Descrizione:Abbiamo detto che la radice è ance un organo di riserva che serve per nutrire la pianta. Le riserve sono dei polimeri, quello più importante è l’amido, che è polimero del glucosio come la cellulosa, ma l’amido è b-glucosio,
Tipologia:Superiori
Testo completo:Abbiamo detto che la radice è ance un organo di riserva che serve per nutrire la pianta. Le riserve sono dei polimeri, quello più importante è l’amido, che è polimero del glucosio come la cellulosa, ma l’amido è -glucosio, la cellulosa è b-glucosio. Questo perché il glucosio si scioglie nell’acqua ma l’amido è insolubile, così poter accumulare glucosio in forma insolubile è più vantaggioso in termini di spazio. La pianta accumula amido e poi per nutrirsene lo desolubilizza, idrolizza tramite gli enzimi, ogni due molecole di zucchero ne inserisce una d’acqua, e rimuove gli zuccheri da utilizzare. La pianta però crea anche l’amido. La riserva è formata da parenchima di riserva, parenchima formato da amido. Ma ci sono altri esempi, parenchimi di saccarosio o altri polimeri di glucosio. Le cellule che partono dal meristema abbiamo detto che si differenziano. Tagliando trasversalmente una radice abbiamo una parte periferica che è la parte parenchimatica, una parte centrale circondata dall’endoderma, al cui interno abbiamo le arche xilematiche, che sono tubi di cellule che portano acqua alle foglie. Sono tubi con diametro abbastanza elevato per il copioso trasporto d’acqua. Le arche floematiche invece trasportano i prodotti della fotosintesi delle foglie (zuccheri) al resto della pianta, e sono tubi di diametro più piccolo. Al centro c’è un midollo che è un agglomerato di cellule la cui funzione è unicamente di riempimento
I meristemi secondari servono ad allargare e non allungare la radice, e si trovano xilema e floema. Monocotiledoni non hanno la capacità di allargarsi non avendo meristemi secondari, che invece hanno i dicotiledoni.
Inoltre i dicotiledoni hanno un secondo meristema secondario che aumenta il diametro della periferia della radice. Il primo meristema secondario si chiama cambio cribro vascolare, che forma xilema e floemasecondario. L’altro si chiama cambio subero felodermico, e produce i tessuti epidermico e parenchimatico. Se ci fosse solo il primo, ad un certo punto il parenchima si spaccherebbe. Il meristema cribro vascolare forma molto più xilema che floema. In una dicotiledone abbiamo un diametro più grande, non c’è midollo.
La parte del fusto che usiamo di più è lo xilema, da cui ricaviamo il legno. Il legno lo ricaviamo soprattutto dalle dicotiledoni, per la loro capacità di creare xilema secondario. C’è una distinzione di elementi xilematici se creati in primavera o in autunno. Noi distinguiamo nei cerchi annuali, formati da buchi di xilema più grandi (in primavera) o più piccoli. In primavera il risveglio delle piante porta ad una grande necessità di trasporto d’acqua per le gemme, così ci vogliono xilemi di grande diametro. Più avanti, verso l’estate, i tubi sono sempre più piccoli, in autunno sono così piccoli che sembrano chiusi, in inverno cessa la deposizione di xilema, per tornare così in primavera e riprendere il ciclo. Capiamo così perché lo xilema secondario è così importante per la lunghezza della pianta.
La struttura primaria di un fusto è caratterizzata dall’assenza di cambio (per esempio l’asparago è monocotiledone). È una struttura caratterizzata da elementi xilematici che chiamiamo vasi, ed elementi floematici che chiamiamo tubi cribrosi, che formano insieme fasci cribrovascolari. Tra xilema e floema non c’è varietà, sono chiusi all’espansione (fasci collaterali chiusi).
Nella struttura secondaria tra xilema e floema si crea il cambio cribrovascolare, che produce xilema verso l’interno e floema verso l’esterno.
Durante la crescita del fusto la spinta interna preme sugli elementi esterni. Questo comporta una maggiore resistenza dei tessuti ed altri elementi. Quando il fusto cresce ha bisogno di rendere più resistenti gli elementi esterni tramite fibre, che hanno funzione strutturale. Sono poste per lo più tra xilema e floema. Tramite le fibre è possibile distinguere tra diverse dicotiledoni. Sono cellule specializzate per dare resistenza. Ci sono fibre dello sclerenchima o del collenchima. Le sclereidi sono fibre particolari che danno robustezza ai tessuti vegetali. Le sclereidi vengono depositate nelle piante in zone strategiche. Sono cellule che hanno una parete così ispessita che occupa praticamente tutta la cellula. Queste sono cellule morte, che rimangono solo più elementi meccanici. Gli sclerenchimi li troviamo soprattutto nei fusti giovani.
Le cellule vegetali sono totipotenti, possono diventare qualsiasi tipo di cellula, negli animali le cellule sono differenziate, da cellule della pelle nasceranno cellule della pelle. Solo le cellule staminali, più giovani, possono ancora decidere che tipo di cellula diventare.
Il collenchima, presente nelle dicotiledoni, è diverso dallo sclerenchima in quanto sono tessuti la cui parete è ispessita, il collenchima di resistenza, ma le sue cellule sono ancora vive, non morte come le sclereidi, non avendo pareti così spesse da soffocare la cellula. Anche nel fusto si crea più xilema che floema (quasi il doppio).