Descrizione:Sono molteplici le interpretazioni che sono state fatte del Cantico dei Cantici: molteplici e spesso inadeguate al messaggio che il Cantico vuole comunicare. Interpretazioni del Cantico in senso erotico, considerazione del Cantico come un sogno venato di fantasie erotiche, lettura dello stesso alla luce del dualismo tra eros e thanatos, considerazione del testo come parabola sull’amore indissolubile e monogamico contro il divorzio e l’adulterio e interpretazioni metaforiche di vario livello con un continuo rimando a valori spirituali o a parallelismi con altri eventi descritti nelle sacre Scritture.
Tipologia:Università
Testo completo:Sono
molteplici le interpretazioni che sono state fatte del Cantico dei
Cantici: molteplici e spesso inadeguate al messaggio che il Cantico
vuole comunicare. Interpretazioni del Cantico in senso erotico,
considerazione del Cantico come un sogno venato di fantasie erotiche,
lettura dello stesso alla luce del dualismo tra eros e thanatos,
considerazione del testo come parabola sull’amore indissolubile e
monogamico contro il divorzio e l’adulterio e interpretazioni
metaforiche di vario livello con un continuo rimando a valori
spirituali o a parallelismi con altri eventi descritti nelle sacre
Scritture. Secondo l'arcivescovo e teologo Gianfranco Ravasi, l’unica
interpretazione corretta sembra essere un’interpretazione
letterale, senza cadere però nell’erronea considerazione del
Cantico dei Cantici come una sorta di copione teatrale di una storia
d’amore o come collezione di canti nuziali. Letterale nel senso di
considerare il testo come un canto d’amore, “un’ininterrotta
celebrazione della totalità dell’amore, del suo essere
spirito e corpo, della sua personalità, della sua intimità”.
Da questo punto di vista, non sembrano più essere plausibili
né sbavature sessuali né sacrali nell’interpretazione
del Cantico, ma solo una sua lettura sotto le molteplici forme
dell’amore umano. Ma l’interpretazione di Ravasi non può
neanche essere considerata come totalmente scevra di elementi
religiosi: la possiamo considerare una interpretazione letterale con
orientamento cristiano. Ciò significa semplicemente che Ravasi
legge il Cantico anche attraverso i rimandi ad alcuni valori
spirituali considerandolo come espressione dell’amore umano avente
una forma aperta, una tensione verso l’infinito: l’amore umano è
considerato come segno del sacro aperto, quindi, a Dio. A questo
proposito viene introdotta la nozione di polisemia del Cantico:
-
Il Cantico parla dell’amore umano;
- Ma se l’amore è il
simbolo della conoscenza di Dio, che è esso stesso amore,
allora il Cantico parla anche di Dio.
Sono
molti gli ambiti in cui Ravasi fa riferimento a questa polisemia e
alla uguale importanza di questi significati. Per fare solo alcuni
esempi Ravasi nel 2000 aveva scritto in un articolo intitolato Inno
all’amore che “il Cantico dei Cantici celebra umanità,
passione ed eros ma anche la capacità dell’amore umano di
essere segno di infinito, di pienezza, di totalità” e
“dobbiamo cercare di tenere uniti entrambi i significati: quello
dell’amore umano e quello dell’amore simbolico, dell’amore
trascendente”.