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La struttura delle piante

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  • Descrizione: Le piante sono degli organismi statici, non possono evitare un determinato ambiente, al quale rispondono con meccanismi diversi da quelli animali, anche quando l’ambiente diventa ostile. Dal punto di vista archeobotanico è un aiuto per stabilire che in certi luoghi, dove troviamo vegetali o petrolio (vegetali trasformati), c’erano foreste.
  • Tipologia: Superiori
  • Testo completo: Le piante sono degli organismi statici, non possono evitare un determinato ambiente, al quale rispondono con meccanismi diversi da quelli animali, anche quando l’ambiente diventa ostile. Dal punto di vista archeobotanico è un aiuto per stabilire che in certi luoghi, dove troviamo vegetali o petrolio (vegetali trasformati), c’erano foreste. Hanno radici, fusto e foglie. Le radici assolvono ad una triplice funzione:
    1.ancorare il vegetale al suolo, permettendo anche la resistenza alle spinte laterali del vento
    2.assorbire l’acqua per portare alle foglie i sali minerali contenuti nel suolo che si sciolgono nell’acqua; inoltre l’acqua serve per la termoregolamentazione. Le piante sono esposta al sole continuamente, ma sfruttando l’acqua, che evapora, così come qualsiasi evaporazione di un liquido sottrae calore e produce freddo, questo avviene anche per le piante (le mani bagnate, quando l’acqua evapora, portano una sensazione di fresco)
    3.fungere da organi di riserva, la pianta accumula nelle radici delle sostanze nutritive. In primavera le pianta caducifoglie, mettono su nuove foglie grazie a questa funzione.
    Se muoiono le radici, muore la pianta. Per esempio, nel caso di disidratazione o alluvione, se le radici sono senza acqua o allagate, anche la pianta muore con le sue radici, nel primo caso per mancanza d’acqua, nel secondo per mancanza d’aria.
    Le piante possono essere di diverso tipo, arboree, erbacee, nutritive ecc. Circa 12-15000 anni fa l’uomo ha capito che poteva selezionare e allevare (coltivare) le piante (oltre agli animali. Questo ha prodotto una maggiore disponibilità nel tempo e nello spazio. Queste zone di colture e zone di allevamento hanno portato ad un’aggregazione di persone, che sono poi diventati villaggi ecc.
    Le piante sono sempre state usate per diversi scopi, primo tra i quali gli effetti che certe piante hanno sugli uomini, effetti “magici” (allucinazioni per ex.).
    Le piante nel tempo sono cambiate, le selezioni a gli incroci le hanno rese più nutritive, più grosse, non più velenose (l’insalata era velenosa!). Le piante sono organismi autotrofi. Questo permette loro di stabilizzarsi in zone dove nessun’altra creatura animale potrebbe sopravvivere, zone dove per ex. ci sono appena state eruzioni.
    Le foglie sono l’organo più complesso delle piante, capaci di trasformare l’energia solare in energia chimica, producendo zuccheri.
    Il fusto è il collegamento tra le radici che prendono acqua e le foglie che la utilizzano. Le piante erbacee non hanno bisogno di fusto in quanto sono annuali, non perenni, non hanno bisogno di crescere. Nel fusto c’è il legno che serve a portare acqua dalle radici alle foglie e il libro che serve a portare le sostanze prodotte dalle foglie al resto della pianta. Legno si chiama xilema, libro è il floema. Il legno è la parte interna del fusto, il libro è la parte più esterna, più interna solo della corteccia.
    La piante possono essere annuali, bienni, perenni. Le piante perenni possono avere più di 4700 anni. Cosa rende una pianta immortale? A differenza degli animali, nei quali le cellule si creano e si dividono e definiscono, poi si fermano; nelle piante invece ci sono tessuti che hanno cellule che continuamente si dividono, che si chiamano tessuti meristematici che producono cellule meristematiche.
    Le piante crescono agli apici, le radici per esempio si allungano nel suolo, c’è una spinta di cellule che produce il prolungamento delle radici, o dei rami. Le parti più giovani sono sempre quelle periferiche. Però le piante non sono sempre immortali perché attaccate da malattie, incendi, alluvioni, siccità. I pinus longeva, negli U.S.A., sono molto longevi perché molto isolati.
    La vita delle piante è legata molto alle capacità di adattamento nell’ambiente. Una caratteristica importante da studiare è quella anatomica e istologica delle piante. Istologia è lo studio dei tessuti. I tessuti sono formati da cellule e formano a loro volta gli organi. Nelle piante i tre organi che la compongono hanno gli stessi tessuti: vascolare, parenchimatico e tegumentale.
    Il tessuto vascolare riguarda le cellule che hanno il compito di far passare i fluidi, acqua e sali minerali nel tessuto vascolare xilematico, zuccheri nel tessuto vascolare floematico. I tessuti parenchimatici riempiono la struttura di un organo. I tessuti tegumentali avvolgono un organo (come la pelle umana), sono fatti da cellule che rivestono.
    Le cellule eucaristiche hanno un nucleo. Se osserviamo in dettaglio una cellula, ha una specie di bordo, la parete cellulare che separa una cellula da un’altra. È una struttura rigida che, unita alle altre pareti cellulari forma una specie di scheletro della pianta.
    La struttura delle piante è data dalla pressione dell’acqua sulle pareti cellulari, che rende una foglia turgida, se manca acqua (quando fa caldo o c’è vento) la foglia è afflosciata. Le pareti cellulari sono formate di cellulosa. La cellulosa è un polimero del glucosio. Dentro la struttura della cellulosa possono infilarsi altre molecole, che creano un’incrostazione. Un’incrostazione importante è data dalla molecola della lignina, che rende la struttura, la parete cellulare rigida, dura. L’albicocco è formato da cellulosa, la polpa, e lignina, l’osso dell’albicocco. Il seme contenuto nel frutto deve essere più protetto, e questo avviene grazie alla lignina che fortifica la parete cellulare.
    Il nucleo è la sede delle informazioni genetiche che riguardano le funzioni che deve svolgere la cellula. I geni sono contenuti nel nucleo e sono pacchetti di informazioni codificate, così da tenere il maggior numero di informazioni nel minor spazio possibile. Un nucleo prende il DNA, ne fa una copia complementare, e la porta fuori dal nucleo (il DNA è l’originale, l’RNA è la fotocopia esterna al nucleo). Fuori del nucleo esistono dei meccanismi che servono ad interpretare e trasformare in un prodotto l’RNA, sono i ribosomi. Nel nucleo ci sono le informazioni necessarie per poter far crescere e differenziare la pianta. Tagliando una radice longitudinalmente, individuiamo un punto centrale, il meristema, dove le cellule si moltiplicano. Essendo il meristema in punta, esso funge da centro di divisione delle cellule, portando quelle nuove più avanti e lasciando dietro le più vecchie che cominciano ad allinearsi in colonne, andando sempre più indietro alle spalle del meristema. Ma c’è anche una parte davanti al meristema, cellule che servono a proteggere il meristema da animali, pietre. La cuffia è la parte che sta davanti al meristema ed è destinata a sfaldarsi, è un manicotto di cellule sfaldate, rotte, destinate a morire. Inoltre le cellule della cuffia creano un muco che le rende più scivolose. Quando i meristemi formano le cellule, queste non sono differenziate, ma a mano a mano che si allontanano dal meristema, cominciano a differenziarsi e diverranno cellule parenchimatiche, tegumentarie, vascolari. Le cellule più centrali saranno vascolari (xilema e floema), quelle più laterali saranno parenchimatiche, quelle ancora più laterali diverranno tegumentarie.
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