Descrizione:La documentazione fossile è il materiale di base mediante cui possiamo comprendere la storia evolutiva. Studiando i fossili degli strati rocciosi di una determinata area possiamo farci un idea dei cambiamenti evolutivi a lungo termine. MACROEVOLUZIONE: Studio della stratificazione dei fossili in un certo numero di regioni permette l’analisi dei principali eventi della storia evolutiva della vita sulla Terra (organismi presenti in un determinato strato roccioso). Nella scala geocronologica le principali suddivisioni sono chiamate ere e la maggior parte delle ere è divisa in periodi.
Tipologia:Superiori
Testo completo:La documentazione fossile è il materiale di base mediante cui possiamo comprendere la storia evolutiva. Studiando i fossili degli strati rocciosi di una determinata area possiamo farci un idea dei cambiamenti evolutivi a lungo termine. MACROEVOLUZIONE: Studio della stratificazione dei fossili in un certo numero di regioni permette l’analisi dei principali eventi della storia evolutiva della vita sulla Terra (organismi presenti in un determinato strato roccioso) .
Nella scala geocronologica le principali suddivisioni sono chiamate ere e la maggior parte delle ere è divisa in periodi.
Era precambriana: le rocce di gran parte di questa era hanno subito molti cambiamenti nel corso del tempo. I primi fossili(3,5miliardi di anni fa) sono solo microrganismi. Gli strati appartenenti al tardo precambriano ( 670 m.a)sono molto diversificati e includono meduse e coralli e vermi.
Era paleozoica: 590 m.a sono presenti fossili di linee evolutive che hanno dato origine a organismi moderni. 400 m.a prime forme di vita acquatica – animali e piante hanno già colonizzato la terra.
Era mesozoica: (era dei rettili) l’era dei dinosauri e delle gimnosperme. Vi è anche la comparsa dei mammiferi,degli uccelli, degli insetti e delle angiosperme.. Alla fine di questa era si estinsero i dinosauri.
Era cenozoica: ( 65m.a), 2 periodi (terziario e quaternario), epoche (paleocene; eocene:si accentua il predominio delle angiosperme, numerosi mammiferi moderni; Oligocene: Comparsa di molti gruppi di primati tra cui le scimmie antropomorfe, miocene; pliocene: comparsa dei primi antenati dell’uomo; Pleistocene: Glaciazioni e comparsa dell’uomo; Recente).
Come si calcola il tempo geologico? La datazione radiometrica: si basa sul fatto che gli organismi viventi contengono certi isotopi atomici secondo precisi rapporti. Quando un organismo muore tra c14 e c12 comincia a diminuire in quanto c14 decade. Ogni isotopo radioattivo ha un tasso isso di decadimento, chiamato tempo di dimezzamento. Il rapporto c14 e c12 è utile per datare fossili che hanno meno di 50000anni( per datare fossili di milioni di anni si usa il potassio-40).
Nel 1912 Alfred Wegener elaborò teoria della deriva dei continenti(le terre del nostro pianeta formavano un’unica grande regione, la quale si frammentò in continenti che si spostarono fino a raggiungere le posizioni attuali). Poiché il mantello su muove in continuazione, le placche della crosta terrestre si spostano lentamente ma costantemente sul mantello sottostante(geografia terrestre cambia continuamente ad eccezione delle terre emerse sulla stessa placca).
Nel corso della deriva dei continenti ci furono due eventi significativi: 1° si verificò 250ma quando i movimenti delle placche portarono tutte le massi terrestri a ricomporsi in un unico continente( Pangea): specie che si stavano evolvendo in isolamento si trovarono in competizione con altre sconosciute, la superficie complessiva delle regioni costiere s ridusse e moltissimi organismi morirono a causa della scomparsa del loro habitat, clima più secco e variabile, numerose estinzioni.
Il 2° 180m.a la pangea ricominciò a frammentarsi, ciascun continente divenne un territorio indipendente, separato dal punto di vista evolutivo. All’inizio, la Pangea si divise in due continenti uno a nord ( Laurasia) e uno a sud (Gondwana). Alla fine dell’età mesozoica i continenti cominciarono a prendere forma come sono oggi.
Alla fine del periodo cretaceo, circa 65 milioni di anni fa, sulla terra si estinse un gran numero di specie di animali e di vegetali. I reperti fossili dimostrano che, nel tardo cretaceo, il clima divenne più freddo e che i mari poco profondi si ritirarono dalle basse pianure continentali. Più informazioni vengono date dai sedimenti depositatisi a quell’epoca i quali contengono un sottile strato di argilla ricca di Iridio, elemento molto raro sulla Terra ma comune sui meteoriti; molti paleontologi sostengono che lo strato di iridio è il risultato della ricaduta al suolo di un’enorme nube di polvere sollevatasi nell’atmosfera quando la Terra venne colpita da un meteorite. La nube deve aver oscurato il cielo e alterato il clima per parecchi mesi. Molti scienziati ritengono che l’impatto che ha prodotto un cratere sul fondo del mare dei Caraibi possa aver determinato cambiamenti climatici ed estinzioni di massa. In India molti scienziati sostengono che un’intensa attività vulcanica abbia liberato nell’atmosfera particelle in grado di offuscare la luce del Sole, provocando un raffreddamento del clima. Il fenomeno dell’estinzione è inevitabile in un mondo in continuo movimento( periodi dell’estensione non sono fissi). Le estinzioni di massa più studiate sono state le estinzioni che hanno segnato la fine dei periodi cretaceo e permiano. ( le estinzioni di massa influirono profondamente sulla biodiversità). Ogni massiccia diminuzione della diversità biologica è sempre stata seguita da un esplosivo incremento della diversità delle forme di vita dei superstiti( come nel caso dei mammiferi dopo l’estinzione dei dinosauri).
Alcuni organismi si salvano nelle grandi estinzioni di massa per vari motivi: casualità, e adattamenti chiave. Gli adattamenti chiave nascono da strutture preesistenti nell’individuo che si rivelano adatte a svolgere nuove funzioni. Gli evoluzionisti usano il termine di preadattamento quando si riferiscono a una struttura che si è evoluta in un certo contesto e poi si è adattata a un’altra funzione( strutture pilifere nei mammiferi)
Pedomorfosi: consiste nella conservazione nell’adulto delle caratteristiche infantili; una specie di salamandra(axolotl) raggiunge le dimensioni adulte e si riproduce conservando però le branchie esterne, una caratteristica tipica degli stadi giovanili. La pedomorfosi ha avuto un ruolo importante anche nell’evoluzione dell’uomo. I feti degli esseri umani e degli scimpanzé sono molto più simili tra loro di quanto non lo siano gli adulti. In entrambi i feti i crani sono arrotondati e le mandibole sono piccole, dalla nascita in poi i due individui di due specie distinte si differiscono seguendo due linee evolutive differenti. Oltre al grande cranio pedomorfo, una delle nostre caratteristiche peculiari è l’encefalo sviluppato e complesso.
Tutti i mammiferi hanno un periodo di dipendenza infantile, ma solo gli esseri umani hanno una vera fanciullezza, un lungo periodo compreso tra infanzia e adolescenza, in cui essi rimangono dipendenti dalle cure parentali. La principale funzione della fanciullezza potrebbe essere quella di avere più tempo per imparare dagli individui più adulti.