Descrizione:Lessico famigliare è un libro che narra le vicende di una famiglia ebrea e antifascista durante il regime nazifascista in Italia. Racconta la storia dei Levi, di cui l’autrice è l’ultima di cinque figli. Con assoluto rispetto della verità, e, per certi versi, mantenendo l’incanto della fanciullezza, l’autrice non solo ripercorre con la memoria le vicende dei suoi cari, ma ne fissa per sempre anche il linguaggio, i motti, le abitudini radicate.
Tipologia:Superiori
Testo completo:Lessico famigliare è un libro che narra le vicende di una famiglia ebrea e antifascista durante il regime nazifascista in Italia. Racconta la storia dei Levi, di cui l’autrice è l’ultima di cinque figli. Con assoluto rispetto della verità, e, per certi versi, mantenendo l’incanto della fanciullezza, l’autrice non solo ripercorre con la memoria le vicende dei suoi cari, ma ne fissa per sempre anche il linguaggio, i motti, le abitudini radicate. Soprattutto quelle del padre autoritario, che poco tollerava nelle conversazioni e nelle abitudini della sua famiglia. La Ginzburg ricorda i numerosi trasferimenti della sua famiglia, da Palermo dov’è nata, a Torino, dove ha vissuto parte della sua vita con i genitori. Ricorda la sua casa molto affollata durante la guerra dove, oltre alle persone che aiutavano in casa, venivano invitati solo antifascisti. Tra loro anche i nomi di Turati, che i Levi hanno ospitato quando era ricercato, la Kuliscioff e molti altri. Poi i suoi fratelli, sia per l’influenza del padre, sia per conto proprio, diventano cospiratori. Alberto è, più che un cospiratore, un confidente dei cospiratori. Gino viene infatti arrestato come cospiratore, e Mario riusce a salvarsi grazie a una fuga dalla polizia e a rifugiarsi in Francia, dove vive durante la guerra. Un libro fatto di conoscenze famose, fughe e arresti, ricordi per l’odiosa montagna a cui tutti i Levi sono costretti ad andare perché il padre voleva “skiare”. Un libro che la Ginzburg si era già proposta di fare fin da bambina, annotando le espressioni del padre, della madre e di tutte le persone con cui interagiva, ricordando il collegio, o le amiche di infanzia, o le liti dei fratelli. Un linguaggio che a poco a poco si inserisce nel cuore del libro, e che il lettore inizia ad apprezzare e afferrare al volo, un linguaggio che diventa, appunto, famigliare.
Natalia, nelle gite in montagna, è obbligata a fare lunghe passeggiate e si incontra con gli amici di suo padre, i Lopez e gli Olivetti. Ha una sorella, la Paola e tre fratelli, Gino, Mario e Alberto. Il padre, Giuseppe, è comunista e la madre, Lidia, socialista. Paola si sposa e così tutti i suoi fratelli. Dopo anche Natalia si sposa con Leone Ginzburg ed ha, come gli altri, dei figli. Si trasferisce così in un'altra casa. Poco dopo Leone muore lasciandola sola con i suoi due figli. Natalia conosce delle ragazze che in breve diventano sue amiche, tra cui Lola, che pochi anni prima odiava. Infine decide di trasferirsi definitivamente a Roma, dove passa tutta la sua vita.
Personaggi dell'opera:
- Natalia è la protagonista del racconto, ma nel testo lei non appare quasi mai, perché descrive sempre ciò che succede agli altri. Inoltre non viene mai chiamata per nome e infatti si può capire il suo nome soltanto leggendo il nome dell'autrice, cioè lei. Soltanto verso la fine comincia a parlare molto di sé e di quello che le accade come per dimostrare che verso la fine, cioè quando comincia a vivere senza i suoi genitori, si libera del peso che la sua famiglia esercita su di lei. Questo personaggio parla solo con il discorso indiretto libero, cioè esprime solo ciò che pensa; da questo si può comprendere la sua timidezza.
- Giuseppe o Beppino è il padre di Natalia. A prima vista sembrerebbe quasi un antagonista, a causa della sua durezza nell'educare i figli. In realtà però aiuta sia Natalia che i suoi fratelli. Parla con il discorso diretto per mettere in risalto la propria durezza e sincerità.
- Lidia è la madre di Natalia ed è l'aiutante sua e di tutti i suoi fratelli. Infatti, oltre a difenderli quando il padre si arrabbia con loro, li aiuta ad accudire i loro figli e non li lascia mai soli. Parla con il discorso diretto per esprimere meglio la propria spensieratezza.
- Gino, a parere di suo padre, è il meno "asino" di tutti i fratelli. Infatti va a fare lunghe passeggiate in montagna con i suoi amici ed è quello che ha conseguito i risultati migliori all'università. Diventa un cospiratore antifascista. Anche se all'apparenza non ha un ruolo ben preciso nel racconto, si potrebbe dire che è un antagonista perché è il preferito di suo padre. Parla anche lui con il discorso diretto.
- Mario è il secondo dei fratelli. Dopo aver trasportato dei volantini antifascisti dalla Svizzera all'Italia, si rifugia in Francia e passa lì la sua vita. Non ha un ruolo ben preciso nel testo. Parla con il discorso diretto.
- Alberto è il terzo fratello e quindi il più piccolo. Non ha mai avuto voglia di studiare: infatti preferiva giocare a calcio con gli amici che passare il tempo sui libri. Non è un cospiratore antifascista come i suoi fratelli ma è un loro confidente ed ha molti amici cospiratori. Non ha un ruolo ben preciso nel racconto e parla con il discorso diretto.
- La Paola è la sorella maggiore della protagonista. Essendo la più grande, è quella che si avvicina di più ai gusti di sua madre. Con lei parla del più e del meno, di che vestiti mettere e comprare, mentre la mamma con Natalia non parla di queste cose perché dice che "non le dà spago", cioè non la ascolta, al contrario della Paola. La Paola è una ragazza molto esosa: vuole sempre vestiti nuovi. Parla con il discorso diretto e non ha un ruolo ben preciso nel testo.
- Natalina è la governante di casa. Non ha un lessico molto appropriato e confonde sempre i pronomi personali. E' stata la governante della famiglia della protagonista per trent'anni. Oarla con il discorso diretto e potrebbe essere definita l'aiutante della protagonista.
- Vittorio è un amico di Alberto. È un cospiratore antifascista e ad un certo punto viene scoperto e messo in prigione, facendo rischiare il carcere anche ad Alberto con l'accusa di non aver riferito alle autorità quello che faceva il suo amico. Pur non essendo presente molto nel testo, viene spesso citato.
- Lola è l'amica del cuore di Natalia. Ma non è sempre stato così. Infatti, prima, Lola era odiata dalla protagonista, quando era giovane. Da quando la vede per la prima volta camminare per Corso Re Umberto, dove abitavano entrambe, mentre metteva in mostra i lunghi capelli e il corpo stupendo, camminando con un passo che la rendeva sempre più odiosa agli occhi degli altri, le diventa antipatica. Natalia non la vede più per molto tempo a causa della guerra, ma quando la incontra di nuovo nota che è totalmente cambiata, e così, anche se ogni tanto conserva quegli atteggiamenti di superbia, diventano grandi amiche.
La maggior parte del racconto si svolge durante il ventennio fascista e finisce qualche anno dopo la seconda guerra mondiale.