Descrizione:Tutte le scienze sociali si staccarono dal corpo centrale della filosofia nel corso del XIX secolo. Tutte hanno studiato come gli individui costruiscono i significati soggettivi interiori per gli oggetti e gli eventi della realtà; come questa conoscenza permette agli esseri umani di comunicare tra loro in modi diversi da quelli delle altre creature e come ciò incide profondamente sul comportamento sia individuale che sociale. Il campo della linguistica incominciò con lo studio comparativo delle lingue.
Tipologia:Università
Testo completo:Tutte le scienze sociali si staccarono dal corpo centrale della filosofia nel corso del XIX secolo. Tutte hanno studiato come gli individui costruiscono i significati soggettivi interiori per gli oggetti e gli eventi della realtà; come questa conoscenza permette agli esseri umani di comunicare tra loro in modi diversi da quelli delle altre creature e come ciò incide profondamente sul comportamento sia individuale che sociale.
Il campo della linguistica incominciò con lo studio comparativo delle lingue. La ricerca sulle lingue più antiche diede risultati interessanti. Oggi la linguistica consiste essenzialmente nella ricerca sistematica di tre aspetti fondamentali del linguaggio: la fonologia, cioè i suoni che si usano per comporre le parole; la sintassi, ovvero le regole con cui le persone usano insiemi di parole per veicolare altri significati oltre a quelli delle singole parole; la semantica, che studia i collegamenti tra le parole (o altri simboli) e i loro referenti, che sono gli aspetti della realtà di cui esse sono i sostituti, e i significati che le parole comunicano se chi parla segue le convenzioni stabilite dalla comunità linguistica.
La linguistica ha chiarito che la selezione di un determinato simbolo usato come etichetta per un certo referente (cioè un aspetto della realtà fisica o sociale) è un'operazione puramente arbitraria. Non c'è nessuna connessione naturale tra una particolare parola, suono, segno scritto o oggetto e ciò che rappresenta nel mondo che esperiamo.
Una conclusione interessante è che non c'è nessun linguaggio intrinsecamente "corretto". L'"esattezza" dei significati delle parole e l'"appropriatezza" della grammatica dipendono unicamente dalle convenzioni che i parlanti condividono in un dato momento.
Uno dei pionieri dello studio del linguaggio e della cultura fu Edward Sapir, che nel primo decennio di questo secolo iniziò a studiare le lingue di varie tribù di indiani americani. Sapir concluse che non soltanto le lingue, ma anche le concettualizzazioni del mondo fisico e del mondo sociale erano diverse da gruppo a gruppo. In altri termini, ciò che risultava non era soltanto che la lingua di ogni gruppo aveva termini diversi per lo stesso insieme di oggetti, condizioni e situazioni di una realtà più o meno uniforme, ma che le persone che usavano lingue diverse esperivano realtà molto diverse! "Il fatto è che il "mondo reale" è in larga misura costruito inconsapevolmente sulle abitudini linguistiche del gruppo. Non esistono due lingue abbastanza simili da poter essere considerate rappresentative di una medesima realtà sociale. I mondi in cui vivono società tanto diverse sono mondi distinti e non semplicemente lo stesso mondo etichettato in modi diversi". Ipotesi di Sapir-Whorf, o principio del relativismo linguistico.
I processi di comunicazione, unici e originale, di cui l'individuo è una parte sono adesso visti come un complesso aggiuntivo di fattori che danno forma e influenzano il modo in cui le realtà vengono esperite.