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La pittura ornamentale nella Roma antica

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  • Descrizione: Contemporaneo alla pittura parietale è anche lo sviluppo del terzo stile che è prevalentemente ornamentale. Purtroppo dopo il 79 viene a mancare per la pittura l’aiuto dell’ampia documentazione delle città attorno al Vesuvio. Inaridito l’apporto ellenistico, è terminata anche la ricerca illusionistica e prospettica della pittura. Questa è la conferma che il gusto prospettico era del tutto ellenistico e non romano. Nell’anno 64 Nerone confiscò a suo uso personale una vasta zona tra i colli del Celio e dell’Esquilino e vi costruì la Domus Aurea.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: Contemporaneo alla pittura parietale è anche lo sviluppo del terzo stile che è prevalentemente ornamentale. Purtroppo dopo il 79 viene a mancare per la pittura l’aiuto dell’ampia documentazione delle città attorno al Vesuvio. Inaridito l’apporto ellenistico, è terminata anche la ricerca illusionistica e prospettica della pittura. Questa è la conferma che il gusto prospettico era del tutto ellenistico e non romano.
    Nell’anno 64 Nerone confiscò a suo uso personale una vasta zona tra i colli del Celio e dell’Esquilino e vi costruì la Domus Aurea. Nel vestibolo sorgeva la statua colossale di Nerone, in aspetto Helios-Sole. La statua era opera dello scultore greco Zenodoros artista che si ispirava a modelli classici e uno specialista in colossi. Dopo il suicidio di Nerone nel 68 l’area fu restituita a godimento pubblico; vi sorgeva l’anfiteatro Flavio e le terme di Tito; ma una parte rimase inglobata nelle nuove costruzioni e ancora sussiste.
    Nella decorazione pittorica della Domus Aurea vi sono almeno due diverse mani, due tendenze decorative. Una di queste copre i lunghi corridoi e le loro alte volte a botte con un sistema decorativo che si ricollega con quelli tradizionalmente in uso, solo è più lineare.
    L’altro tipo do decorazione che troviamo innova profondamente il sistema decorativo, specialmente nelle volte dei soffitti, mentre nelle pareti, a composizione architettonica con inserimento di figure ai vari ripiani, si ha un primo esempio di quarto stile.
    Le pitture del soffitto della sala absidata hanno al centro il soggetto di Achille a Sciro. Questa composizione indipendente dai celebri modelli della pittura greca si distacca dalle norme che sono valevoli per la pittura greca classica.
    A Ostia nella casa delle Volte dipinte abbiamo un esempio contemporaneo di quello che poteva essere una usuale decorazione di una casa più modesta.
    Anche nella pittura esistono due correnti, come nella scultura; una connessa con la tradizione medio-italica, che produce, con intento commemorativo e onorario, scene legate agli avvenimenti storici locali e che può dirsi più propriamente romana. L’altra, che ha funzione soprattutto ornamentale, che si vale dell’eredità della grande pittura greca, ma la riduce a mera ornamentazione, e che sviluppa, su elementi ellenistici, nuovi sistemi di decorazione parietale.
    Nel 60 d.C. vi è una crisi di trasformazione in questi sistemi decorativi, l’apporto ellenistico finisce, e si costituisce da allora una vera e propria pittura romana.
    Fra le decorazioni della Domus Aurea si fanno notare pitture di paesaggio dalle forme disfatte, rapidamente schizzate. Si inizia qui la pittura “a macchia”, che pone a diretto contatto le luci. Questa pittura nasce senza dubbio dal ricco impasto chiaroscurale della pittura ellenistica su tavola, ripreso anche nella pittura murale pompeiana. La pittura a macchia inizia la distruzione del naturalismo e sostituisce ad esso un impulso tutto intellettualistico, accrescendo l’intellettualismo già accentuato dei paesaggi fantastici pompeiani e finendo per perdere ogni contatto con la realtà oggettiva della natura.
    Nel secondo secolo le pitture più documentate in Roma sono, di carattere narrativo, quasi popolare, prive di sfondi prospettici, come era stata l’antica pittura medio italica, ottimi esempi si trovano nel sepolcro della Via Portuense.
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