Descrizione:Passare dalla “terra da scavare” alla “terra scavata” significa passare da una realtà di partenza, inerte indistinta e sconosciuta, a una sua rappresentazione divisa in parti, relazionata nello spazio e nel tempo. Le parti sono quelle che riteniamo essere le azioni basilari materialmente riconoscibili o riconosciute, e cioè le unità stratigrafiche.
Tipologia:Università
Testo completo:Passare dalla “terra da scavare” alla “terra scavata” significa passare da una realtà di partenza, inerte indistinta e sconosciuta, a una sua rappresentazione divisa in parti, relazionata nello spazio e nel tempo. Le parti sono quelle che riteniamo essere le azioni basilari materialmente riconoscibili o riconosciute, e cioè le unità stratigrafiche. Quest’ultima diventa interpretabile, solo se rapportata alle altre. Esistono infine relazioni di mancato rapporto per cui in assenza di contiguità fisica il rapporto nel tempo fra due azioni può essere solamente presunto, scegliendo accuratamente quello più verosimile nell’ambito della scelta di opportunità offerta dalla sequenza stratigrafica.
È forse il caso di chiarire la differenza tra rapporti stratigrafici e topografici. Di rapporto stratigrafico in sostanza c’è ne solamente uno: quello di successione temporale; mentre per quanto attiene i rapporti topografici questi sono potenzialmente infiniti. Per questa ragione nell’edizione di uno scavo la documentazione dei rapporti stratigrafici può essere integrale o comunque assai vasta.
Uno scavo stratigrafico possiede principalmente 4 dimensioni, cioè ha in più, oltre alle tre tradizionali, larghezza, altezza e profondità, la dimensione del tempo.
Il metodo stratigrafico rassomiglia al modo in cui appare la realtà e in cui la mente riesce a comprenderla. La sua forza descrittiva è interpretativa: sta nel suo isomorfismo con la vita, solo che, trattandosi di una ricostruzione a posteriori dell’esistenza, ha perso la pesantezza della vita acquistando la leggerezza insita in ogni arte del racconto.