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La teoria di Darwin

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  • Descrizione: Fu il naturalista inglese Charles Darwin (1809-1882) che rivoluzionò le idee della maggior parte dei naturalisti del tempo pubblicando nel 1859 un libro dal titolo: L’origine delle specie attraverso la selezione naturale, frutto di studi e riflessioni sulle osservazioni e i materiali raccolti nel suo avventuroso viaggio intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle.
  • Tipologia: Superiori
  • Testo completo: Fu il naturalista inglese Charles Darwin (1809-1882) che rivoluzionò le idee della maggior parte dei naturalisti del tempo pubblicando nel 1859 un libro dal titolo: L’origine delle specie attraverso la selezione naturale, frutto di studi e riflessioni sulle osservazioni e i materiali raccolti nel suo avventuroso viaggio intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle.
    Dal 27 dicembre 1831, al 2 ottobre 1837ù6, la Beagle, condusse il suo passeggero in un viaggio che a volte gli dovette sembrare a ritrose nel tempo. Le prime tappe furono le isole di Capo Verde, Rio de Janeiro, Bahia Blanca, Buenos Aires, la Patagonia, le isole Falkland e la terra del Fuoco. Poi attraverso lo stretto di Magellano, furono raggiunti il Cile, il Perù, l’arcipelago delle Galapagos, infine l’Oceano Pacifico. Tahiti, l’Australia. Il viaggio di ritorno fu anch’esso molto lungo, perché, toccato il Capo do Buona Speranza, la Beagle toccò di nuovo il Brasile, prima di giungere definitivamente in Inghilterra.
    AD OGNI APPRODO SI PRESENTARONO ALL’AVIDA CURIOSITà DI DARWIN DIVERSI AMBIENTI NATURALI, CON LE LORO SPECIE VIVENTI GIà NOTE O SCONOSCIUTE.

    A Bahia blanca e nella Pampa argentina avvenne una delle prime importanti scoperte di Darwin: quella degli scheletri di animali ormai estinti. Tra questi c’era lo scheletro di un megaterio, lungo oltre quattro metri. Darwin scoprì che gli strani denti del Megaterio somigliavano a quelli del Bradipo sudamericano.
    In generale gli scheletri trovati in sudamerica colpirono Darwin per la loro somiglianza con le forme di animali attualmente esistenti: Somoglianza, affinità, mai uguaglianza.
    Queste somiglianze facevano pensare ad una lenta trasformazione e mettevano Darwin di fronte a un problema: le specie viventi si trasformavano come sosteneva Lamarck, oppure erano immutabili nel tempo, come sostenevano gli altri scienziati del tempo, tra cui Cuvier.

    Cuvier (1769-1832) era un abile paleontologo che nella sua opera monumentale Recherches sur les ossemants fossiles del 1812, spiegava la scomparsa di molte specie vissute in passato ammettendo che a più riprese la terra era stata scossa da cataclismi tali da annientare più volte gli organismi che la abitavano. Secondo Cuvier il ripopolamento della terra, che avveniva dopo i cataclismi, era il frutto di nuove creazioni. Cuvier negava ogni evoluzione della specie, per lui erano fisse ed immutabili, metteva in risalto, però, l’importanza che il tempo ha avuto nella storia dalla vita sulla terra.

    Darwin non voleva credere che gli animali si fossero trasformati a causa di una spinta interna al miglioramento, come avrebbe spiegato Lamarck, ma non voleva nemmeno credere che una immensa catastrofe avesse distrutto tutti gli animali antichi, come avrebbe spiegato Cuvier.
    Bisognava quindi trovare una risposta a queste domande:
    Quali sono le cause dell’estinzione degli animali preistorici?
    In che modo da una specie se ne forma un’altra più adatta all’ambiente?

    Durante il suo viaggio Darwin giunse alla isole Galapagos e qui il naturalista incontrò strane piante e strani animali, tra i quali: le tartarughe giganti, le iguane di terra e di mare, i fringuelli.
    Darwnin scoprì che, anche se le isole dell’arcipelago erano poco distanti, su ogni isola viveva un particolare tipo di tartaruga gigante, che differivano soprattutto per la forma del carapace.

    Lo scienziato fu colpito anche da due tipi di iguane: le iguane di terra e quelle di mare, le prime adatte al nuoto, si nutrono di alghe, sono scure come le rocce delle scogliere marine sulle quali vivono e non si avventurano dal mare per più di dieci metri nell’entroterra dell’isola. Le iguane di terra abitano sempre nell’entroterra, hanno il dorso bruno, il ventre arancio e non si mescolano mai con la specie marina.
    Furono, però, i fringuelli a mostrare il più ampio ventaglio di specie.
    Il gruppo dei fringuelli della Galapagos è rappresentato da 13 specie che si distinguono per la lunghezza della coda, per la forma del corpo e soprattutto per la struttura del becco. Le forme dei becchi sono adatte alle particolari abitudini alimentari e i fringuelli si nutrono senza darsi fastidio, ma sfruttando tutte le più diverse risorse alimentari offerte dall’isola. Alcune specie hanno il becco adatto alla cattura degli insetti, altre specie adatto a succhiare la linfa degli alberi o a mangiare la linfa carnosa, altre ancora hanno il becco grande e robusto, con il quale schiacciano semi duri e legnosi.
    È adattamento all’ambiente il vantaggio che gli animali ricavano dalle loro particolari forme o dai loro colori, che li nascondono alla vista dei nemici.
    La somiglianza fra le varie specie fece pensare a Darwin che esse avessero un antenato in comune: uno per le tartarughe, uno per le iguane, uno per i fringuelli.
    Bisognava quindi dare una risposta a questa domanda:
    Se le specie discendono da un antenato comune, come si può spiegare l’origine, nello stesso ambiente e allo stesso tempo di tanti adattamenti diversi?
    Darwin sapeva che prima di avanzare una qualunque ipotesi sulla evoluzione e sull’adattamento all’ambiente era necessario conoscere altri fatti.

    Ritornato in patria Darwin decise di concentrare il suo interesse sulla variabilità delle specie. Gli individui della stessa specie, anche se sono formiche o spighe di grano, non sono mai perfettamente uguale tra loro. Ad esempio i ragazzi della stessa età, dello stesso sesso, differiscono per altezza, corporatura, colore degli occhi, dei capelli. La variabilità è quindi un carattere comune alla vita e si riscontra non solo fra gli individui della stessa specie, ma addirittura fra fratelli di una stessa cucciolata.
    Tutto ciò è ben noto agli allevatori. Darwin, era rimasto colpito dall’intuito con cui essi sceglievano nelle nidiate i piccoli da allevare e destinare alla riproduzione.
    Alla ricerca di dati sperimentali Darwin stesso si era trasformato in allevatore di colombi.
    Ma cosa fa un allevatore?
    Ammettiamo che desideri avere colombi con code più belle e più lunghe del normale: scelte alcune coppie di colombi con la coda particolarmente vistosa, l’allevatore le mette nelle gabbie dove ha preparato i nidi e attende la covata.
    La maggior parte dei colombi nascerà con la coda uguale a quella dei genitori, ma nasceranno anche colombi con code meno sviluppate e altri, per caso fortunato, con code leggermente più lunghe.
    I colombi fortunati possiedono il carattere coda lunga fin dalla nascita e non lo acquistano durante la vita, quindi il carattere si trasmette per eredità ai figli.
    Ogni volta che il carattere desiderato compare casualmente, durante l’allevamento, il colombo che lo possiede viene selezionato per la riproduzione.
    Dalla prima nidiata l’allevatore seleziona i colombi nati con la coda più lunga e con essi forma nuove coppie; nasce così una seconda generazione, l’allevatore fa le sue scelte, elimina i colombi superflui, ottiene una terza generazione e così via, in questo modo il carattere “coda lunga” si accumula e diventa patrimonio ereditario.
    I colombi con la coda lunga sono una varietà delle specie e costituiscono la razza “colombo pavoncello”.
    Darwin chiamò selezione artificiale l’attività degli allevatori

    La selezione naturale può essere così riassunta:
    1. Nelle nidiate e nelle cucciolate, casualmente e spontaneamente si verificano piccole variazioni.
    2. L’uomo sceglie e seleziona le variazioni fornite dal caso.
    3. Con il passare del tempo le variazioni favorevoli sono accumulate nella stessa direzione, ritenuta utile dall’allevatore.
    4. Gli animali selezionati formano mandrie o popolazioni che l’allevatore cerca di mantenere isolate, evitando che si incrocino fra di loro, rimescolando i caratteri.
    Darwin, per analogia, pensò che anche negli ambienti naturali ci fosse una forma di selezione che sceglieva gli animali più adatti all’ambiente automaticamente, in base a qualche meccanismo non ancora scoperto.
    Mentre Darwin rifletteva su questi problemi, lesse il Saggio sulla popolazione di Malthus. Malthus era un economista, il quale aveva cominciato a capire che l’umanità non può crescere a dismisura, perché non si possono produrre alimenti sufficienti per tutti. Malthus riteneva, perciò, che le carestie e le guerre erano meccanismi automatici che riducevano le popolazioni troppo accresciute.
    Darwni applicò questo ragionamento alla natura.
    Gli animali si riproducono in progressione geometrica:
    2,4,8,16,32,64…..
    il cibo cresce in progressione aritmetica.
    2,4,6,8,10,12…..
    cosa succederebbe se ogni uovo o seme si sviluppasse per dare origine a un individuo adulto?
    Dove troverebbero posto per svilupparsi tutti questi vegetali ?
    Darwin prese in considerazione l’elefante, l’animale più lento a riprodursi e, considerando che è conosciuto fin dai tempi di Annibale.

    Le necessità alimentari cui sono sottoposti tutti gli esseri viventi limitano queste cifre astronomiche.
    L’insufficienza di alimenti per tante bocche da sfamare, l’esistenza di carnivori predatori o di erbivori che si nutrono di semi, la limitatezza dello spazio e della luce disponibile, il clima e l’avversità dell’ambiente fisico, sono le cause che operano grandi distruzioni permettendo solo a pochi di essi di diventare adulti.
    L’eliminazione opera anche automaticamente la selezione dei più adatti all’ambiente.
    Le lepri , ad esempio si riproducono in grande quantità. Ma i leprotti che escono dalla tana sono facili prede per i falchi. Sopravvivono solo i leprotti più veloci nella corsa e quelli che hanno il colore della pelliccia più simile al terreno; sopravvivono i leprotti con i caratteri più adatti.
    Come i falchi selezionano le lepri, così la velocità e il colore delle lepri selezionano i giovani falchi eliminando i meno adatti all’ambiente, che non riescono a mangiare. I nuovi nati sono sottoposti, perciò a pressione selettiva, solo i più adatti, superate le avversità (barriera selettiva) diventano adulti e trasmettono ai figli i loro caratteri favorevoli alla sopravvivenza.

    EVOLUZIONE PER SELEZIONE NATURALE
    Nel 1859, 20 anni dopo il viaggio con la Beagle, Darwin pubblicò le sue scoperte nel libro:
    L’origine delle specie per selezione naturale ovvero la conservazione delle razze più favorite nella lotta per l’esistenza.

    La teoria di Darwin può essere così riassunta:

    1.Gli esseri viventi si riproducono in quantità superiori alle reali possibilità di nutrizione.
    2.Gli esseri viventi di una certa specie, pur essendo uguali nei caratteri generali, nascono con piccole differenze o varietà, alcune sfavorevoli, altre più favorevoli alla sopravvivenza. La comparsa delle variazioni è del tutto casuale.
    3.L’ambiente elimina le variazioni sfavorevoli e conserva quelle più adatte.
    4.I caratteri che compaiono casualmente con la nascita sono ereditari. La selezione accumula le variazioni favorevoli in una stessa direzione, fino a riprodurre nuove specie, per evoluzione.
    5.L’evoluzione per selezione naturale avviene sulle popolazioni numerose.
    6.Quando da una specie più antica se ne produce una o molte altre più adatte allo stesso ambiente, la selezione provoca l’eliminazione delle specie più antiche, che si estinguono.
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