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Le megacittà

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  • Descrizione: L’informatizzazione, la globalizzazione e la trasformazione delle strutture produttive industriali e dei servizi conducono ad una profonda trasformazione della struttura spaziale urbana. I Processi tecnologici ed economici che costituiscono la base di questa trasformazione si intrecciano con la storia, la cultura e le istituzioni di ciascun paese, di ciascuna regione e di ciascuna città, dando luogo ad una grande varietà di modelli spaziali. La formazione delle megacittà rappresenta uno dei fenomeni urbanistici più significativi del XXI secolo. Le megacittà sono di giganteschi agglomerati territoriali di esseri umani (attualmente con oltre 10 milioni di abitanti ma che molto presto supereranno i 20 milioni di abitanti), che rappresentano nodi nevralgici dell’economia globale e delle nazioni più potenti.
  • Tipologia: Superiori
  • Testo completo: L’informatizzazione, la globalizzazione e la trasformazione delle strutture produttive industriali e dei servizi conducono ad una profonda trasformazione della struttura spaziale urbana. I Processi tecnologici ed economici che costituiscono la base di questa trasformazione si intrecciano con la storia, la cultura e le istituzioni di ciascun paese, di ciascuna regione e di ciascuna città, dando luogo ad una grande varietà di modelli spaziali. La formazione delle megacittà rappresenta uno dei fenomeni urbanistici più significativi del XXI secolo.
    Le megacittà sono di giganteschi agglomerati territoriali di esseri umani (attualmente con oltre 10 milioni di abitanti ma che molto presto supereranno i 20 milioni di abitanti), che rappresentano nodi nevralgici dell’economia globale e delle nazioni più potenti.
    Sul loro territorio si concentrano le funzioni più alte della gestione, della produzione e dell’amministrazione planetaria, i centri del potere politico, il controllo dei media e la capacità simbolica di creare e diffondere i messaggi dominanti.
    Secondo la classificazione delle Nazioni Unite del 1992 le megacittà principali sono: Tokyo, San Paolo, New York, Città del Messico, Shanghai, Bombay, Los Angeles, Buenos Aires, Seoul, Pechino, Rio de Janeiro, Calcutta e Osaka. Ad oggi si devono aggiungere anche Giacarta, Mosca, Parigi, Nuova Delhi, Il Cairo e Londra, e il fenomeno della Cina.
    Le megacittà devono essere definite in base alla loro attrazione gravitazionale su ampie regioni del mondo. Esse articolano l’economia globale, collegano le reti dell’informazione e concentrano il potere mondiale. Contemporaneamente sono anche contenitori di ampi settori di popolazione in lotta per la sopravvivenza.
    L’elemento più significativo è dato dal fatto che sono fortemente collegate alle reti globali, ma scollegate da quei settori della loro popolazione  locale considerati non necessari o elementi di disturbo sociale. Ciò che fa delle megacittà una nuova forma urbana è il fatto che attorno alla loro connessione si costituisca una rete globale, di cui sono nodi fondamentali, restando al tempo stesso interamente segmentate e sconnesse in termini sociali e spaziali.
    Le megacittà stanno crescendo e continueranno a crescere sia in termini di dimensioni sia in termini di attrazione esercitata sui gruppi sociali più alti con lo scopo di dislocare funzioni di alto livello.
    Per molti autori l’era dell’informazione è e sarà l’era delle megacittà per le seguenti ragioni:
    Esse sono i centri del dinamismo economico, tecnologico e affaristico nei loro paesi e nel sistema globale. Sono i motori dei processi di sviluppo.
    Sono i centri dell’innovazione e della ricerca scientifica.
    Sono i centri del potere politico, per la forza ideologica e d economica che rappresentano.
    Sono i punti di collegamento con il sistema di comunicazione mondiale. Il potere e i servizi di informazione e i gruppi sociali istruiti sono concentrati nelle megacittà.
    Sicuramente interverranno alcuni fattori che rallenteranno la crescita demografica delle megacittà.  Molto probabilmente verranno previste delle politiche di controllo delle nascite per ridurre i tassi di crescita demografica. Potranno essere inoltre attuate politiche per lo sviluppo regionale o per la promozione di città di medie dimensioni, per dirottare i flussi di migrazione e la decentralizzazione delle attività economiche.
    È possibile inoltre che la disgregazione sociale, la violenza e le epidemie che nasceranno nelle megacittà, se dovesse continuare il deterioramento delle attuali condizioni di vita, le renderà luoghi meno attraenti per l’insediamento. Nonostante tutto le megacittà continueranno a crescere in termini di dominio funzionale, potere sociale e concentrazione di persone e attività, perché sono attività autoalimentanti, che assorbono tutto ciò che vi è di valore nella loro società e nel pianeta nel suo insieme.

    Il nuovo modello tecnico – economico è caratterizzato da un grande dinamismo produttivo e contemporaneamente dall’esclusione di grandi settori territoriali e sociali.  I processi di reclusione sociale si manifestano nelle grandi città di quasi tutti i paesi.  In spazi diversi ma all’interno dello stesso sistema metropolitano si trovano le funzioni più elevate e quelle più degradate, gruppi sociali che producono informazione e ricchezza e quelli esclusi ed emarginati. Si parla di città duale. Questi effetti provocati dal nuovo modello di sviluppo tecnico – economico possono essere moderati da politiche sociali e urbanistiche che mirino all’integrazione.
    Quattro processi fondamentali entrano in gioco nell’analizzare la dualità intermetropolitana:
    La crisi degli alloggi e dei servizi urbani che, nella maggior parte delle società in via di sviluppo, riguarda una percentuale elevata della popolazione urbana;
    La persistente e crescente disuguaglianza sociale nelle grandi città;
    La povertà urbana che riguarda una buona parte della popolazione;
    I fenomeni di esclusione sociale: segmenti significativi della società metropolitana sono ridotti a vivere in condizioni di sopravvivenza in quanto di scarso interesse economico, sociale e politico per la logica dominante del sistema sociale.

    La città globale e la città dell’informazione è anche città duale.
    Possiamo avanzare l’ipotesi che questa logica spaziale sia caratterizzata dal dominio dello spazio dei flussi, strutturati in circuiti elettronici che collegano globalmente tra di loro i nodi strategici della produzione e della gestione. Accanto a questa logica , che rappresenta quella dominante nelle nostre società,  continua ad esistere quello dello spazio dei luoghi, come forma territoriale di organizzazione della vita quotidiana e come forma esperita dalla grande maggioranza degli esseri umani. Mentre lo spazio dei flussi è globalmente integrato, lo spazio dei luoghi è localmente frammentato. Uno dei meccanismi essenziali per il potere nella nostra epoca è il dominio dello spazio dei flussi su quello dei luoghi, che da vita a due diversi universi in cui le relazioni tradizionali di esplorazione sono frammentate, diluite e neutralizzate. Le città possono essere recuperate dai loro cittadini solo se questi costruiscono un nuovo rapporto di articolazione tra globale e locale.
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