Descrizione:La città del sole rappresenta la proiezione di un modello di società pacifica e giusta in un luogo immaginario, quasi un'utopia letteraria proprio per la evidente frattura tra la realtà storica del tempo e l’esigenza, fortemente sentita in Campanella, di un totale rinnovamento civile e spirituale
Tipologia:Superiori
Testo completo:La città utopica immaginata dall’autore è retta da un Principe Sacerdote, chiamato appunto Sole (o Metafisico). Detiene assoluto potere spirituale e temporale. I requisiti fondamentali di questo governatore devono essere: erudizione, saggezza, conoscenza sia dal punto di vista teorico che pratico, creatività e vena artistica. Deve avere più di trentacinque anni perché abbia l’esperienza necessaria a condurre lo stato. Anche in questo testo, come si ritrova nella dottrina Platonica (cfr. Repubblica, VI), il filosofo è la figura più adatta a governare, in virtù della sua saggezza e della ricerca della conoscenza. È assistito da tre Prìncipi: Pon, Sin, Mor; rispettivamente: Potestà Sapienza ed Amore. Il primo si occupa delle arti militari, il secondo delle scienze e dell’istruzione (anche della religione), il terzo dell’accoppiamento e dell’eugenetica.
La città è divisa in sette grandi gironi con i nomi dei pianeti, attraversati da quattro strade e porte, una per ogni punto cardinale. È inespugnabile. In ogni girone sono reppresentati o conservati importanti reperti per lo studio.
Uno dei fondamenti della Città del Sole è la comunanza dei beni, i solari dividono la stessa mensa e vestono gli stessi costumi, ognuno ha pari opportunità e riceve eguale educazione da infante: come nella Repubblica, l’abolizione della proprietà privata è alla base dell’uguaglianza tra le persone a prescindere dalla discendenza o dalla stirpe.
Anche le donne sono in comune, e gli accoppiamenti sono gestiti e diretti da Mor, il quale tiene in considerazione principalmente l’equilibrio necessario (“…e non si accoppiano se non le femine grandi e belle alli grandi e virtuosi, le grasse a’macri, e le macre alli grassi, per far temperie.”), ma anche l’interpretazione degli astri ed il consiglio medico. Nessuna femmina si concede prima dei diciannove anni e nessun maschio prima dei ventuno, per gli uomini il rapporto sessuale è lecito solo con donne sterili o gravide, in modo che la prolificazione sia sempre controllata. I bambini crescono assieme, e come nella Repubblica, non conoscono i genitori. L’unica differenza con il testo di Platone è che le unioni avvengono tra individui con le stesse caratteristiche e qualità “Si uniscano in nozze i migliori dell’uno e dell’altro sesso quanto più spesso è possibile: raramente, invece, i più scadenti”. Nelle visioni utopistiche della società, l’eugenetica è quindi un tema presente, che però evidenzia come l’estremizzazione esasperata di qualsiasi concezione immaginaria dell’organizzazione sociale perfetta porti comunque ad una “disumanizzazione” dell’individuo.
Nella Città del Sole i nomi venigono assegnati secondo le caratteristiche individuali e poi arricchiti con cognomi che rispecchino un’arte nella quale la persona eccelle.
Mentre nel libro del filosofo greco, la società era differenziata in classi d’appartenenza, artigiani, difensori e governanti, con diverso peso e riconoscimento, Campanella vede una città più egualitaria, con organi elettivi, nella quale ognuno è abile ed adatto ad un mestiere, un’arte o un impiego, compatibilmente con l’età, il sesso e la predisposizione individuale; nonostante questo è forte e ben radicata l’idea razzista (“..aborreno il color nero,[…],però odiano i giapponesi”). Ricorrono alle arti militari solo in caso d’attacco, dato che sono oggetto di rancori dettati dall’invidia, oppure in caso di richiesta d’aiuto, dopo aver consultato il volere divino. Come nel testo di Platone, anche le donne vengono addestrate all’attività di guardiane. Loro esclusiva, invece è la pratica della musica e di altre arti ritenute femminili.
L’elemento caratterizzante è dato dalla religione, che, in questa città, è una religione naturale, razionale, che però si identifica con i dogmi della religione cattolica, per cui i solari credono spontaneamente in un Dio uno e trino e in tutti gli altri dogmi della religione cattolica. Il testo è ricco di nozioni astronomiche ed astrologiche, il culto è molto simile ad uno precristiano, arricchito dai sette sacramenti. È ancora forte la convinzione dell’imortalità dell’anima, utile anche per esorcizzare la paura della morte (se ne parla a proposito della guerra) ed incentivare gli atti eroici e le prodezze indivduali. Secondo Campanella la religione cattolica trova le sue radici nella natura stessa, ma all’uomo deve anche essere rivelata. Nel corso dei secoli sono stati aggiunti al suo nucleo una serie di abusi che possono venire eliminati rifacendosi ai nuclei naturali della religione (“…e però non sendo tra loro latrocini; né assassinii, né stupried incesti, adultèri…) la religione naturale deve servire come norma da osservare per eliminare questi abusi.
Campanella si inserisce nella parte della Controriforma che può essere chiamata Riforma Cattolica. E’ un rinnovamento di tipo morale, non dogmatico, perché i dogmi sono insiti nella religione.
È ancora forte la convinzione dell’imortalità dell’anima, utile anche per esorcizzare la paura della morte (se ne parla a proposito della guerra) ed incentivare gli atti eroici e le prodezze indivduali.
Campanella ritiene che gli abitanti della Città del Sole debbano tutti lavorare sia manualmente che intellettualmente in modo da poter garantire a tutti il tempo di potersi dedicare alle attività intellettuali. Valorizza le arti pratiche quanto quelle liberali. Dimostra che si può lavorare quattro ore al giorno e per il resto del tempo dedicarsi all’ “imparare giocando”, cioè all’approfondire delle esperienze intellettuali in modo da recarsi piacere. Su questo imparare giocando è formata la sua pedagogia. Per lui i bambini devono essere condotti dai maestri lungo le sette mura che circondano la città istoriate in modo da costituire il libro di testo su cui devono essere formati, vengono addestrati visivamente e direttamente ad un sapere enciclopedico. La scuola non si deve svolgere in ambiente chiuso perché l’istruzione non deve essere una costrizione. In questo modo, l’autore fa emergere la posizione che assume nei confronti della rigidità e della pesantezza della scuole basate sul modello scolastico-aristotelico.