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Marcovaldo – Italo Calvino

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  • Descrizione: Marcovaldo è un neologismo che nasce dalla fusione di due nomi, così come nasce il libro stesso di Calvino, frutto di unione tra realtà e immaginazione, vero e verosimile, satira e sarcasmo. Il libro è articolato nello spazio di venti novelle, in cui il ciclo delle stagioni si ripete per cinque volte ed è ambientato in una città industriale negli anni del boom economico dove tutti sono impegnati a lavorare, guadagnare e spendere.
  • Tipologia: Superiori
  • Testo completo: Marcovaldo è un neologismo che nasce dalla fusione di due nomi, così come nasce il libro stesso di Calvino, frutto di unione tra realtà e immaginazione, vero e verosimile, satira e sarcasmo. Il libro è articolato nello spazio di venti novelle, in cui il ciclo delle stagioni si ripete per cinque volte ed è ambientato in una città industriale negli anni del boom economico dove tutti sono impegnati a lavorare, guadagnare e spendere. Racconta le varie avventure/disavventure di Marcovaldo, un operaio addetto al carico e scarico delle merci in una ditta che si chiama S.B.A.V., venuto dalla campagna in città per trovare lavoro. Marcovaldo ha moglie e quattro figli da mantenere ed è sempre senza un soldo e nella città sembra essere l’unico ad accorgersi della natura, quella vera. Marcovaldo ha infatti come luogo favorito della sua esperienza il rapporto tra la città e la natura. Cartelli, semafori, vetrine, insegne luminose, manifesti, anche se studiati per cogliere l’attenzione, non riescono a colpire il suo sguardo, però una foglia che ingiallisce su un ramo o una piuma che si impiglia ad una tegola non gli sfuggono mai. In mezzo al cemento e all’asfalto della città inquinata, egli crede ogni tanto di rivedere un po’ della campagna lontana, ma si tratta di una illusione e i suoi entusiasmi vengono sempre mortificati. Infatti la natura, in città, sembra essere deformata, alterata, compromessa con la vita artificiale, non è la natura che ha forse conosciuto da bambino e che vorrebbe far amare anche ai suoi figli.
    Marcovaldo non si perde d’animo e continua a sperare, perché è un uomo fiducioso e pieno di buona volontà. I racconti hanno sempre un tono scherzoso nella prima parte e un po’ malinconico alla fine. Marcovaldo tenta di mantenere la sua famiglia, ma tutti i tentativi di fare un po' di fortuna, di stare un pochino meglio, con tutte le buone intenzioni, finiscono sempre per prendere una piega bizzarra ovvero tragicomica. In “Funghi in città”, la prima novella, Marcovaldo scopre e raccoglie dei funghi cresciuti sulla striscia d'aiuola di un corso cittadino. È tutto eccitato dalla sua scoperta e gli sembra che il mondo grigio e misero che lo circonda diventi tutto a un tratto generoso di ricchezze nascoste. I funghi vengono ben presto notati anche da Amadigi, l’operatore ecologico già antipatico a Marcovaldo per il suo lavoro di “cancellatore”di tracce naturali. Ma quando è finalmente arrivato il momento di farsi una bella mangiata di funghi, essi si rivelano velenosi e tutta la famiglia più l’operatore ecologico si ritrovano in ospedale e Marcovaldo e Amadigi hanno i letti vicini e si guardano in cagnesco.
    Personaggi principali:
    - Marcovaldo è un "personaggio buffo e melanconico", di animo spontaneo e un po’ ingenuo, padre di famiglia numerosa, egli lavora come uomo di fatica presso la ditta "Sbav", è un eroe alla Charlie Chaplin. Il suo umore segue quello delle stagioni, e dei luoghi in cui si trova: la nebbia infatti lo rattrista, ma l’aria aperta lo fa quasi ringiovanire. Sembra quasi un bambino che però quando è necessario sa trasformarsi in un adulto serio e disponibile. La sua vita è travagliata dalla povertà, ma in compenso egli si ritiene fortunato ad avere una bella famiglia.
    - I figli sono gli aiutanti del protagonista. Sono un po’ la molla che ci fa capire di che pasta è fatto Marcovaldo, con le loro situazioni imbarazzanti. Sono pestiferi, ma hanno una gran voglia di imparare e di conoscere. Vissuti fin da piccoli in un sottoscala dal quale non si vede neanche il cielo, stretti in un'unica stanza, i figli di Marcovaldo sono mingherlini, deboli e fragili.
    - La moglie Domitilla, può essere considerata, insieme alla città di cemento e asfalto, l’antagonista. Lei infatti mette a freno quasi tutte le idee di Marcovaldo, e respinge sempre tutte le sue avventure. Sembrerebbe una persona monotona, amante del solito tram-tram quotidiano. Non compare molto nel testo, ma ha comunque un ruolo importante.
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