Descrizione:Il Cristianesimo non è una filosofia, a differenza del Buddismo, ma la religione rivelata da Dio, che si ricollega a quella ebraica del Vecchio Testamento, contenente i libri sacri degli Ebrei anteriori alla predicazione di Cristo, di cui è il compimento. Esso non dipende da nessuna cultura o civiltà, non è legato ad alcuna e può centrarle tutte, cioè essere sempre contemporaneo in qualsiasi ambiente o situazione storica.
Tipologia:Università
Testo completo:Il Cristianesimo non è una filosofia, a differenza del Buddismo, ma la religione rivelata da Dio, che si ricollega a quella ebraica del Vecchio Testamento, contenente i libri sacri degli Ebrei anteriori alla predicazione di Cristo, di cui è il compimento.
Esso non dipende da nessuna cultura o civiltà, non è legato ad alcuna e può centrarle tutte, cioè essere sempre contemporaneo in qualsiasi ambiente o situazione storica.
Gesù, umile artigiano della Galilea, è l’inviato da Dio per predicare la Verità del Padre che lo ha mandato, per annunciare l’avvento del Regno che si attuerà alla fine dei secoli nella “gloria dei cieli”, con il ritorno di Cristo nel mondo e il trionfo dei giusti.
La Chiesa cattolica apostolica romana è l’erede del Verbo, la custode delle Verità rivelate e dei poteri soprannaturali necessari ed indispensabili alla salvezza delle anime.
Insomma Gesù e la Chiesa sono la via d’ogni creatura umana per il ritorno al Padre: sono il Regno di Dio, la società costituita dalla comunione delle anime. Di fronte a Dio, i beni della terra e i vincoli che legano l’uomo alla vita mondana e sociale, non sono il suo fine supremo.
Tutti gli uomini sono figli di Dio e cittadini della Chiesa, tutti, senza distinzioni, hanno la possibilità di salvarsi e santificarsi, non è privilegio di pochi, come la felicità del filosofo greco identificata con la sapienza e riservata solo ai saggi.
Nel Regno di Dio gli ultimi saranno i primi e non vi entrano i potenti e i gaudenti della terra non pentiti, ma i poveri nello spirito, gli afflitti, gli umili. Gesù è il Messia preannunciato dai profeti del Vecchio Testamento, ma non viene per attuare la vittoria del popolo d’Israele sui pagani, bensì per instaurare il Regno di Dio per tutti gli uomini. Egli è il Verbo o Logos divino incarnato che è venuto per addossarsi ed espiare col suo sacrificio la maledizione che grava sull’uomo a causa del peccato d’Adamo. Gesù riconsacra la carne, cancella il peccato e redime l'umanità.
L’uomo, accettando per fede la Verità rivelata e con l’aiuto della Grazia Divina, è in grado di collaborare all’attuazione del Regno. La Fede è come un granello di senapa: seminato, cresce e si fa più grande di tutte le erbe. Quindi l’uomo non deve aspettare inoperoso e indifferente il Regno, ma deve cercare, in tutti i modi, di prepararsi al suo avvento.
Deve essere vigile, instancabile nell’amore per il prossimo, nel sacrificio, nell’umiltà, nel pentimento, nel perdono, nella preghiera; soprattutto nella preghiera, nel sacrificio, nell’amore si attua il Regno di Dio. Nella vita del cristiano, le virtù fondamentali non sono quelle etiche e diano-etiche del pensiero greco, ma le virtù teologiche (i teologi sono coloro che studiano Dio = TEOS LOGOS) che sono: la fede, la speranza e la carità. Quest’ultima le potenzia tutte: il comando è l’amore, il dono di sé a Dio e al prossimo e a Dio attraverso il prossimo, senza limiti, distinzioni, calcoli o dosaggi. La vera vittoria è la sofferenza umile per il peccato, la liberazione dal male, che è in noi, che è la vera libertà, cioè essere liberi nel bene e quindi amare Dio e il prossimo.
Dobbiamo amare ogni cosa secondo il suo ordine o grado di essere. Per amore Dio ha creato il mondo, l’uomo e le cose e le mantiene in vita; per amore si sacrifica sulla Croce: tutta la creazione risponde ad un disegno d’amore; per amore l’uomo si redime dal peccato, opera il bene e, con l’aiuto della grazia, gratuito atto d’amore divino, si salva. Ma amare ogni creatura o essere è riconoscerla per quella che è, ma riconoscerla per ciò che è o amarla è la giustizia che le dobbiamo. Non c’è però amore illuminato e illuminante e giustizia senza verità; Cristo è la Verità, il Logos, l’Amore: amore illuminato dalla verità e verità vivificata dall’amore; solo così si è giusti e liberi, anche se perseguitati o derisi, tra le sventure e i tormenti; li sorreggono la fede che il Regno di Dio trionferà e la speranza di esservi accolti. Questo è il messaggio di Cristo. Ci si può incontrare con Platone, Cartesio, Kant, Aristotele, ma di loro e di chiunque si può fare a meno. Di Cristo no; chi s’incontra con lui una volta, ne discute tutta la vita per accettarlo o rifiutarlo; quindi: o con Cristo, o contro Cristo. I primi due grandi filosofi cristiani sono senz’altro San Paolo e San Giovanni.