Descrizione:Tra gli elementi culturali che differenziano i vari gruppi umani, il più importante è il linguaggio. Attraverso la lingua materna ogni bambino assimila una "cultura" trasmessa dalle generazioni precedenti e comune a coloro che parlano quella stessa lingua. Per gruppo etnico intendiamo una comunità fondata su una stessa lingua e su una propria cultura spirituale e materiale, cementata dalla coscienza di formare un'unità originale, distinta dagli altri gruppi.
Tipologia:Università
Testo completo:Tra gli elementi culturali che differenziano i vari gruppi umani, il più importante è il linguaggio. Attraverso la lingua materna ogni bambino assimila una "cultura" trasmessa dalle generazioni precedenti e comune a coloro che parlano quella stessa lingua. Per gruppo etnico intendiamo una comunità fondata su una stessa lingua e su una propria cultura spirituale e materiale, cementata dalla coscienza di formare un'unità originale, distinta dagli altri gruppi.
Molte lingue del passato sono "morte", anche se ne rimangono testimonianze letterarie; alcune di esse hanno trasfuso il loro patrimonio nella formazione di nuove lingue. La parentela consente di raggruppare determinate lingue fra loro, come filiazioni di un'unica lingua madre, e di distinguere un certo numero di gruppi linguistici. La parentela tra diversi gruppi permette di risalire a grandi famiglie linguistiche.
La famiglia indoeuropea abbraccia il 95% degli Europei e si estende in Asia, ma con la colonizzazione ha popolato anche le due Americhe e l'Australia. A questa famiglia appartengono il gruppo neolatino, il gruppo germanico, il gruppo slavo, il gruppo indo-iranico, il gruppo indo-ario.
La famiglia uralo-altaica occupa tutta l'Asia settentrionale e mediana, dal Mar Egeo alle sponde del Pacifico. La ferrovia Transiberiana, che costituisce l'asse di penetrazione dei Russi nel continente asiatico, separa il gruppo uralico degli Ugro-finni dal gruppo altaico dei Turco-tatari.
Meno estesa, ma più numerosa, è la famiglia cino-tibetana, in cui rientrano i Cinesi, i Tibetani e i popoli dell'Indocina, ad eccezione di alcune minoranze, che formano la famiglia austro-asiatica. Un'altra famiglia particolare è quella dei Dravida, che occupano il sud della penisola indiana ed il nord dell'isola di Ceylon.
In Asia troviamo la famiglia malese-polinesiana, che dalla penisola di Malacca e dall'Indonesia si estende fino alle Filippine, alla Polinesia e al Madagascar. In contatto con la precedente, è la famiglia delle lingue australiane e melanesiane, parlate dai superstiti gruppi di aborigeni dell'Australia e della Melanesia.
La famiglia camito-semitica è rappresentata dalla lingua araba (semitica), che dalla Penisola Arabica si è diffusa ai paesi circostanti e, attraverso la conquista islamica, ha investito tutta l'Africa mediterranea e sahariana, riducendo in poche aree marginali i preesistenti linguaggi camitici.
L'Africa Nera è il dominio della grande famiglia bantu-sudanese. I Sudanesi abitano il Sudan, cioè la fascia a sud del Sahara fino al Golfo di Guinea; a sud della linea Camerun-foce del Giuba si parlano linguaggi bantu. Le tribù di Boscimani e Ottentotti, che vivono nell'Africa meridionale, formano la famiglia austro-africana.
La famiglia amerinda, che rappresenta i popoli precolombiani dell'America, è stata ristretta dalla colonizzazione Europea a poche aree marginali.
Alcune lingue europee si sono estese con la colonizzazione su territori più vasti della madrepatria. Vi sono taluni linguaggi formatisi coi contatti commerciali: la lingua franca, il pidgin-english, il suaheli.