Descrizione:L'istochimica e la citochimica, due tecniche strettamente collegate, permettono di compiere indagini sulle attività chimiche dei tessuti e delle cellule; ad esempio, la presenza di determinati colori all'interno delle cellule può indicare che si sono verificate particolari reazioni chimiche. Inoltre, l'intensità del colore può essere un indice della forza della reazione.
Tipologia:Superiori
Testo completo:L'istochimica e la citochimica, due tecniche strettamente collegate, permettono di compiere indagini sulle attività chimiche dei tessuti e delle cellule; ad esempio, la presenza di determinati colori all'interno delle cellule può indicare che si sono verificate particolari reazioni chimiche. Inoltre, l'intensità del colore può essere un indice della forza della reazione. I metodi istochimici sono stati particolarmente utili per lo studio delle attività enzimatiche che catalizzano le reazioni di cellule e tessuti. In realtà, la maggior parte delle conoscenze sugli enzimi sono state acquisite in studi condotti dopo aver estratto e purificato queste molecole dalle cellule di origine. L'avvento dell'istochimica ha consentito agli anatomici di arricchire queste conoscenze, osservando direttamente al microscopio la presenza di una particolare attività enzimatica in un determinato tessuto o misurandone il grado di attività in condizioni differenti.
Un'importante tecnica di istochimica comporta l'uso di isotopi radioattivi per individuare o seguire alcuni elementi chimici presenti nelle cellule e nei tessuti (vedi Isotopo; Dosaggio radioimmunologico; Marcatore isotopico). Per eseguire queste indagini, elementi o composti marcati o "etichettati" con isotopi radioattivi vengono somministrati a organismi viventi, permettendo, ad esempio, al ricercatore di determinare il percorso seguito da queste sostanze attraverso i diversi tessuti. Inoltre, il grado di concentrazione o di diluizione di questi elementi all'interno di specifici compartimenti cellulari può essere valutato misurando le radiazioni emesse da questi tessuti. La tecnica della marcatura dei composti con isotopi radioattivi permette di studiare la distribuzione e la concentrazione degli isotopi in sezioni di tessuto simili a quelle analizzate abitualmente al microscopio. Questa tecnica, chiamata autoradiografia, viene condotta ponendo le sezioni di tessuto marcato radioattivamente a contatto con pellicole ed emulsioni fotografiche sensibili alle radiazioni.
Un'altra tecnica per localizzare i composti chimici in sezioni di tessuto è il microincenerimento, cioè il riscaldamento di sezioni microscopiche fino al punto in cui le sostanze organiche presenti vanno distrutte e resta solo lo scheletro minerale. I minerali residui possono essere, quindi, identificati attraverso particolari procedure chimiche e microscopiche. La microspettrofotometria è un'altra tecnica istochimica che consente di studiare una sezione di tessuto, attraverso l'analisi dei suoi colori. Questa tecnica comporta l'uso di uno strumento, chiamato spettrofotometro, che misura l'intensità di ogni colore in funzione della lunghezza d'onda. La microspettrofotometria può essere impiegata per valutare le caratteristiche delle cellule e dei tessuti, senza sottoporli a colorazione artificiale e misurando il loro grado di assorbimento di particolari lunghezze d'onda. Un'altra applicazione permette di analizzare precisamente la natura e l'intensità delle reazioni dei colori, ottenendo così informazioni precise sulla sede e l'intensità delle reazioni chimiche che avvengono nei diversi compartimenti degli organismi viventi.