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Le moderne strutture industriali

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  • Descrizione: L'industria rispecchia il continuo evolversi delle tecniche e delle strutture. La rivoluzione industriale s'incentra oggi sul progresso dell'elettronica e sulla utilizzazione di fonti energetiche alternative. Il rinnovamento è il risultato della convergenza di due forze: la spinta delle scoperte scientifiche e la domanda del mercato. Le innovazioni vengono applicate a prodotti di serie che sostituiscono vantaggiosamente i similari prodotti del passato.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: L'industria rispecchia il continuo evolversi delle tecniche e delle strutture. La rivoluzione industriale s'incentra oggi sul progresso dell'elettronica e sulla utilizzazione di fonti energetiche alternative. Il rinnovamento è il risultato della convergenza di due forze: la spinta delle scoperte scientifiche e la domanda del mercato. Le innovazioni vengono applicate a prodotti di serie che sostituiscono vantaggiosamente i similari prodotti del passato.
    Il mercato può domandare una grande quantità di un certo prodotto, o inversamente trovarsi saturo. Da siffatti condizionamenti nascono periodi di fortuna e periodi di crisi delle varie branche industriali. Si chiama "strutturale" la crisi di lungo periodo legata alle condizioni tecniche di fabbricazione e di smercio di un prodotto; per "crisi congiunturale" s'intende quella di breve periodo dovuta a cause contingenti.
    Si possono fare differenti classificazioni delle industrie a seconda degli elementi assunti come distintivi. In genere le statistiche ufficiali adottano una classificazione merceologica, cioè in base ai prodotti.
    L'industria estrattiva, che riguarda l'estrazione dei minerali non è propriamente un'attività di trasformazione come le altre industrie, ma un'attività primaria come l'agricoltura.
    La metallurgia ottiene i metalli dai minerali metalliferi e procede ad un’iniziale trasformazione; in particolare la siderurgia riguarda la produzione di ferro, ghisa, acciaio. Questi semilavorati verranno successivamente trasformati dall'industria meccanica in prodotti finiti.
    L'industria chimica trasforma materie prime del suolo, dell'aria, delle foreste, del sottosuolo. Ne fanno parte i derivati dal carbone e dal petrolio e le produzioni "leggere" di medicinali e di profumi. Alle  industrie tessili si accompagnano le confezioni. Altri raggruppamenti sono le industrie di pelli, cuoio e calzature e le industrie del legno e del mobilio. Le industrie alimentari abbracciano la gamma delle lavorazioni dei prodotti della terra.
    È quasi ovvia la distinzione tra grande e piccola industria: dei possibili parametri di giudizio il più significativo è il numero dei dipendenti.
    Sul piano funzionale, si dicono industrie di base quelle alla base della piramide di passaggi dalle materie prime ai prodotti finiti. Esse comprendono la fase iniziale di lavorazione fino allo stadio dei "semilavorati". Si parla anche di industrie pesanti con riferimento al grande peso della materia grezza in rapporto alla relativa pochezza del valore intrinseco.
    Le industrie di beni strumentali, partendo dai semilavorati, producono macchine utensili che servono da strumenti per fabbricare altre macchine.
    Le industrie di beni di consumo costituiscono il vertice della piramide di passaggi: producono oggetti finiti, destinati alla diretta utilizzazione. Si chiamano anche industrie leggere in quanto trattano materiali già semilavorati, depurati dalle scorie e quindi meno pesanti. Queste sono le industrie più differenziate ed occupano una manodopera numerosa e qualificata.
    La cellula di base sia sul piano geografico che su quello funzionale è lo stabilimento: corrisponde all’unità locale definita come “l’impianto situato in un dato luogo in cui si svolgono una o più attività economiche". Lo stabilimento può appartenere a un unico proprietario; ciò accade per unità di non grandi dimensioni e con un limitato investimento di capitali.
    Nel quadro della grande industria, una stessa impresa può possedere diversi stabilimenti, spesso complementari tra loro riguardo al cielo di lavorazione. Poiché il capitale necessario eccede le possibilità dell'imprenditore singolo, i finanziamenti vengono attinti attraverso la costituzione di società per azioni.
    Negli Stati del "mondo occidentale" le società sono per la maggior parte a capitale privato; tuttavia alcuni governi hanno proceduto alla nazionalizzazione delle industrie-chiave e hanno assunto il controllo di altre industrie attraverso forme di partecipazione azionaria.
    Un altro elemento strutturale dell'industria è il patrimonio tecnico. Dal metodo di lavorazione dipendono certe proliferazioni di fabbriche di accessori attorno a grosse industrie meccaniche, o anche di industrie che riutilizzano i sottoprodotti di altre: è questa l'integrazione tecnica.
    Crescente peso va assumendo l'organizzazione aziendale, cioè la programmazione dei compiti delle diverse fabbriche di una stessa ditta o dei diversi reparti di una stessa fabbrica. La gestione si è modernizzata attraverso l'informatica.
    La concentrazione è uno dei caratteri tipici della grande industria moderna: essa mira ad abbassare i costi per far crescere il margine di guadagno e per conquistare il mercato. Una ditta può contenere i costi realizzando nei suoi stabilimenti il ciclo completo di lavorazione dalla materia prima al prodotto finito: si tratta di integrazione verticale. La concentrazione orizzontale abbraccia una pluralità di "marche" tutte interessate allo stesso tipo di produzione.
    Il nome di trust sta ad indicare una concentrazione di imprese sotto la medesima direzione. Oggi la forma dominante non è più la concentrazione di logica industriale, ma la concentrazione di logica finanziaria – la holding – che dirige un gruppo di aziende, delle quali possiede un pacchetto di azioni bastante per poterle "controllare".
    Bisogna distinguere la concentrazione di produzione, che ha radici tecniche, dalla concentrazione di potere, che ha radici finanziarie.
    Un ultimo tipo di concentrazione è il cartello, raggruppamento di diverse imprese similari che si accordano per una politica comune, specie nella fissazione dei prezzi.
    Nei sistemi economici di stampo capitalistico, la concentrazione industriale deriva dall’azione congiunta del progresso tecnico e della concorrenza commerciale a vantaggio delle società private.
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