Descrizione:Fino al XIX secolo, i naturalisti consideravano con perplessità i resti fossili d’organismi ormai esistenti: infatti, la maggior parte di essi credeva che le specie fossero stabili e non potessero subire modificazioni. Fossili inconsueti, come ad esempio ossa enormi di mammut lanosi ritrovate pressoché intatte, non potevano però trovare spiegazione nelle teorie del tempo.
Tipologia:Superiori
Testo completo:Fino al XIX secolo, i naturalisti consideravano con perplessità i resti fossili d’organismi ormai esistenti: infatti, la maggior parte di essi credeva che le specie fossero stabili e non potessero subire modificazioni.
Fossili inconsueti, come ad esempio ossa enormi di mammut lanosi ritrovate pressoché intatte, non potevano però trovare spiegazione nelle teorie del tempo.
Fu solo nell’ottocento che si svilupparono nuove teorie per spiegare i cambiamenti avvenuti nel corso della storia delle specie.
La teoria evolutiva delle specie si chiama FILOGENESI
Il naturalista francese Jean Baptiste de Lamarck (1744-1829) per primo fornì la prova che gli organismi avevano subito, col passare del tempo, delle modificazioni e nel 1809 , in un libro dal titolo Philosophie zoologiche, affermò che gli organismi si erano evoluti in risposta al loro ambiente: Evolvere significa passare da una forma ad un’altra e Lamarck fu il primo a suggerire il concetto di evoluzione per gli esseri viventi.
Tutti gli esseri viventi, osservava Lamarck, presentano dei sorprendenti adattamenti all’ambiente, inoltre c’è sempre una perfetta corrispondenza fra le forme degli organismi e il compito o funzione da essi svolto: ali adatte al volo, pinne adatte al nuoto, denti adatti al cibo preferito, pellicce adatte a proteggere dal freddo.
Secondo Lamarck, gli animali non sono stati sempre come li conosciamo adesso, ma hanno raggiunto questa perfezione attraverso piccole trasformazioni che hanno migliorato le loro condizioni di vita.
I miglioramenti si sono sommati durante le generazioni successive per trasmissione ereditaria e “accumulandosi” nei discendenti, hanno dato luogo a specie nuove e diverse da quelle degli antichi progenitori.
Lamarck, per illustrare le sue idee, ricorre ad un animale famoso: la giraffa.
QUAL è L’ORIGINE DEL LUNGO COLLO DELLA GIRAFFA?
Per lo scienziato gli antenati della giraffa erano animali con il collo corto, abituati a brucare l’erba. Ma le foglie degli alberi erano tanto appetitose! Così, desiderando un pasto più abbondante, alcuni di essi si sono sforzati di allungare il collo, per raggiungerle.
I piccoli allungamenti del collo, acquisiti dagli antenati della giraffa durante la vita, si sono trasmessi ai loro figli per eredità.
Attraverso un grandissimo numero di generazioni, il collo della giraffa si è adattato sempre di più all’ambiente, allungandosi fino a raggiungere le foglie più alte.
Nell’ipotesi avanzata da Lamarck, l’allungamento del collo della giraffa, come qualsiasi altro adattamento, è prodotto da una tendenza al miglioramento, propria dell’organismo animale; e una vera e propria “ SPINTA INTERNA”.
Gli antenati della giraffa, nei quali non è sorta questa spinta interna, sono rimasti a pascolare l’erba e hanno dato origine ad altre specie di erbivori, quali potrebbero essere le antilopi della savana.
Così da un unico gruppo di animali, eguali fra loro, si sono prodotte le giraffe ed altre specie i cui caratteri, col passare del tempo, sono diventati sempre più diversi, in seguito all’adattamento all’ambiente.
Secondo Lamarck, questa moltiplicazione delle specie è avvenuta non solo per gli erbivori, ma per tutti gli animali.
Lo scienziato concludeva che: tutte le specie animali erano derivate da un unico progenitore.
IN SINTESI:
DA UN LATO C’è LA TEORIA BASATA SULLA OSSERVAZIONE DEI FATTI REALI
Tutte le forme viventi sono adatte all’ambiente.
Tutte le forme viventi si sono prodotte nel corso del tempo, in seguito ad una lenta evoluzione.
DALL’ALTRA C’è UNA IPOTESI PER SPIEGARLA
Durante la vita gli animali, per una spinta interna al miglioramento, modificano il loro organismo per renderlo più adatto all’ambiente. Le modificazioni, causate dall’ambiente, sono trasmesse da una generazione all’altra. Le modificazioni “acquisite nel corso della vita” si sommano nelle generazioni successive e danno origine a nuove specie viventi, diverse dai progenitori.
L’EVOLUZIONE AVVIENE PER EREDITà DEI CARATTERI ACQUISITI.
l’ipotesi di Lamarck, come ogni ipotesi scientifica, può essere sottoposta alla verifica sperimentale; se è vera deve essere in qualche modo provata.
Esistono prove che i caratteri acquisiti durante la vita di un animale si trasmettano ai figli?
A.Un atleta sviluppa la sua muscolatura con l’allenamento e l’esercizio. Durante il periodo in cui diventa più forte l’atleta può avere un figlio. Ebbene i figli degli atleti non nascono con i muscoli più efficienti di quelli che generalmente hanno gli altri bambini.
B.Il boxer, famoso cane di razza, è più gradito agli appassionati se ha orecchie diritte e coda corta, perciò gli allevatori tagliano loro leggermente le orecchie e mozzano la coda riducendola a poche vertebre. Le orecchie erette e la coda mozza sono caratteri acquisiti durante la vita, che non si trasmettono ai figli per via ereditaria.
DOBBIAMO QUINDI RITENERE FALSE LE IDEE CHE :
A.I caratteri acquisiti dai genitori nel corso della vita si trasmettano ai figli
B.Negli organismi viventi agisca una spinta interna al miglioramento che guida il loro sviluppo verso un fine e uno scopo.
RIMANE PERò VERA L’IDEA FONDAMENTALE DALLA QUALE NASCE LA BIOLOGIA MODERNA E CIOè
Per Lamarck il tempo diventa uno dei principali protagonisti del mondo vivente.
8.La vita sulla terra ha una sua storia passata in virtù della quale tutti gli esseri viventi hanno una somiglianza di fondo che li accomuna.