institut d'études politiques di Parigi. La madre, Yolanda Pulecio, è stata Miss Colombia ed è stata eletta come senatrice dal collegio dei quartieri meridionali della capitale colombiana. Il padre, Gabriel Betancourt, è stato ministro durante la dittatura del generale Gustavo Rojas Pinilla e poi ha lavorato come diplomatico all'ambasciata di Parigi, dove Ingrid è cresciuta.
Tipologia:Superiori
Testo completo:Nata a Bogotà il 25 dicembre 1961, Ingrid Betancourt è una politica colombiana. Ha vissuto per molti anni all'estero, soprattutto in Francia, dove ha studiato presso l'Institut d'études politiques di Parigi. La madre, Yolanda Pulecio, è stata Miss Colombia ed è stata eletta come senatrice dal collegio dei quartieri meridionali della capitale colombiana. Il padre, Gabriel Betancourt, è stato ministro durante la dittatura del generale Gustavo Rojas Pinilla e poi ha lavorato come diplomatico all'ambasciata di Parigi, dove Ingrid è cresciuta. Dopo il diploma, Ingrid Betancourt ha sposato un compagno di studi, da cui ha avuto due figli, Melanie e Lorenzo. Grazie al matrimonio, ha acquisito la cittadinanza francese. Il marito è un diplomatico francese e per questo i due hanno vissuto in diversi paesi, tra cui la Nuova Zelanda. Nel 1989, dopo l'omicidio di Luis Carlos Galán, candidato alle elezioni presidenziali colombiane con un programma elettorale di lotta al narcotraffico, Ingrid ha deciso di tornare in Colombia. Nel 1990 ha iniziato a lavorare presso il ministero delle finanze, da cui poi si è dimessa per intraprendere la carriera politica. Durante la sua prima campagna elettorale ha distribuito preservativi, presentando la sua candidatura come un "preservativo contro la corruzione". È stata eletta dal collegio sud di Bogotá, anche grazie all'aiuto della madre, che l'ha sostenuta durante la campagna elettorale. Nel 1994 è stata eletta alla Camera di Rappresentanti ed ha lanciato il "Partido Verde Oxígeno". Durante il suo mandato ha criticato l'amministrazione di Samper, accusato di corruzione e di aver accettato denaro riciclato dai narcotrafficanti durante la campagna elettorale. In questi anni ha divorziato dal primo marito e si è sposata di nuovo con un colombiano. Nel 1998 si è candidata come senatrice alle elezioni, durante le quali ha raccolto più voti di ogni altro candidato. Ha ricevuto minacce di morte, che l'hanno convinta a far trasferire i figli in Nuova Zelanda. Sempre nel 1998, Andrés Pastrana Arango, sostenuto dalla Betancourt, ha vinto le elezioni presidenziali. Successivamente però Ingrid Betancourt lo ha accusato di non aver mantenuto molte promesse fatte per ottenere il suo appoggio. Dopo le elezioni presidenziali, ha scritto un libro di memorie, che è stato pubblicato prima in Francia, poi in Spagna, in Colombia e nel mondo latino-americano. Nel 2002 il libro è stato pubblicato anche in Inghilterra ed in Italia.
Durante la sua campagna elettorale del 2002, Ingrid ha deciso di recarsi nella zona smilitarizzata di San Vicente del Caguán per incontrarsi con le FARC, anche se le trattative tra il governo colombiano e le FARC erano state interrotte dopo che un aereo in volo da Florencia a Bogotá era stato dirottato da membri delle FARC, costretto ad atterrare vicino alla cittadina di Neiva e molti passeggeri erano stati sequestrati. Dopo questo episodio il presidente Pastrana aveva infatti deciso di revocare la zona smilitarizzata, accusando le FARC di avere rotto i termini del negoziato e di aver approfittato della zona smilitarizzata per crescere in forza militare e organizzazione logistica. Pastrana ha rifiutato la richiesta della Betancourt di visitare la zona smilitarizzata, perché né il governo né l'esercito colombiano avrebbero potuto garantire la sua sicurezza durante le operazioni militari, ma la donna ha deciso lo stesso di recarsi nella zona smilitarizzata via terra, insieme alla sua candidata-vice Clara Rojas e a un gruppo di persone del suo staff.
Il 23 febbraio 2002 è stata fermata dall'ultimo posto di blocco militare prima di entrare nell'ex zona smilitarizzata. Gli ufficiali hanno cercato di convincere il gruppo a non proseguire, ma il gruppo ha scelto di andare avanti e quello stesso giorno Ingrid Betancourt è stata presa in ostaggio dagli uomini delle FARC.
Durante le prime trattative le FARC hanno chiesto la liberazione di 500 loro uomini, detenuti nelle carceri colombiane, in cambio della liberazione di 60 ostaggi politici. Inizialmente l'amministrazione del neo-presidente Uribe ha escluso ogni trattativa in assenza di un “cessate il fuoco” preventivo, cercando di arrivare ad un'azione di salvataggio basata sulla forza. I parenti di Ingrid e di molti altri ostaggi si sono però opposti a questa azione di salvataggio, temendo che non sarebbe andata a buon fine, anche a causa dell'inaccessibilità delle regioni montane e forestali dove gli ostaggi erano tenuti prigionieri. Nell'agosto del 2004, dopo le proteste da parte dei parenti degli ostaggi, degli ex-presidenti liberali Alfonso López Michelsen e Ernesto Samper Pizano e dell'opinione pubblica, il governo colombiano ha annunciato che avrebbe proposto alle FARC uno scambio: la liberazione di 50-60 prigionieri in cambio degli ostaggi politici e militari, tra cui la Batancourt. Il governo ha inoltre dichiarato che si sarebbe impegnato a fare la prima mossa, liberando i prigionieri condannati per rivolta e dando loro la possibilità di lasciare il paese o di aderire a programmi di reinserimento sociale. Le FARC avrebbero quindi dovuto rilasciare gli ostaggi. Il 20 agosto le FARC, con un comunicato, hanno smentito di essere state contattate in anticipo dal governo svizzero, come il governo colombiano aveva dichiarato, apprezzando comunque il fatto che il governo Uribe avesse fatto una proposta, ma criticando la proposta perché non prevedeva che i prigionieri rilasciati potessero decidere di tornare a militare nelle file delle FARC. Il 5 settembre la stampa colombiana ha pubblicato la contro-proposta delle FARC: si chiedeva al governo di individuare una zona franca per 72 ore di tregua, in cui i negoziatori governativi e gli ufficiali delle FARC avrebbero potuto incontrarsi faccia a faccia per discutere lo scambio di prigionieri. La proposta delle FARC fu considerata positivamente dalla madre di Ingrid Betancourt, che la riteneva un segno di "progresso".
Nel febbraio 2006 il governo francese ha lanciato un appello alle FARC per spingerli ad accettare lo scambio di prigionieri approvato dal governo di Bogotá e liberare i prigionieri trattenuti da meno di sette anni.
Nel maggio 2007 John Frank Pinchao, un poliziotto sequestrato, è riuscito a fuggire dalla prigionia ed ha dichiarato di essere stato detenuto nello stesso campo di prigionia della Betancourt e di aver visto anche Clara Rojas, che durante la prigionia ha dato alla luce un figlio, Emmanuel.
Il 2 luglio 2008 è stata annunciata la notizia della liberazione di Ingrid Betancourt, avvenuta, secondo quanto riferito dal ministro colombiano, grazie ad una operazione di intelligence, Operacion Jaque, condotta da una task force dell'esercito colombiano.
Molti hanno ipotizzato che in realtà la liberazione sia avvenuta grazie alla consegna di un riscatto di 20 milioni di dollari da parte degli Stati Uniti. Ma la notizia non è stata confermata.
Ingrid Betancourt ha ricevuto in Spagna il Premio Principe delle Asturie per la Concordia, con la seguente motivazione: "impersona tutti coloro che nel mondo sono privati della libertà a causa della difesa dei diritti umani e la lotta contro la violenza terrorista, la corruzione e il narcotraffico".