Descrizione:In economia vengono identificati quattro diversi tipi di strutture di mercato: la concorrenza perfetta, il monopolio, l’oligopolio e la concorrenza monopolistica. Nell’analisi del comportamento delle imprese all’interno delle varie strutture di mercato si assume che l’unico obiettivo dei manager sia quello di massimizzare il profitto nel lungo periodo. Si tratta di una ipotesi che viene fatta frequentemente in microeconomia perché è in grado di prevedere il comportamento delle imprese in modo accurato e consente di evitare delle complicazioni matematiche non necessarie. Tuttavia il fatto che le imprese nella realtà cerchino di massimizzare il profitto nel breve periodo è un fatto ancora controverso.
Tipologia:Università
Testo completo:In economia vengono identificati quattro diversi tipi di strutture di mercato: la concorrenza perfetta, il monopolio, l’oligopolio e la concorrenza monopolistica.
Nell’analisi del comportamento delle imprese all’interno delle varie strutture di mercato si assume che l’unico obiettivo dei manager sia quello di massimizzare il profitto nel lungo periodo. Si tratta di una ipotesi che viene fatta frequentemente in microeconomia perché è in grado di prevedere il comportamento delle imprese in modo accurato e consente di evitare delle complicazioni matematiche non necessarie. Tuttavia il fatto che le imprese nella realtà cerchino di massimizzare il profitto nel breve periodo è un fatto ancora controverso. Nelle imprese di dimensione più piccola in cui i proprietari dirigono l’impresa, è probabile che la massimizzazione del profitto sia al centro delle decisioni. Nelle imprese più grandi, in cui i manager possono sfuggire al controllo dei proprietari, ciò non è sempre vero. I manager infatti possono preoccuparsi o di pagare dividendi o di far crescere l’impresa per soddisfare gli azionisti oppure possono preoccuparsi del profitto di breve periodo, poiché la loro carriera e il loro stipendio, nella maggior parte dei casi, sono una funzione dei risultati di breve periodo.
Il profitto è dato dalla differenza tra ricavi e costi. Il ricavo totale che un’impresa realizza vendendo Q unità di prodotto al prezzo unitario P è
R(Q) = PQ
Si definisce ricavo marginale RMA la variazione del ricavo totale conseguente ad una piccola variazione della quantità venduta
Si definisce ricavo medio il ricavo per unità di prodotto venduta
Muovendoci in basso lungo la curva di domanda, il prezzo P diminuisce e la quantità Q cresce. Il ricavo totale può aumentare o diminuire, a seconda del valore dell’elasticità della domanda. In corrispondenza del tratto della curva in cui la domanda è elastica il ricavo marginale è positivo, dal momento che un aumento dell’output fa aumentare il ricavo. In corrispondenza del tratto della curva in cui la domanda è anelastica il ricavo marginale è negativo poiché un aumento dell’output (ed una diminuzione del prezzo) riduce il ricavo.
È possibile ricavare una utile condizione necessaria che lega il costo marginale ed il ricavo marginale che deve essere valida perché un’impresa massimizzi il proprio profitto.
RMA(Q) = CMA(Q)