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Le progressive fasi della circolazione

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  • Descrizione: Già nella preistoria gli scambi erano una pratica diffusa tra i gruppi umani di ambienti diversi: i contatti per scambio di conoscenze e di merci risultano più frequenti nei punti d'incrocio delle vie di comunicazione. Una siffatta organizzazione rimane tuttora alla base dell'economia commerciale di numerose zone dell'Africa Nera e degli altipiani andini.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: Già nella preistoria gli scambi erano una pratica diffusa tra i gruppi umani di ambienti diversi: i contatti per scambio di conoscenze e di merci risultano più frequenti nei punti d'incrocio delle vie di comunicazione. Una siffatta organizzazione rimane tuttora alla base dell'economia commerciale di numerose zone dell'Africa Nera e degli altipiani andini.
    La prima embrionale divisione del lavoro fu resa possibile dallo scambio di beni e servizi tra gli addetti ad attività differenziate; col crescere del livello di vita bisognò ricorrere ai prodotti di altri ambienti e di altre collettività. Nessuna regione della Terra è così dotata da poter soddisfare le molteplici esigenze di una società moderna senza alcun ricorso all'importazione.
    Agli inizi dell'evo antico una rete commerciale a vasto raggio comprendeva vie denominate dalla merce che su di esse veniva trasportata. L'apertura di rotte marittime e l'ascesa di popoli navigatori conferirono una nuova dimensione al commercio "mondiale" di quei tempi. L'Impero Romano, dotato di una rete stradale polarizzata per irradiare la volontà di Roma e per rifornire il mercato della capitale, conobbe la prima organizzazione di scambi a grande scala.
    Nell'alto Medioevo il declino del commercio e della vita urbana ridussero i movimenti di uomini e merci. Soltanto nel tardo Medioevo la rinascita delle attività commerciali diede nuovo impulso alle comunicazioni.
    In molte parti del Medio e dell'Estremo Oriente l'arrivo degli Europei sconvolse l'ordinato andamento commerciale, poiché spesso il vero arbitro degli scambi non fu il valore dei prodotti, ma la forza delle armi. Nei primi tre secoli dopo la circumnavigazione dell'Africa il commercio a lunga distanza riguardava quasi esclusivamente articoli pregiati, con un alto rapporto valore-peso. Carichi più pesanti si potevano trovare sulle rotte brevi; solo alla metà del XVII secolo, con l'avvio del commercio in grande del tè, i traffici con l'India presero ad interessare i grossi carichi. Altri traffici pesanti a lunga distanza si svilupparono sulle rotte "triangolari" dell'Atlantico: dall'Europa venivano inviati nell'Africa occidentale dei manufatti che costituivano la merce di scambio per la tratta degli schiavi; le stesse navi trasportavano gli schiavi in America e di là ripartivano per l'Europa cariche di zucchero, caffè, tabacco e cotone.
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