Descrizione:Il signor Utterson, il legale, è una persona dall’aspetto ruvido, mai illuminato da un sorriso; gelido, reticente, impacciato nel conversare, riluttante al sentimento, esile, allampanato, malmesso, tetro. Nonostante tutto queste sue caratteristiche, però, sa trasmettere a chi gli era vicino qualcosa di amabile. Durante una passeggiata con un parente, il signor Richard Enfield, capita davanti ad un portone scolorito, che ricorda all’amico un’avventura di qualche tempo prima.
Tipologia:Superiori
Testo completo:Il signor Utterson, il legale, è una persona dall’aspetto ruvido, mai illuminato da un sorriso; gelido, reticente, impacciato nel conversare, riluttante al sentimento, esile, allampanato, malmesso, tetro. Nonostante tutto queste sue caratteristiche, però, sa trasmettere a chi gli era vicino qualcosa di amabile. Durante una passeggiata con un parente, il signor Richard Enfield, capita davanti ad un portone scolorito, che ricorda all’amico un’avventura di qualche tempo prima. Così questi inizia a raccontare a Utterson di una notte d’inverno nella quale ha assistito ad una scena spaventosa: mentre stava rincasando dopo un viaggio ha visto un uomo scontrarsi con una bambina. L’ha calpestata, ma ciò nonostante se ne è andato lasciandola urlante a terra. Einfield ha iniziato ad inseguire il bruto e quando l'ha preso, l'ha minacciato di far scoppiare uno scandalo. Di fronte a questa minaccia, l’uomo si è trovato costretto a dare il denaro, ma, visto che si trattava di una somma notevole, si è recato a quella porta e dopo poco è ritornato con un assegno firmato da un’altra persona. All’inizio tutti i presenti pensavano che la firma fosse falsa, ma si sbagliavano.
Alla fine del racconto, Einfeld confida al legale il nome dell’individuo: un certo signor Hyde. A questo punto i due si salutano, ripromettendosi di non parlarne più. Una volta rincasato, il signor Utterson si ricorda di aver già sentito quel nome e, controllando tra le sue carte, lo ritrova nominato come unico beneficiario del testamento del suo amico Jekill. Incuriosito da questo caso, si rivolge al dottor Lanyol, un suo conoscente, senza però ricavare nessuna ulteriore informazione. Dopo una notte insonne, il legale decide di indagare sul misterioso signor Hyde appostandosi ogni qualvolta gli sia possibile alla porta scolorita, nella speranza di incontrare quell’uomo. Dopo qualche notte di continui appostamenti, finalmente riusce ad incontrare e a parlare con questa misteriosa figura. Hyde è un uomo piccolo e vestito in modo usuale, ma il suo aspetto trasmette qualcosa di spiacevole. I due hanno una breve conversazione, durante la quale Utterson riesce a vedere il volto di Hyde. Utterson si accorge che la caratteristica più evidente in quell’uomo è il senso di spiacevolezza che trasmette, forse per colpa del suo sorriso ripugnante o per la voce rauca e sibilante. Finita la conversazione, il legale decide di recarsi a casa di Jekill, ma non lo trova a casa.
Parlando con i domestici di casa Jekill, viene a sapere che tutti hanno l’obbligo di obbedire a questo fantomatico mister Hyde, anche se in genere non lo incontrano mai, perché entra e esce solo dal laboratorio. Anche questo fa giungere alla conclusione che Hyde sia una specie di ricattatore di Jekill, magari per qualche colpa commessa quando era giovane. Dopo qualche settimana, il legale viene invitato a cena da Jekill e ha l’occasione di parlargli. Subito chiede qualcosa riguardo al signor Hyde, ma l’amico è riluttante a parlarne e non riesce a sapere nulla. Dopo un anno, in cui Hyde non si fa più vedere, nel mese di ottobre, viene compiuto un terribile delitto sotto gli occhi di una donna. Questa riferisce di aver visto un uomo con i capelli bianchi avvicinarsi ad un altro signore, striminzito, che capì essere Hyde. Dopo poco, quest’ultimo aggredisce con spaventoso accanimento l’altro, colpendolo ripetutamente con il bastone e calpestandolo con violenza. La testimone poi sviene ed al suo risveglio l’uomo se n’è andato, lasciando una poltiglia orrenda che una volta era un essere umano. I poliziotti sul corpo non trovano nulla di significante a parte una lettera con l’indirizzo del signor Utterson. Quindi lo fanno chiamare. Il legale riconosce subito la vittima: si tratta del signor Danvers Carew, persona rinomata. L’investigatore lo mette al corrente di tutti i fatti, cercando un aiuto ed Utterson li conduce al portone dove aveva parlato con Hyde. Purtroppo nell’alloggio non trovano nulla di interessante, se non i segni di una ricognizione molto frettolosa. Nel camino ci sono dei fogli bruciacchiati, e tra i resti l’ispettore riconosce un libretto degli assegni. L’assassino è quindi senza denaro e per procurarselo avrebbe dovuto recarsi in banca. Quindi, convinto che questo basti, l’investigatore fa mettere sotto sorveglianza l’edificio. Più tardi il legale decide di far visita a Jekill. Quest’ultimo lo riceve nella vecchia sala d’anatomia che ha trasformato in laboratorio di chimica. I due iniziano a colloquiare e il dottore assicura all’amico che Hyde è scomparso dalla sua vita e che d’ora in poi non se ne sarebbe più sentito parlare. Inoltre confida di aver ricevuto una missiva e che è indeciso se consegnarla alla polizia. La lettera è firmata da Edward Hyde e comunica concitamente che il benefattore dello scrivente, il dottor Jekill, non deve preoccuparsi della sua sicurezza personale perché ha una via di scampo su cui contare. Dichiara di aver bruciato la busta, ma tanto non sarebbe servita perché la lettera è stata consegnata a mano. La missiva viene lasciata ad Utterson per sicurezza. Uscendo, il legale incontra Poole, il maggiordomo, e scopre che la lettera non è arrivata tramite posta, ma deve essere giunta tramite la porta del laboratorio. Forse è stata scritta nello stesso studio. Cerca quindi l’aiutante di Jekill, il signor Guest, che è un piccolo esperto di grafologia e gli mostra la lettera. Vedendo la calligrafia, l’uomo dichiara che la lettera non è stata scritta da un pazzo, nonostante sia strana. Aggiunge che esiste un’analogia tra la scrittura di quell'individuo e quella di Jekill, addirittura identiche per alcuni versi. Così Utterson sospetta che il suo amico voglia coprire l’assassino, arrivando a falsare la lettera. Passa del tempo e anche se è stata posta una grossa taglia per Hyde, non viene catturato e poco a poco tutti si dimenticano dell’assassinio del signor Carew. Nel frattempo, sembra che Jekill sia sorto a nuova vita. Ha ripreso a uscire e a frequentare le vecchie amicizie di un tempo, tornando a essere un ospite consueto. L’8 gennaio Utterson va a casa del dottore, in una cena fra intimi. C’è anche Lanyon e tutto sembra come in gioventù, quando formavano un terzetto inseparabile. In seguito però, l’avvocato non viene ricevuto da Jekill per alcuni giorni. Così decide di andare a parlare con Lanyon, ma rimane stupito dall’aspetto del suo amico: tutto ossa, cereo, calvo e invecchiato. Inoltre i suoi occhi sembrano rivelare terrore, come se il dottore aspetti la morte. Utterson si insospettisce ancor di più, quando, accennando a Jekill, l’espressione di Lanyon cambia e dichiara di non voler più sentir nominare, fino alla morte ormai vicina, quell’individuo che considera morto e sepolto. Non aggiunge altro, ma nel momento della sua morte lascia una lettera per il legale, “da leggere dopo la morte del dottor Jekill”. Anche se tentato, per rispetto verso l’amico, Utterson rispetta la volontà dell’amico defunto. L’avvocato tenta di rivedere il dottore, ma ormai quest’uomo rifiuta sempre le sue visite e viveva in totale eremitismo; quindi, a poco a poco, dirada la frequenza delle sue visite. Un po’ di tempo dopo, Utterson e suo cugino, il signor Einfield, passano davanti alla porta del mistero. Decidono di entrare nel cortile, essendo quella la seconda entrata della casa di Jekill, con la speranza di vederlo. Così accade e i tre iniziano a parlare, quando ad un certo punto, il viso del dottore si trasforma in una smorfia e subito scompare chiudendo la finestra. I due rimangono molto scossi dall’accaduto, soprattutto il legale, che qualche sera dopo riceve una visita da Poole. Il maggiordomo confida che il suo padrone non esce mai dal laboratorio e lo manda frequentemente a cercare delle sostanze chimiche ben precise. È inoltre convinto che il suo padrone sia morto e che quello da cui riceve ordini sia il suo assassino, in quanto sia la voce sia l’andatura sono molto diversi da quelli di Jekill. Inoltre, il maggiordomo riferisce di averlo sentito piangere disperatamente. Sconvolto da tutte queste notizie, Utterson si reca a casa del dottore, dove trova tutta la servitù preoccupata e spaventata. Decide quindi di aprire la porta dello studio sfondandola. Dopo averla aperta trova a terra lungo disteso il corpo di Hyde. Annusando l’aria dello studio, si accorge di sentire un forte odore di mandole e capisce che l’uomo si è appena suicidato. Dopo aver cercato invano il corpo di Jekill, ritrovano una busta per l’avvocato, che torna a casa per leggerla con calma. Per prima apre quella lasciata dall’altro defunto, Lanyon, dove trova una lettera di Jekill nella quale è contenuta la richiesta di un favore per l’amico, cioè di andare a casa sua e prendere alcune sostanze da un cassetto. Un uomo, verso la mezzanotte sarebbe venuto a cercarle. E così successe. Dopo aver trafficato un po’ con gli elementi prelevati da Lanyon, questo ha bevuto una soluzione e sotto i suoi occhi si è trasformato in Jekill. L’uomo è rimasto così scosso dal racconto seguente che si è ammalato e poco dopo è morto. Poi apre l’altro plico. Vi è contenuta una relazione sull’accaduto scritta dal dottore. Incomincia parlando della sua vita, che è stata sempre segnata da una doppiezza di carattere. Questo l’ha portato a riflettere e dopo molti studi ha realizzato una pozione che è in grado di separare i lati nascosti di sé. Questa ha funzionato, ma negli ultimi tempi qualcosa stava cambiando. Se all’inizio era facile ritrasformarsi a piacere, nelle ultime settimane questa trasformazione avveniva spontaneamente, così che per arginare il fenomeno, doveva ricorrere a doppie o triple dosi della droga. Purtroppo non è riuscito a rintracciare tutti gli elementi che gli servivano per fabbricarla e così era destinato a rimanere Hyde, anche se lui, braccato dalla polizia, aveva un forte desiderio di suicidarsi. Jekill sentiva che le due personalità lottavano continuamente e non sapeva che fine avrebbe fatto Hyde, ma dichiarava di sapere che fine aveva fatto Jekill: morto alla fine di quella triste confessione.