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Invalidita ed inefficacia del contratto

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  • Descrizione: E’ invalido il contratto che al momento della sua conclusione, presenta uno o più difetti “gravi” che riguardano la struttura del contratto, il quale non potrà produrre gli effetti che le parti intendevano raggiungere (un contratto invalido è anche inefficacie). Le cause di invalidità di un contratto sono: - la nullità; - l’annullabilità; - la rescissione. E’ inefficacie quel contratto che, anche se perfettamente valido, non può ancora produrre i suoi effetti per via della mancanza di un elemento, che deve attuarsi in un momento successivo (es. un contratto di compravendita sottoposto a condizione sospensiva o a termine iniziale; finché la condizione o il termine non si avvereranno, il contratto non produrrà effetti).
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: E’ invalido il contratto che al momento della sua conclusione, presenta uno o più difetti “gravi” che riguardano la struttura del contratto, il quale non potrà produrre gli effetti che le parti intendevano raggiungere (un contratto invalido è anche inefficacie).                                                                 
    Le cause di invalidità di un contratto sono:
    - la nullità;
    - l’annullabilità;
    - la rescissione.        
    E’ inefficacie quel contratto che, anche se perfettamente valido, non può ancora produrre i suoi effetti per via della mancanza di un elemento, che deve attuarsi in un momento successivo (es. un contratto di compravendita sottoposto a condizione sospensiva o a termine iniziale; finché la condizione o il termine non si avvereranno, il contratto non produrrà effetti).                                       L’inefficacia può essere temporanea (come nel caso della condizione) o definitiva (come nel contratto simulato); inefficacia assoluta, che opera sia fra le parti sia rispetto ai terzi; e inefficacia relativa, che agisce solo nei confronti di terzi o di determinati terzi (o inopponibilità). La principale causa di inefficacia del contratto è la simulazione.
    La nullità. Un contratto è nullo quando è contrario a norme imperative di legge, salvo che la legge non disponga diversamente (ovvero nei casi di annullabilità). Il contratto nullo non produce alcun effetto giuridico. 
    Le cause di nullità sono:
    1.  mancanza di uno dei requisiti essenziali: mancanza dell’accordo delle parti o della causa (nei contratti atipici) o dell’oggetto o della forma (se richiesta a pena di nullità, nei contratti formali);       2. illiceità della causa, illiceità (impossibilità, indeterminatezza e indeterminabilità) dell’oggetto, illiceità del motivo; illiceità e impossibilità della condizione sospensiva o risolutiva.
    Il contratto è nullo per mancanza dell’accordo delle parti quando, nonostante la dichiarazione di volontà resa all’esterno, manca l’interna volontà delle parti di produrre effetti giuridici; un caso è quello della dichiarazione non seria (es. un contratto viene dichiarato per finzione scenica oppure per esemplificazione didattica).                                              
    L’oggetto, la causa o i motivi sono illeciti quando sono contrari a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume. In particolare:                                                      
    l’oggetto è illecito quando la cosa dedotta in contratto è lo strumento di attività contrarie a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume (vendita di cose rubate..) o quando la prestazione dedotta in contratto è un’attività vietata (trasporto di refurtiva..);                                     
    la causa è illecita quando riguarda contratti conclusi in frode alla legge. E’ in frode alla legge il contratto concluso per eludere l’applicazione di una norma imperativa: le parti mirano a realizzare un risultato che la legge vieta concludendo uno o più contratti in sé leciti in modo da ottenere un risultato equivalente a quello vietato (es. per eludere il divieto di donazione a favore del tutore, si dona ad un terzo con il patto segreto, che a sua volta doni al tutore);                            
    il motivo, di solito, è irrilevante per il diritto; diventa rilevante quando è illecito, ma rendere nullo il contratto è necessario che il motivo sia quello esclusivo del contratto e comune ad entrambe le parti (es. noleggiare una barca per esercitare con essa il contrabbando è un contratto nullo solo se entrambe le parti hanno voluto concluderlo per il motivo illecito).
    Le conseguenze della nullità
    A chiedere la dichiarazione di nullità è legittimato chiunque abbia un interesse, anche se non è parte (può essere anche rilevata d’ufficio dal giudice anche in assenza di una apposita domanda) e senza limiti di tempo (è imprescrittibile).
    La sentenza che dichiara la nullità opera retroattivamente, ed elimina perciò ogni effetto del contratto sia fra le pareti che rispetto ai terzi, anche se questi sono in buona fede, ossia ignoravano la causa di nullità (un eccezione per quanto riguarda i terzi è costituita dal principio “possesso vale titolo” in materia mobiliare)                                                                
    Inoltre la nullità non permette alcuna forma di sanatoria di tale difetto originario del contratto e le parti dovranno dunque compiere una rinnovazione del contratto nullo; fa eccezione il principio di conversione del contratto nullo, con il quale il contratto può produrre gli effetti di un contratto diverso del quale contenga i requisiti di sostanza e di forma.
    L’annullabilità. Anche se sussistono tutti i requisiti essenziali, un contratto può essere annullato per:
    1. vizi del consenso (o della volontà), identificati nell’errore, nel dolo e nella violenza;                 
    2. incapacità legale o naturale di una delle parti all’atto della stipulazione.
    I vizi del consenso. Il contratto (o l’atto unilaterale) è annullabile, se la volontà di una delle parti è stata dichiarata per errore o carpita con dolo o estorta con violenza.
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