Descrizione:I frammenti enniani documentano la fisionomia di un poeta profondamente “sperimentale”: una buona parte dei frammenti enniani, infatti, sono citati dai grammatici tardi per le loro peculiarità. Ennio, per esempio, accolse numerosi grecismi; scrisse spesso esametri tutti in dattili e tutti in spondei; esametri con pause sintattiche in qualsiasi punto del verso; ideò versi tutti allitteranti. Escogitò parole per riprodurre i suoni: Ennio, infatti, è ricchissimo di figure di suono.
Tipologia:Università
Testo completo:I frammenti enniani documentano la fisionomia di un poeta profondamente “sperimentale”: una buona parte dei frammenti enniani, infatti, sono citati dai grammatici tardi per le loro peculiarità.
Ennio, per esempio, accolse numerosi grecismi; scrisse spesso esametri tutti in dattili e tutti in spondei; esametri con pause sintattiche in qualsiasi punto del verso; ideò versi tutti allitteranti. Escogitò parole per riprodurre i suoni: Ennio, infatti, è ricchissimo di figure di suono.
Questo stile allitterante era istituzionale, tipico dei carmina più antichi; lo ritroviamo nei proverbi, nelle leggi, nelle formule sacrali, e passa nei saturni di Nevio, nei versi della commedia neviana, plautina e ceciliana.
Enno lo importò nell’esametro, sottoponendo un verso greco agli effetti di uno stile romano.
Ennio lavorò per adattare la lingua latina all’esametro e l’esametro alla lingua latina.
Elaborò regole per la collocazione delle parole nel verso, per l’incontro di fonemi vocalici e per l’uso delle cesure.
L’aspetto più “arcaico” dello stile enniano sta proprio nell’incontro fra esametro e stile allitterante: l’esametro era un verso uniforme e regolare, e lo stile allitterante suonava monotono e cadenzato.