Descrizione:Un gruppo di sculture, tipico per l'arte non ufficiale del tempo di Domiziano, proviene da un sepolcro della famiglia degli Hateri, che fu scoperto alla metà del secolo scorso sulla via Casilina vicino a Centocelle, a Roma. Ci sono motivi per proporre di identificare il titolare del sepolcro con un Quintus Haterius Tychicus, qualificato come redemptor, cioè impresario di lavori edilizi.
Tipologia:Università
Testo completo:Un gruppo di sculture, tipico per l'arte non ufficiale del tempo di Domiziano, proviene da un sepolcro della famiglia degli Hateri, che fu scoperto alla metà del secolo scorso sulla via Casilina vicino a Centocelle, a Roma.
Ci sono motivi per proporre di identificare il titolare del sepolcro con un Quintus Haterius Tychicus, qualificato come redemptor, cioè impresario di lavori edilizi.
Questo darebbe una spiegazione alle raffigurazioni di vari monumenti di architettura, tra i quali il Colosseo non ancora ultimato con l'attico, e della macchina elevatoria, che si trovano tra i rilievi che adornavano il tempietto sepolcrale. Un grande impresario edile può rappresentare le fortune della classe media nel gran fervore edilizio di Domiziano.
Nelle raffigurazioni si ha un’insistenza nella rappresentazione di elementi simbolici del rituale religioso e funerario, trattate con la minuziosità di dettagli e l’indifferenza verso i reali rapporti di grandezza tra le varie parti e figure, propria dell'arte della corrente plebea.
Al tempo stesso, fanno parte del monumento ritratti di ottima qualità, tra i migliori esempi del verismo romano reso plastico e formalmente corretto dall’influenza ellenistica.
Sono busti non più limitati alla testa e ad una piccola parte del collo, ma vere e proprie mezze figure senza braccia. Due di questi ritratti stanno ciascuno entro un’edicola, che doveva sporgere dalla parete e che appare quasi il ricordo dell'armadio che conteneva un tempo le immagini nelle famiglie patrizie.
Nell’edicola del ritratto femminile, sulle colonne, architettonicamente inconsistenti come quelle delle decorazioni pittoriche parietali, e sui pilastri, ondeggiano delle rose. Altre rose si avvolgono attorno a una colonnetta in uno stipite rettangolare, che doveva inquadrare elementi di una transenna. Il senso dell’atmosfera che circola attorno alle cose rappresentate è una manifestazione diversa, ma appartenente alla stessa tendenza a rendere lo spazio, che si osserva nei rilievi del trionfo di Tito. Al fondo di questa tendenza sta la ricerca di un sempre più pieno naturalismo nel dettaglio particolare, che non si accompagna ad un naturalismo nella composizione generale.
Il naturalismo ellenistico serve come linguaggio artistico, ma il contenuto è fondato sopra modi di concepire propri della tradizione italico-romana.
La tecnica del rilievo ha acquistato finezza straordinaria: le foglie di rosa non hanno più spessore di una foglia vera; le forme sono plastiche e incisive allo stesso tempo. Anche nelle teste dei ritratti la superficie è mossa da una plastica minuta e nervosa, coloristica e al tempo stesso decorativa. I capelli divengono elementi ornamentali pieni di aria e di morbidezza.
Un passo ancora più avanzato nel rendimento dell'atmosfera è in un altro frammento, di altra provenienza, con tralci di edera. Il fondo è abbassato attorno alle foglie per conferire ad esse maggior leggerezza; elementi di secondo piano sono graffiti sul fondo. Vediamo prepararsi le tecniche e le concezioni espressive che esplicheranno tutte le proprie possibilità a servizio di un grande artista nei rilievi della Colonna Traiana, ma anche quella estrema disinvoltura tecnica nella lavorazione del marmo, che manterrà vive le sempre composizioni dei sarcofagi.
Pochissime le personalità artistiche individuabili per il loro genio creativo, ma molte le officine di marmorari di altissima qualità, dove artigiani che lavoravano a giornata erano capaci di imprimere vivezza plastica, con variazioni personali, a modelli trasmessi talora per più generazioni. L'artigianato è legato più direttamente del grande artista alla richiesta e alla soddisfazione del committente e anche al commercio di esportazione dei suoi prodotti, in particolare per i sarcofagi; perciò è fondamentale la connessione con la storia sociale ed economica.