Le leggi delle XII tavole

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Descrizione

Le leggi elaborate dai Decemviri furono redatte su xii (12) tavole di bronzo che furono appese nel Foro e fatte imparare a memoria a tutti gli scolari. Il loro testo ci è noto da frammenti mutili, e c’è buona probabilità che siano state ispirate alla legislazione ateniese di Solone, ma anche da quelle della Magna Grecia. C’è chi ipotizza che i testi che possediamo o sono greci oppure sono redazioni successive al 450, poiché la chiarezza, la concisione, la sobrietà e l’alto livello di cultura che possiedono non potrebbe essere state raggiunte in un’epoca ancora così primitiva.

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Testo completo

Le leggi elaborate dai Decemviri furono redatte su xii (12) tavole di bronzo che furono appese nel Foro e fatte imparare a memoria a tutti gli scolari.
Il loro testo ci è noto da frammenti mutili, e c’è buona probabilità che siano state ispirate alla legislazione ateniese di Solone, ma anche da quelle della Magna Grecia.
C’è chi ipotizza che i testi che possediamo o sono greci oppure sono redazioni successive al 450, poiché la chiarezza, la concisione, la sobrietà e l’alto livello di cultura che possiedono non potrebbe essere state raggiunte in un’epoca ancora così primitiva.
La legge delle xii tavole è la prima lex rogata, ossia «legge votata», dai comizi centuriati.
Le leggi rappresentano il passaggio da un diritto consuetudinario ad uno scritto, fissato, che facesse trionfare l’uguaglianza dei diritti di tutti i cittadini.
In base alle nuove leggi, la società romana si fonda sulla famiglia e la proprietà, e la protezione di questi diritti è garantita; viene stabilito che dopo un certo periodo la possessio può diventare proprietas;
Trattandosi di una società primitiva, che vive di agricoltura e allevamento, sono stabiliti i principali delitti: il furto, il danneggiamento del raccolto, la falsa testimonianza; è organizzata la tutela dell’ordine ereditario.
Nella famiglia, il pater familias non ha più potere decisionale su tutta la gens ma solo sulla famiglia, ovvero moglie e figli, ed è ridotto il suo potere; per quanto riguarda i figli, il padre può venderli, ma solo per tre volte, dopo le quali il figlio è «emancipato», cioè libero.
La giustizia è resa accessibile per tutti. Nelle dispute, la parte lesa e quella colpevole sono obbligate a trovare un compromesso. Se l’accordo non è possibile, si può ricorrere alla legge del taglione. Il ricorso alla pena di morte, invece, è reso più difficile, e la pena deve essere autorizzata dai comizi centuriati, l'assemblea sovrana del popolo. In questo modo c'è l'abolizione della giurisdizione criminale del console, che mantiene invece potere coercitivo, amministrativo e poliziesco.
Si stabilisce una differenza tra ricchi e poveri, non tra patrizi e plebei. È vietato il matrimonio tra patrizi e plebei.