Descrizione:La poesia inizia con una richiesta alla donna immaginaria che accompagna il poeta, Ermione, perché egli vuole ascoltare i suoni della natura e immedesimarsi con essa. Il pianto nominato da D’Annunzio è un pianto di piacere per la metamorfosi che sta avvenendo. In Ermione sta avvenendo la metamorfosi che da spettatori della natura trasforma lei e il poeta tutt’uno con essa.
Tipologia:Superiori
Testo completo:La poesia inizia con una richiesta alla donna immaginaria che accompagna il poeta, Ermione, perché egli vuole ascoltare i suoni della natura e immedesimarsi con essa.
Il pianto nominato da D’Annunzio è un pianto di piacere per la metamorfosi che sta avvenendo. In Ermione sta avvenendo la metamorfosi che da spettatori della natura trasforma lei e il poeta tutt’uno con essa.
All’inizio del componimento Ermione e il poeta si trovano alle soglie del bosco, mentre iniziano ad ascoltare le parole nuove (vv. 5), alla fine della prima strofa la pioggia inizia a renderli parte della natura, il primo annuncio si trova nei versi 20 e 21, con la metafora volti silvani, in altre parole volti che appartengono al bosco. Verso la metà della seconda strofa c’è un altro passo di questa metamorfosi, dal verso 50 fino al 61, dove D’Annunzio e la sua compagna vivono della stessa vita degli alberi (d’arborea vita viventi verso 55), il volto ed i capelli d’Ermione sono divenuti come una foglia e come le chiare ginestre (vv. 58 e 61). Nella presentazione di questa strofa il poeta usa la congiunzione e sia per rivolgersi agli alberi (verso 46) che per rivolgersi a lui ed ad Ermione (verso 52), in questo modo egli mette le due persone allo stesso piano degli alberi. Nell’ultima strofa infine si compie la metamorfosi vera e propria, sottolineata dalle continue similitudini con la natura (vv. 102 – 109). Si può affermare che la poesia compia un itinerario circolare perché alla fine dell’ultima strofa sono ripetuti gli ultimi versi della prima.
Questa poesia è composta di quattro strofe lunghe ognuna di 32 versi, per un totale di 128 versi di lunghezza variabile (senari, novenari e settenari). Il ritmo però non rispetta l’ordine dei versi, uno sì e uno no ci sono degli enjambements. Le rime della poesia sono irregolari, ce ne sono una o due per ogni strofa, in fin di verso oppure interne.
Leggendo la poesia si viene immersi in un pineto versiliano dove tutto è illuminato da una luce verdolina; qui il poeta ed Ermione immergendosi nella natura, ascoltandone ogni suono fino a che non avviene la metamorfosi, ritrovano loro stessi e tutta la vita è in noi fresca aulente , la loro anima si rigenera e genera pensieri nuovi, quasi fossero fiori che si schiudono.