Le Fonti Statistiche Dei Movimenti Demografici - Podcast gratis Studenti.it
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Le fonti statistiche dei movimenti demografici

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  • Descrizione: Le fonti statistiche per lo studio dei movimenti demografici sono tanto più rare e incerte quanto più si risale all'indietro nel tempo. La popolazione nelle epoche passate è stata oggetto d'indagine da parte degli storici. Il Beloch, basandosi su testimonianze letterarie ed epigrafiche e partendo dai civium capita, cioè dal numero degli uomini atti alle armi, ha calcolato l'ammontare della popolazione del mondo occidentale nell'età classica.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: Le fonti statistiche per lo studio dei movimenti demografici sono tanto più rare e incerte quanto più si risale all'indietro nel tempo. La popolazione nelle epoche passate è stata oggetto d'indagine da parte degli storici. Il Beloch, basandosi su testimonianze letterarie ed epigrafiche e partendo dai civium capita, cioè dal numero degli uomini atti alle armi, ha calcolato l'ammontare della popolazione del mondo occidentale nell'età classica. Il numero degli uomini in età per le armi rappresenterebbe un terzo della popolazione complessiva: la popolazione totale risulta dal numero degli uomini atti alle armi moltiplicato per tre.
    II Beloch ha raccolto anche i dati della popolazione delle regioni d'Italia e d'Europa nel Medioevo e nell'età moderna ricorrendo ai censimenti, che in passato erano rari e venivano condotti con criteri diversi e con risultati approssimativi. Dai censimenti premoderni che riportano il conteggio per fuochi, ossia per gruppi familiari, si può risalire al totale degli abitanti tenendo conto della composizione media di ogni fuoco, variabile da 4 a 6 persone a seconda dei tempi e dei luoghi.
    Nei paesi cattolici si possono utilizzare, dal Concilio di Trento in poi, gli stati d'anime: registri parrocchiali in cui sono annotati i nomi delle "anime da comunione", i registri dei battesimi corrispondenti alle nascite e le relazioni delle visite pastorali compiute dal vescovo alle parrocchie della sua diocesi, che riportano dati circa la numerosità dei fedeli.
    Dopo la rivoluzione francese, i governi cominciarono ad organizzare la tenuta dei registri di stato civile in ogni comune.
    I censimenti in origine non erano che operazioni amministrative mirate a fornire il numero di sudditi, in particolare il numero di uomini in età da poter essere chiamati alle armi, e a determinare quale prelievo di tributi si potesse ottenere. Il metodo censuario si è progressivamente affinato nel mentre che si è affrancato dai vincoli politici. Il censimento è divenuto una semplice operazione amministrativa in mano a specialisti: demografi e statistici.
    Se i censimenti e la tenuta di registrazioni statistiche sono strumenti ben rodati nei paesi evoluti, sono un fatto piuttosto nuovo per la maggior parte dei paesi in via di sviluppo.
    In Italia, oltre ai volumi con i risultati analitici dei censimenti, l'ISTAT pubblica un volumetto riassuntivo a partire dall'Unità nazionale. L'ultimo è Popolazione residente e presente dei Comuni ai censimenti dal 1861 al 1991: la popolazione residente legale è quella che ha la residenza ufficiale sul posto; la popolazione presente è quella presente sul posto nel giorno del censimento, anche se residente altrove.
    Ogni anno l'ISTAT pubblica il fascicolo Popolazione e movimento anagrafico dei Comuni, che per ogni comune riporta nati, morti, matrimoni, immigrati dall'interno e dall'estero, emigrati per l'interno e per l'estero.
    L'Annuario di statistiche demografiche, oltre ai dati, riporta elaborazioni sulla dinamica e la struttura della popolazione. Per tutti i paesi del mondo è fondamentale l'Annuario Demografico delle Nazioni Unite.
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