Descrizione:Il pool genetico è l’insieme dei geni di una popolazione presenti in qualsiasi momento, serbatoio da cui i membri della generazione successiva di quella popolazione attingono i geni, costituito da tutti gli alleli di tutti gli individui che compongono quella popolazione. La frequenza relativa degli alleli in un pool genico può cambiare nel corso di un certo numero di generazioni e si ha un’evoluzione su scala
ridotta: microevoluzione.
Tipologia:Superiori
Testo completo:Il pool genetico è l’insieme dei geni di una popolazione presenti in qualsiasi momento, serbatoio da cui i membri della generazione successiva di quella popolazione attingono i geni, costituito da tutti gli alleli di tutti gli individui che compongono quella popolazione. La frequenza relativa degli alleli in un pool genico può cambiare nel corso di un certo numero di generazioni e si ha un’evoluzione su scala
ridotta: microevoluzione.
LE CAUSE DELLA MICROEVOLUZIONE sono:
1- deriva genetica: cambiamento del pool dovuto alla popolazione troppo piccola perché un evento fortuito può avere effetti sproporzionati, modificando il pool genico della generazione futura, individui meno di 100. effetto collo di bottiglia: causato da un evento che riduce drasticamente gli elementi di una popolazione, le calamità possono portare alla morte un numero elevato di individui in maniera non selettiva, dando origine a una ristretta popolazione di sopravvissuti che probabilmente non ha la stessa composizione genica della popolazione originaria. effetto del fondatore: colonizzazione di un nuovo habitat da parte di un gruppo limitato di individui, talvolta una nuova colonia viene fondata anche da solo un individuo. 2- flusso genico: acquisizione o perdita di alleli da parte di una popolazione in seguito alla migrazione di individui o gameti, quando due individui fertili entrano a far parte di una popolazione o se ne allontanano, riduzione delle differenze genetiche tra le popolazioni. 3- mutazioni: cambiamento del dna che da origine a un nuovo allele, in una popolazione vasta le mutazioni da sole non hanno molto effetto sulle singole generazioni. 4- accoppiamento non casuale: selezione dei partner sessuali secondo criteri prestabiliti. 5- selezione naturale: diverso successo riproduttivo, quella che interviene con + probabilità nei cambiamenti adattativi di un pool genico.
La selezione naturale da luogo a una maggiore concentrazione e al mantenimento di determinati caratteri che permettono l’adattamento di una popolazione al proprio ambiente. Se l’ambiente dovesse cambiare, la selezione naturale favorirebbe i caratteri che meglio si adatterebbero alla nuove condizioni. Il grado di adattamento a cui si può giungere è limitato alla quantità e al tipo di variabilità genetica presente all’interno della popolazione.
I ricercatori spesso utilizzano la tecnica dell’elettroforesi per studiare le variazioni molecolari presenti all’interno delle popolazioni. Non tutte le caratteristiche di una popolazione sono ereditabili. Il fenotipo dipende sia dal fenotipo, che è ereditabile, che dalle particolari condizioni ambientali. Molte caratteristiche variabili degli individui di una popolazione derivano dall’effetto combinato di geni diversi. L’eredità poligenica produce caratteri che variano in modo + o meno continuo. Quando una popolazione comprende due o + forme di una caratteristica fenotipica, le diverse forme sono chiamate morfismi. Una è definita polimorfa se due o + morfismi sono presenti in numero significativo. Un cambiamento geografico progressivo da origine a un cline, cioè a una variazione graduale di una caratteristica ereditaria. I clini spesso si trovano dove vi è una gradualità di qualche variazione ambientale.
Le mutazione e la ricombiazione sessuata sono alla base della variabilità genetica. Se la funzione della proteina corrispondente non risulterà modificata questo evento sarà privo di conseguenze, in caso contrario la mutazione può risultare dannosa. In rare occasioni un allele mutante può realmente migliorare l’adattamento di un organismo all’ambiente e può far aumentare il suo successo riproduttivo. Questo tipo di effetto è + probabile quando l’ambiente cambia in modo tale che le mutazioni nelle nuove condizioni risultino favorevoli. Mutazioni cromosomiche: quei processi che coinvolgono pezzi di dna abbastanza lunghi da essere visibili al microscopio. Organismi con tempi di riproduzione piuttosto brevi come i batteri, possono evolversi rapidamente grazie alle sole mutazioni.
Mediante la selezione naturale una popolazione tende ad adattarsi all’ambiente. La selezione naturale tende a ridurre la variabilità all’interno delle popolazioni; la maggior parte della popolazione tende a perdere la variabilità genetica come risultato della scelta operata dalla selezione naturale. È improbabile che le popolazioni diventino geneticamente uniformi in quanto esiste un fattore che aiuta a mantenere la variabilità genetica: questo è determinato dagli alleli recessivi che spesso si manifestano negli organismi diploidi. Un allele recessivo è soggetto alla selezione naturale solo quando influenza il fenotipo, e cioè si verifica solamente quando due sue copie appaiono contemporaneamente in un individuo omozigote. Negli organismi diploidi la variabilità genetica può essere mantenuta proprio dalla selezione naturale, cioè dalla forza stessa che generalmente la riduce. Per alcuni geni la selezione naturale tende a conservare due o più alleli che compaiono nell’eterozigote; si parla di superiorità nell’eterozigote.
Alcune variazioni genetiche presenti all’interno di una popolazione sembrano avere un modesto impatto sul successo riproduttivo e quindi possono non essere soggette alla selezione naturale. La diversità delle impronte digitali degli essere umani è un caso di variazione neutrale che consiste nella variazione di una caratteristica ereditaria che non favorisce selettivamente alcuni individui rispetto ad altri.
Contributo che un individuo fornisce al pool genico della generazione successiva in rapporto al contributo fornito dagli altri individui. Gli individui con fitness evolutiva maggiore sono qll che trasmettono in maggior numero di geni alla generazione successiva.
La selezione naturale agisce sull’intero organismo, che è un insieme integrato di molti caratteri fenotipici che interagiscono tra loro; i soggetto con una fitness elevata hanno delle caratteristiche fenotipiche che permettono loro di riprodursi e di trasmettere ai figli più geni degli altri individui. Un altro aspetto importante che lega il genotipo e la selezione naturale è che la fitness di un genotipo relativa ad ogni locus genico dipende da molti altri geni. Tutto l’intero menoma di un organismo è un insieme di geni che interagiscono nelle loro funzioni allo stesso modo in cui un intero organismo è un insieme integrato di + caratteristiche fenotipiche; la selezione naturale elimina o favorisce interi genomi così come riguarda e agisce su interi fenotipi.
] tre modi differenti in cui la selezione naturale può modificare la variabilità fenotipica della popolazione ideale: 1- selezione stabilizzante: favorisce le varietà intermedie e si verifica in genere negli ambienti relativamente stabili le cui condizioni tendono a ridurre la variabilità fenotipica. 2- selezione direzionale: sposta la popolazione eliminando gli individui che hanno uno dei fenotipi estremi. 3- selezione divergente: si verifica quando le condizioni ambientali variano in modo da favorire gli individui con i fenotipi posti ai due estremi rispetto a quelli intermedi.
Una specie biologica è una popolazione o un gruppo di popolazioni i cui membri possono potenzialmente incrociarsi tra loro e produrre individui fertili. I membri di una specie possono talvolta accoppiarsi con membri di un’altra specie, ma i loro discendenti non saranno fertili.
Nel caso in cui due popolazioni fenotipicamente distinte sembrano essere sul punto di non potersi più incrociare, si potrebbe avere una speciazione, ossia l’evoluzione di nuove specie. (Esempio sottospecie stessa specie criceti in 4 zone nord america).
L'isolamento temporale (accoppiamento o fioritura avviene in tempi diversi nelle diverse specie), isolamento ambientale (ognuno proprio habitat), isolamento comportamentale (no attrazione tra diverse specie), isolamento meccanico (differenze anatomiche), isolamento gametico (i gameti muoiono primi di unirsi ai gameti di un’altra specie, oppure non si fondono tra loro).
Barriere prezigotiche: non-validità degli ibridi (no sviluppo, no maturità sessuale), sterilità degli ibridi, degenerazione degli ibridi (discendenti ibridi sterili o deboli).
La separazione geografica di diverse specie ancestrali, può portare alla formazione di nuove specie – specie allopatriche. Questo fenomeno è definito speciazione allopatrica.