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Materiali vulcanici, eruzioni e depositi vulcanici

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  • Descrizione: Al di sotto della maggior parte dei vulcani attivi o potenzialmente attivi è situata una camera magmatica contenente roccia fusa. Questo magma, originatosi probabilmente nell'astenosfera (lo strato a comportamento plastico situato immediatamente al di sotto della litosfera), trova nella camera una sorta di stazione intermedia prima di raggiungere la superficie. Quando il magma raggiunge la superficie, comunque, può trovarsi allo stato solido, liquido o gassoso. La maggior parte dei magmi contiene gas disciolti, con anidride carbonica e anidride solforosa, che vengono liberati in conseguenza della forte diminuzione di pressione subita dal magma durante la risalita.
  • Tipologia: Superiori
  • Testo completo: Al di sotto della maggior parte dei vulcani attivi o potenzialmente attivi è situata una camera magmatica contenente roccia fusa. Questo magma, originatosi probabilmente nell'astenosfera (lo strato a comportamento plastico situato immediatamente al di sotto della litosfera), trova nella camera una sorta di stazione intermedia prima di raggiungere la superficie. Quando il magma raggiunge la superficie, comunque, può trovarsi allo stato solido, liquido o gassoso.
    La maggior parte dei magmi contiene gas disciolti, con anidride carbonica e anidride solforosa, che vengono liberati in conseguenza della forte diminuzione di pressione subita dal magma durante la risalita. L'emissione di gas può essere improvvisa e avvenire con forza esplosiva: in questo caso il magma viene scagliato verso il cielo in frammenti fusi o semifusi, chiamati, tefra o materiale piroclastico. Questi frammenti, più o meno grossi, solidificano completamente prima di ricadere al suolo.
    Il materiale piroclastico assume forme assai varie, che vanno dalla consistenza della polvere, trasportata a grandi distanze dal vento, fino alle dimensioni di macigni del peso di oltre 100 tonnellate che, in eruzioni particolarmente violente, possono essere scagliati anche a parecchi chilometri dal cratere. Nelle eruzioni meno intense, i frammenti vulcanici non vengono scagliati verso l'alto ma, mescolati con gas caldissimi, scendono rapidamente lungo i versanti del vulcano sotto forma di nube ardente, che distrugge tutto ciò che si trova sul suo percorso.
     
    Ogni vulcano può eruttare in molti modi diversi, ma certi tipi di eruzione tendono a essere associati a particolari tipi di vulcani. Ciò si riflette nella classificazione delle eruzioni vulcaniche: ogni categoria è identificata con il nome di un vulcano. Le eruzioni tipiche dei vulcani a scudo sono dette di tipo hawaiano. Eruzioni più esplosive sono classificate, in base a una scala di viscosità crescente del magma, come stromboliane (da Stromboli), vulcaniane (da Vulcano, nelle isole Eolie), vesuviane, pliniane e peléeane (da Pelée, nella Martinica). Le eruzioni vesuviane, pliniane e peléeane hanno il carattere più parossistico; portano all'espulsione di grandi quantità di ceneri e anche di blocchi di lava. Le eruzioni peléeane sono inoltre associate alle già citate nubi ardenti. L'8 maggio 1902, l'eruzione del Pelée distrusse la città di Saint-Pierre e provocò la morte di circa 30.000 persone, la maggior parte per gli effetti di una nube ardente.
    A differenza delle eruzioni esplosive, che hanno ucciso decine di migliaia di persone nel corso della storia, quelle di tipo hawaiiano e per certi versi quelle stromboliane costituiscono raramente un rischio per le persone. La lava può scorrere anche rapidamente, ma non tanto da impedire alle popolazioni locali di trovare scampo.

    Il magma di solito, quando raggiunge la superficie terrestre, ha temperature comprese tra 800 °C e 1200 °C. Mentre scorre sui versanti del vulcano si raffredda, solidificando a partire dalla parte più esterna. A seconda della viscosità del magma di origine, i flussi lavici presentano forme e strutture differenti.
    La lava derivata da magma molto fluido e mobile, che emergendo in superficie si solidifica rapidamente in una sottile crosta deformabile, assume la forma del materiale fuso che scorre al di sotto di essa. La lava derivata da un magma meno fluido, che raffreddandosi forma una "pelle" spessa e coriacea continuamente rotta dal magma che continua a scorrere al di sotto di essa, si presenta con una superficie estremamente irregolare. Non tutto il gas contenuto nel magma si diffonde nell'atmosfera nel corso di un'eruzione: una parte può rimanere intrappolata in piccole cavità, chiamate vescicole, che talora persistono anche quando la lava si è solidificata. La pomice è una lava consolidata particolarmente ricca di vescicole, così che questa roccia può galleggiare nell'acqua.
    I materiali piroclastici possono consolidarsi a formare i cosiddetti tufi. Il materiale di una nube ardente può pure consolidarsi a formare una ignimbrite. Tufi e ignimbriti sono pertanto rocce composite, costituite da un grande assortimento di frammenti vulcanici.
     
    La maggior parte dell'attività vulcanica avviene lungo i margini delle zolle, dove la litosfera è più debole. Tuttavia il vulcanismo riguarda anche zone lontane da questi punti, come ad esempio l'area della Rift Valley, nell'Africa orientale, dove sorge un vulcano come il Kilimanjaro. Ciò è comprensibile, in quanto la Rift Valley rappresenta una zona in cui la crosta continentale ha iniziato a lacerarsi e dove si prevedono future grandi eruzioni magmatiche.
    La presenza di 10.000 o più vulcani sottomarini, attualmente quasi tutti estinti, sul fondo dell'oceano Pacifico, per lungo tempo non ha trovato una spiegazione. Sembrano in gran parte distribuiti in modo del tutto casuale sul fondo dell'oceano, ma alcuni formano chiare catene lineari, come per esempio alle Hawaii. La loro presenza in regioni lontane dai margini delle zolle è stata spiegata solo recentemente. Entro il mantello terrestre si innalzano sottili colonne verticali di magma particolarmente caldo, proveniente dal nucleo, che rimangono in posizione fissa mentre le zolle si spostano al di sopra. Questi pennacchi generano "punti caldi" nella litosfera che li sormonta e, in corrispondenza di questi punti caldi, si verifica l'attività vulcanica. Il sito di tale tipo di vulcanismo si sposta allo spostarsi della zolla.
    Non tutti i punti caldi vulcanici del mantello si trovano negli oceani. Un esempio di punto caldo continentale è il Parco nazionale di Yellowstone caratterizzato da sorgenti termali e getti di vapore detti geyser.
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