Descrizione:La Cina ha scavalcato il modello sovietico seguendo una linea diversa anche da quella delle democrazie popolari d'Europa: dopo gli espropri e la costituzione di cooperative, la terza fase della riforma agraria ha portato alla creazione di un tipo originale di struttura organizzativa, la "comune". La rivoluzione ha spazzato via il vecchio regime marchiato dalla collusione dei poteri pubblici coi grandi proprietari.
Tipologia:Università
Testo completo:La Cina ha scavalcato il modello sovietico seguendo una linea diversa anche da quella delle democrazie popolari d'Europa: dopo gli espropri e la costituzione di cooperative, la terza fase della riforma agraria ha portato alla creazione di un tipo originale di struttura organizzativa, la "comune". La rivoluzione ha spazzato via il vecchio regime marchiato dalla collusione dei poteri pubblici coi grandi proprietari.
La riforma agraria del 1949 eliminò i proprietari assenteisti, mentre i proprietari coltivatori poterono conservare la porzione che erano in grado di coltivare direttamente. Le terre espropriate vennero spartite tra i contadini. La collettivizzazione cominciò nel 1953, adottando un regime analogo a quello delle repubbliche democratiche europee: nazionalizzazione dell'uso, non della proprietà del suolo. La seconda fase – nascita di cooperative ad imitazione del kolchoz sovietico – risultò facilitata dall’abitudine dei contadini a condurre collettivamente una parte dei lavori. Nel 1958 sopravvenne la "grande svolta" che staccò il modello cinese da quello sovietico con la creazione delle "comuni popolari": non semplici organismi di produzione, ma anche di popolamento e di servizi sociali.
La comune è una grande unità territoriale e funzionale, in cui tutti i mezzi di produzione e di vita sono collettivi. La comune risponde a una pianificazione razionale dello spazio e del lavoro, a un’associazione delle attività agricole con le altre attività produttive, a una politica di piena occupazione della manodopera rurale. È un’"unità d'integrazione economica" che associa agricoltura, industria e commercio. Il miglioramento delle condizioni di vita del popolo cinese è visto come il risultato di uno sviluppo armonioso della vita rurale, e non della crescita della produzione.
L'ordinamento è strutturato su quattro livelli gerarchici: proprietà individuale della casa con orto e piccolo allevamento, in modo analogo al kolchoz; squadra di produzione (30-40 famiglie) con i propri strumenti di lavoro; brigata di produzione, dotata delle attrezzature d'interesse generale, comprese quelle attribuite alle "stazioni di macchine e trattori" di modello sovietico; infine la proprietà della comune: oltre agli strumenti di produzione e di stoccaggio, tutta la dotazione commerciale e finanziaria.
Nel 1979 la riforma agraria di Den Xiaoping metteva fine al regime delle comuni, accresceva le dimensioni dei lotti privati e stimolava il mercato libero dei prodotti agricoli nelle campagne. Nel 1984-85 la riforma agraria veniva ampliata sotto la guida di Zhao Ziang: è ridotta al minimo la produzione sottoposta alla pianificazione e gran parte dell'economia è sottratta alle imprese di Stato. Attualmente siamo in presenza di un processo di "decollettivizzazione" e del declino di organismi come la brigata di lavoro: si mette l'accento sull'organismo di base, la squadra, che diviene il perno del sistema di produzione, detto "sistema di responsabilità" perché si basa su un contratto.