home » podcast » Scheda podcast

Scheda Appunto MP3

  • Le pratiche fonetiche

  • Abstract:La pratica fonetica più frequente è quella di osservare il parlato che tende alla iperarticolazione, essa consente di lavorare su registrazioni di ottima qualità. D'altra parte esistono anche molti svantaggi: quella che effettivamente si osserva e si descrive è una forma di parlato che risente moltissimo delle condizioni artificiali in cui è prodotto.
  • Tipologia:universita'
  • Durata:3 min 16 sec
  • Scarica Gratis
  • Descrizione:La pratica fonetica più frequente è quella di osservare il parlato che tende alla iperarticolazione, essa consente di lavorare su registrazioni di ottima qualità. D'altra parte esistono anche molti svantaggi: quella che effettivamente si osserva e si descrive è una forma di parlato che risente moltissimo delle condizioni artificiali in cui è prodotto.
    Ormai da tempo si osserva un'attenzione sempre crescente in fonetica e nelle scienze del linguaggio per le manifestazioni del parlato spontaneo. La raccolta e la descrizione del parlato spontaneo sono però estremamente più difficili e complesse di quelle del parlato di laboratorio.
    Si può dire quindi che il parlato iperarticolato rappresenti una sorta di archivio di riferimento per orientarsi nell'analisi dei parlati.
    In linguistica la fonetica fornisce la descrizione delle caratteristiche foniche di lingue standard, dialetti, varietà regionali. È utile anche nella rieducazione fonica di pazienti affetti da disturbi del linguaggio, in ambito giudiziario, in psicologia ed informatica (sistemi di interazione uomo-macchina).
    La Fonetica articolatoria viene utilizzata per descrivere i processi di produzione fonica e delle caratteristiche articolatorie dei singoli foni o di gruppi di foni.
    In una presentazione scritta della fonetica è indispensabile fare ricorso ad una trascrizione dei foni di cui si parla: i sistemi alfabetici (greco, latino, arabo, ebraico, ecc.) rappresentano un tentativo di rendere graficamente i suoni delle varie lingue. Ma per varie ragioni storico-linguistiche, anche lingue che utilizzano uno stesso alfabeto assegnano molto spesso agli stessi simboli alfabetici o lettere (simbolo grafico che rappresenta il fono nei testi scritti in una det. lingua) o valori diversi. Ad esempio nelle parole scialle, chic, ship, schiff, c'è uno stesso suono iniziale a cui corrispondono grafie diverse. Nelle parole chi, chic, cheap, ich, “ch” nelle stesse quattro lingue corrisponde a quattro suoni diversi.
    Per questo i linguisti hanno fatto ricorso a sistemi di trascrizione dei foni, basati su un principio di corrispondenza regolare tra foni e segni grafici: un alfabeto fonetico assegna univocamente a ciascun fono uno e un solo simbolo così come ad ogni simbolo corrisponderà sempre uno stesso fono.
    L'alfabeto fonetico oggi più diffuso è il cosiddetto Alfabeto Fonetico Internazionale, indicato con la sigla inglese IPA (International Phonetic Association) ed è stato proposto alla fine del XIX secolo. Con l'IPA, per esempio, le parole italiane “quasi”, “casa”, “chino” avranno tutte lo stesso simbolo [k] a rappresentare il medesimo fono iniziale.