Descrizione:Le formazioni statali antiche presentano strutture che si riscontrano anche negli Stati moderni; tuttavia, l’Egitto faraonico si caratterizza per il suo costante rifarsi ad un modello divino che permea su di sé non solo le componenti teologiche, ma anche i simboli del potere.
Tipologia:Università
Testo completo:Le formazioni statali antiche presentano strutture che si riscontrano
anche negli Stati moderni; tuttavia, l’Egitto faraonico si caratterizza
per il suo costante rifarsi ad un modello divino che permea su di sé
non solo le componenti teologiche, ma anche i simboli del potere.
Il re è l’interfaccia tra la divinità e gli uomini, ed il suo ruolo istituzionale non può prescindere da un apparato ideologico nel quale è centrale la legittimazione divina della sua autorità: egli si proclama figlio del dio Sole Ra, e nel Nuovo Regno questo aspetto viene ribadito attraverso l’elaborazione teologica della Nascita Divina, nella quale si afferma la discendenza del sovrano dal dio Amon-Ra.
L’Egitto faraonico, legato all’istituto regale, si raccoglie intorno a componenti ideologiche attraverso le quali si esprime l’autocoscienza della compagine statale. Tali componenti costituiscono quei modelli che si ripropongono nel corso della storia della Valle del Nilo, permettendo di riconoscere quell’organicità che caratterizza la cultura nilotica.
Il modello statale dell’Egitto ha una lunga storia alle spalle: le sue prime attestazioni possono essere fatte risalire ai momenti formativi della cultura, il periodo di Naqada II, e sembrano dipendere dal processo di sedentarizzazione. Il legame che si stringe tra queste prime comunità ed il territorio dove esse vanno a stanziarsi costituisce la premessa per il formarsi di un insieme di miti e simbologie territoriali che avranno un peso notevole nell’Egitto storico: la parcellizzazione dell’unità statale in distretti accompagnerà l’autocoscienza territoriale fino al tramonto della cultura faraonica, proponendoci un Egitto che riconosce al suo interno delle specificità subordinate all’unità culturale ed ideologica.
Il divenire dell’Egitto attraverso le sue fasi arcaiche lascia tracce evidenti: la Pietra di Palermo, documento di tipo annalistico relativo ai regni più antichi, conserva memoria di una fase precedente all’unificazione, nella quale le signorie locali, perse la loro individualità, vengono evocate attraverso il gruppo degli Spiriti Eletti, che precedono i sovrani storici, gli stessi che si incontrano nel Papiro dei Re di Torino. Il dominio su un Paese la cui autocoscienza è ancora in fieri si esprime nelle loro corone: la serie di Spiriti Eletti conservati indossa la Corona Rossa del Basso Egitto, e se ne può immaginare una analoga con la Corona Bianca dell’Alto Egitto, andata persa.
Il senso di questa rappresentazione diviene chiaro se si pensa a quel monumento celebrativo dell’unificazione che viene considerata essere la Tavolozza di Narmer: il sovrano esprime un livello superiore di potere con due corone che vengono attribuite allo stesso personaggio sui due lati dell’oggetto.
Lo Stato pone in essere anche un apparato di immagini capace di esprimerne l’autorità e la forza: la decorazione della tomba di un signore locale, la Tomba 100 di Hierakonpolis, prevede il tema della sconfitta dei nemici, che sarà ricorrente nell’iconografia faraonica; analoghi temi sono riscontrabili anche su oggetti cerimoniali, quali pugnali e teste di mazza. Viene così a stringersi un legame tra il sovrano e la conflittualità positiva, la stessa che riscontriamo nella Tavolozza di Narmer e che fa riferimento ad un quadro politico di Stati cantonali.
Il formarsi dello Stato è accompagnato dal delinearsi di un’élite che costituisce la cerchia più stretta di collaboratori del sovrano, e nella quale si identifica la cultura faraonica ufficiale. L’autocoscienza di questo gruppo si afferma successivamente negli Insegnamenti, un genere letterario che accompagna la cultura faraonica e nel quale ha un ruolo centrale il concetto di Maat; autore dell’Insegnamento è un altro funzionario.
Narmer, celebrando con il suo regno l’unificazione dello Stato, è accompagnato da alcuni personaggi nei quali si sono riconosciuti uno scriba, il porta-sandali ed il visir. Questa semantica della corte svilupperà un’ideologia in cui gli elementi regionali vengono raccolti intorno alla figura unificante del sovrano: una situazione che si risolverà architettonicamente nel complesso di Djoser a Saqqara durante la III dinastia, dove la pietra rende eterno questo addensarsi di elementi simbolici intorno alla tomba regale.
Il dualismo nord-sud, fondamentale per l’apparato simbolico faraonico, è frutto di una serie di conflitti che si risolvono all’interno della cultura di Naqada. L’espansione politica che parte da sud è successiva ad un processo di unificazione culturale che porta la cultura di Naqada nel Delta prima che questa parte del Paese venga a far parte integrante delle Due Terre.
Il Mito di Horus e Seth rifletterebbe questa situazione conflittuale che si risolve all’interno della stessa compagine meridionale di Naqada.
Il processo formativo dello Stato si protrae fino al Medio Regno con delle espressioni provinciali che vengono progressivamente assorbite nella cultura ufficiale; questa situazione si riflette nelle titolature dei signori locali. In questo equilibrio di forze va segnalato l’anonimato di un’élite che, pur riconoscendo l’importanza di certi cambiamenti, non li attribuisce a personaggi storici: un’eccezione può riconoscersi nella figura di Imhotep, ideatore del complesso di Djoser a Saqqara.
L’Egitto si configura con forme faraoniche attraverso un processo che copre un vasto arco di tempo. L’unitarietà del processo va contro la scansione cronologica: la serie di Antico Regno, Medio Regno e Nuovo Regno, intervallati da tre Periodi Intermedi, è riconducibile ad una tradizione evidente in età ramesside, nella quale a determinati sovrani corrisponde l’inizio di altrettanti periodi.
Questo progredire attraverso forme di governo giunge a piena maturazione con il Nuovo Regno, quando si media tra realtà politica e mito dello Stato; un simile fenomeno è reso possibile da una situazione sociale particolare, nella quale l’iniziativa individuale riesce ad esprimersi con maggiore autocoscienza. La gestione politica da parte del palazzo si fa più articolata: l’Archivio di Amarna ci parla di una rete di contatti commerciali e diplomatici di ampio raggio, portati avanti con un atteggiamento impensabile in precedenza.