La Lettura Dei Sismogrammi - Podcast gratis Studenti.it
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La lettura dei sismogrammi

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  • Descrizione: Un sismografo è uno strumento formato da un rotolo di carta e di un "pennino" che scrive sulla carta sul rotolo. Il trucco è che il pennino è tenuto sospeso da una molla che fa mantenere al pennino la stessa posizione, mentre durante il terremoto il rotolo di carta andrà su e giù seguendo i movimenti del terreno. Il pennino sta più o meno nella stessa posizione perché la molla, a cui è attaccato, assorbe i movimenti del terreno e non li trasmette a questo. Grazie a questi strumenti, e agli stessi terremoti, gli esperti possono studiare l'interno del pianeta e vedere cosa c'è al di sotto della crosta sulla quale viviamo.
  • Tipologia: Superiori
  • Testo completo: Un sismografo è uno strumento formato da un rotolo di carta e di un "pennino" che scrive sulla carta sul rotolo. Il trucco è che il pennino è tenuto sospeso da una molla che fa mantenere al pennino la stessa posizione, mentre durante il terremoto il rotolo di carta andrà su e giù seguendo i movimenti del terreno. Il pennino sta più o meno nella stessa posizione perché la molla, a cui è attaccato, assorbe i movimenti del terreno e non li trasmette a questo. Grazie a questi strumenti, e agli stessi terremoti, gli esperti possono studiare l'interno del pianeta e vedere cosa c'è al di sotto della crosta sulla quale viviamo (infatti non si può sapere nulla direttamente visto che nessuno è mai andato nel centro della terra e anche le più moderne tecniche di perforazione petrolifera non consentono di andare a profondità maggiori di 10- 15 Km, e si è anche potuto dividere l'interno della terra in varie parti come la crosta, il mantello e il nucleo. Un terremoto, se l'epicentro (il punto sulla superficie posto sulla verticale dell'ipocentro) è nel mezzo al mare allora si avrà come risultato un maremoto (chiamato anche tsunami). Molti di questi sono provocati da un improvviso movimento verticale del fondo del mare e si formano delle onde sulla superficie (come quando vi gettate un sasso) molto grosse che possono viaggiare ad una velocità dai 500 ai 1000 Km all'ora. Quando delle onde del genere arrivano vicino alle coste si alzano (perché diminuisce la profondità del mare) fino ad altezze di 40 metri e oltre. Il maremoto generato dal terremoto del Cile nel 1960, oltre a distruggere tutti i villaggi lungo 800 Km di costa, percorse 17.000 Km di Oceano Pacifico e arrivò in Giappone dopo circa 22 ore e provocò notevoli danni.

    L’intensità di un terremoto viene stabilita esclusivamente in base alla valutazione degli effetti prodotti su persone, su manufatti e sul terreno. Per poter confrontare gli effetti prodotti da uno stesso terremoto in località diverse, o quelli dovuti a terremoti differenti, sono state elaborate delle scale di riferimento o scale d’intensità. Ricordiamo tra tutte quella elaborata da Mercalli, che è oggi la scala più usata in Europa ed in America. Essa contempla 12 gradi d’intensità crescente, partendo dai terremoti che avvertono solo i sismografi per arrivare a quelli che causano la completa distruzione degli edifici, con forti oscillazioni del terreno in alto e in basso.
    È facile osservare, però, come la stessa quantità di energia sprigio­nata da due terremoti possa provocare effetti diversi a seconda delle caratteristiche fisiche ed umane dell'area colpita. I danni alle abitazioni ed alle persone, per esempio, sono più gravi in regioni costituite da ter­reni poco compatti (materiali alluvionali, argille, scisti, ecc.) rispetto a quelle formate da rocce rigide, in zone densamente popolate rispetto a quelle scarsamente abitate, nelle città con edifici alti o fatti con mate­riale ciottoloso rispetto a quelle in cui gli edifici sono bassi o costruiti con cemento armato.
    Per valutare l'entità di un terremoto in maniera meno soggettiva ed empirica si fa riferimento non all’intensità, la quale ne indica la violenza apparente identificabile con le distruzioni e le vittime provocate, ma alla  , la quale invece ne esprime la violenza reale: cioè la quantità di energia effettivamente sprigionatasi dall'ipocentro.
    La magnitudo si misura con la scala proposta da Richter, che è di tipo logaritmico e contempla dieci gradi. In essa il passaggio da un grado di magnitudo all’altro comporta un aumento di energia pari a 25-30 volte superiore rispetto al grado precedente.
    I valori rilevati dalle scale sismiche servono per costruire carte speciali con linee isosismiche (o isoiste), che uniscono tutti i punti della superficie terrestre in cui il terremoto ha raggiunto la stessa intensità, e con linee isocroniche (o omoiste), che invece collegano tutti i punti in cui esso è stato avvertito nello stesso istante. Le isoiste non si dispongono concentricamente attorno all'epicentro, ma assumono andamento complicato in relazione alla struttura della litosfera (natura delle rocce, direzione degli strati, fratture, ecc.). L'area interna alla prima isoista è detta area pleistosismica ed in essa, in genere, gli effetti del terremoto si manifestano con la massima gravità.    

    La conseguenza fondamentale dell’arrivo delle onde sismiche in superficie è l’oscillazione del suolo, che si trasmette agli oggetti sovrastanti. Case, ponti ed altre costruzioni vengono fatti vibrare e subiscono numerosi danni, che possono arrivare fino al crollo totale degli edifici e causare la morte di migliaia di persone. Oltre a produrre danni alle costruzioni e alle persone, i terremoti possono apportare modificazioni anche alla su­perficie terrestre determinando frane, che spes­so sbarrano le valli o deviano i fiumi; alterando la circolazio­ne idrica sotterranea, con la scomparsa di alcune sorgenti e la nascita di altre; aprendo larghi e profondi crepacci.
    Se il terremoto si verifica sotto il fondo del mare, le scosse sismiche possono dar luogo a maremoti o tsumani, come sono detti in Giappone. Essi si manifestano con un repentino ritiro delle acque dalla riva, per una distanza che può raggiungere qualche chilometro, e con la successiva formazione di onde isolate, alte tra 10 e 30 m, che come una muraglia d’acqua si abbattono violentemente sulla costa e avanzano nell’entroterra, travolgendo e spazzando via quanto incontrano.
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