Innominato Nei Promessi Sposi - Podcast gratis Studenti.it
Controllo utente in corso...

Scheda Appunto MP3

Innominato nei Promessi Sposi

Appunto Audio

Share 5 min 12 sec
  • Descrizione: L'Innominato è una delle figure più complesse e interessanti, nonché uno dei personaggi più importanti del romanzo di Alessandro Manzoni. Caratterizzato da una certa malvagità, più che ripugnanza, incute gran rispetto, soprattutto a don Rodrigo, il quale si rivolge a lui per attuare il suo piano e rapire Lucia. L'Innominato è stato messo al bando dallo stato, vive nel suo castello vicino Lecco.
  • Tipologia: Superiori
  • Testo completo: L'Innominato è una delle figure più complesse e interessanti, nonché uno dei personaggi più importanti del romanzo di Alessandro Manzoni. Caratterizzato da una certa malvagità, più che ripugnanza, incute gran rispetto, soprattutto a don Rodrigo, il quale si rivolge a lui per attuare il suo piano e rapire Lucia. L'Innominato è stato messo al bando dallo stato, vive nel suo castello vicino Lecco. I suoi profitti derivano dai traffici che svolge e che sono alimentati dai potenti che lo circondano. Don Rodrigo è uno di questi e svolge per lui loschi compiti per guadagnarsi la sua “amicizia”. L'Innominato è descritto come un uomo “grande, bruno, calvo; bianchi i pochi capelli che gli rimanevano; rugosa la faccia: a prima vista, gli si sarebbe dato più dei sessant'anni che aveva; ma il contegno, le mosse, la durezza risentita dei lineamenti, il lampeggiar sinistro, ma vivo degli occhi, indicavano una forza di corpo e d'animo, che sarebbe stata straordinaria in un giovine”. Da un punto di vista psicologico, fin dalla sua prima presentazione, l'Innominato appare subito come una figura misteriosa: temperamento volitivo fin dall'adolescenza, con l'ansia di esser superiore a tutti d'ardore e di costanza, le parole e le frasi che ne ritraggono l'esistenza hanno tutte una forza e un colorito fantastico particolare. Ha parecchi uomini di fiducia, grazie ai quali tutti i potenti e i tiranni locali sono costretti a scendere a patti con lui, oppure a morire.  Inizialmente viene presentato e descritto da Manzoni come un eroe negativo, capace di compiere atti contro la morale etica e religiosa e con un passato che ha reso la sua reputazione molto negativa.
    L'Innominato era rispettato da tutti per il suo grande potere e molto temuto per la sua fama perversa, anche di assassino. Incute molta paura sia alle persone qualsiasi sia alle autorità che non si permettono di prendere provvedimenti contro di lui. L’innominato viene quindi spinto da Don Rodrigo a rapire la povera Lucia e questo è il suo ultimo atto da eroe negativo. Infatti le parole di Lucia lo fanno riflettere. Lui, il più grande e forte, prova pietà per una donna. L'Innominato attraversa una profonda crisi interiore. Disgustato dai passati delitti, incerto del futuro, comincia a porsi delle domande sul giudizio divino. Al vedere la carrozza che trasporta la ragazza rapita mentre sale verso il castello, avverte un oscuro presentimento, quasi una premonizione. Il suo bravo più spietato poi, gli rivela di aver avuto compassione della rapita, ed il fatto, gli pare strano, incredibile. Ma l'Innominato è curioso di vedere la giovane in grado di suscitare tali sentimenti. Le parole sulla misericordia divina che la prigioniera gli dice rimangono impresse nella sua memoria. Trascorre la notte nel tormento, angosciato dal male fatto, dall'idea del suicidio, dal timore di essere giudicato da Dio, poi l'alba lo trova affacciato alla finestra, a guardare il risvegliarsi della gente.
    L’apice delle sue riflessioni arriva quindi durante la fatidica “notte dell’Innominato” durante la quale non chiude occhio e pensa continuamente alle parole pronunciate da Lucia. Si rende conto che il momento di affrontare il giudizio divino non è molto lontano: la morte non si sarebbe certo dimenticata di lui e non avrebbe certo avuto timore reverenziale nel bussare alla sua porta prima o poi. Lucia gli ha detto che per un’azione caritatevole Dio ne perdona molte altre malvagie. L’Innominato pensa quindi che facendo un gesto caritatevole sarebbe certamente stato aiutarlo al momento giusto. Scende in paese solo e disarmato e si reca alla canonica, dove è ricevuto con timore e titubanza, poi avviene l'incontro memorabile con il Cardinale Borromeo, che porta alla conversione del potente signore. L'Innominato apprezza il discorso del Cardinale che, con le sue toccanti riflessioni, riusce a farlo convertire ed a trasformarlo in una persona diametralmente opposta a quella precedente. L’Innominato comprende e decide che può usare il proprio potere per fare del bene ed utilizzare le proprie ricchezze per aiutare i più poveri. Questo cambiamento rivela quanto l’Innominato sia un personaggio dinamico. Cambia pelle nel corso del romanzo, passa da una sponda all’altra, traghettando il fardello ingombrante della propria anima appesantita ed abbruttita dalle innumerevoli malefatte. La linea che divide il bene dal male a volte è sottile ma nel caso dell’Innominato la sua distanza dal bene era proprio abissale.
Carica un appunto Home Appunti
Pagina eseguita in 0.0071120262146 secondi