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Modelli educativi della Grecia antica

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  • Descrizione: Il filo conduttore dell'educazione nell'età arcaica della Grecia è la virtù. Il testimone più antico di tale concezione aristocratica della cultura è Omero. Fortemente legato alla virtù è il concetto di onore: il motivo dominante dell'educazione della nobiltà sta nel destare il sentimento dell'obbligo, dell'impegno verso l' ideale. L'insegnamento si basa su norme di vita vissuta. Testimonianza dell'ideale educativo sono l'Iliade e l'Odissea; in entrambe il valore guerriero rimane la massima espressione della personalità virile, ma a esso viene aggiunto il riconoscimento dei meriti intellettuali e sociali.
  • Tipologia: Superiori
  • Testo completo: Il filo conduttore dell'educazione nell'età arcaica della Grecia è la virtù. Il testimone più antico di tale concezione aristocratica della cultura è Omero. Fortemente legato alla virtù è il concetto di onore: il motivo dominante dell'educazione della nobiltà sta nel destare il sentimento dell'obbligo, dell'impegno verso l' ideale. L'insegnamento si basa su norme di vita vissuta. Testimonianza dell'ideale educativo sono l'Iliade e l'Odissea; in entrambe il valore guerriero rimane la massima espressione della personalità virile, ma a esso viene aggiunto il riconoscimento dei meriti intellettuali e sociali. Nell'ottica educativa aristocratica, molto importante è l' esempio, che costituisce l' elemento fondamentale dell'educazione durante un periodo storico in cui non esistono leggi codificate.

    I Presocratici sono i primi pensatori che inaugurano la ricerca filosofica del mondo greco. Il pensiero di questi primi filosofi non presenta precise indicazioni di carattere pedagogico, ma la loro opera potrebbe essere eletta in modo educativo, tale modo è destinato a grandi sviluppi a partire da Socrate.

    Il modello educativo della Grecia assume la sua fisionomia con la polis. Questa si è formata lentamente tramite secoli. Parallelamente a questa formazione si verifica quella del concetto di virtù e di educazione. Negli stati greci l' educazione è legata alla vita quotidiana e l' organizzazione di ogni polis si riflette sul tipo di educazione che viene impartita ai giovani.

    La città-stato di Sparta sorge nel VIII° secolo a. C. Le notizie circa la storia di questa città-stato e in particolare  il suo ideale educativo derivano da scrittori più tardi. La prima condizione richiesta per l' educazione dei giovani è la buona salute fisica, essi vengono addestrati al coraggio che si estrinseca nelle quattro virtù della prudenza, temperanza, fortezza e obbedienza. Quanto all'educazione dello spirito, ai giovani vengono fatti imparare a memoria i versi di Omero e di Esiodo. Alle ragazze viene impartita un' educazione fisica che le prepari alla maternità. Si può dunque dire che l' educazione a Sparta sia una delle cose più essenziali per la società.

    Il concetto che si ha in Atene dio educazione, riveste un significato differente da quello spartano. L' educazione ha lo scopo di formare il cittadino e l' attenzione è rivolta in particolar modo ai maschi, in quanto le donne hanno una posizione subordinata nella società. La preparazione del cittadino inizia a sette anni, l' organizzazione scolastica prevede le materie comuni di studio: lettura, scrittura, calcolo, musica ed educazione fisica; le prime hanno come scopo di educare l' animo mentre l' ultima di renderlo forte e aggraziato. I fanciulli sono sotto la guida di uno schiavo fedele, il "pedagogo". Il popolo ateniese conquista quindi l' accesso ad un tipo di vita e di cultura che erano esclusive dei nobili. Ciò che unisce però tutti i Greci è il cercare di uniformarsi ad un unico tipo di cultura, che trova una qualifica comune nell'aver ricevuto la stessa educazione. Una dimostrazione del ruolo che riveste l' educazione è fornita dalle opere  dei filosofi ellenistici, la civiltà ellenistica attribuisce alla cultura grande importanza, nella formazione del cittadino. La più ufficiale tra le istituzioni educative è l'efebìa. Con la perdita dell'indipendenza di Atene, l'efebìa perde il suo carattere di "esercito civico" e le rimane quello di educazione.

    L'educazione inizia all'età di sette anni, infatti non esiste la scuola materna. Quando il bambino ha raggiunto l' età di sette anni inizia l' educazione pubblica e accanto al fanciullo compaiono il pedagogo ed il maestro. Il primo ha il compito di assistere il bambino e lo educa moralmente e civilmente, mentre il secondo ha il compito di preparare tecnicamente l' alunno. I gradi scolastici vengono suddivisi in istruzione primaria, secondaria e insegnamento superiore. Nell'istruzione primaria il metodo della lettura consiste nell'andare dal "semplice" al "complesso". L' istruzione secondaria è caratterizzata dagli studi letterari e scientifici. Infine vi è l' insegnamento superiore che è caratterizzato dalla medicina, dalla retorica e dalla filosofia. La filosofia richiede un impegno maggiore rispetto aslle prime due, in quanto essa tende alla formazione dell'uomo.

    I sofisti sono un gruppo di persone sapienti che diedero origine alla "rivoluzione pedagogica", durante il V°secolo, con loro nasce un maggiore interesse verso la vita politica. Il loro compito è quello di "professionisti della cultura", si rendono conto che il campo in cui l' uomo può esprimere meglio le sue potenzialità è quello politico, attuando così il concetto di arte. I sofisti così sono in grado di condurre i giovani all'esercizio della vita politica e l' affermarsi in quella pratica.

    Secondo i sofisti il fine dell'educazione è la formazione dell'uomo politico, colui che in futuro avrebbe saputo ottenere il potere con la parola. Per farsi conoscere i sofisti affrontavano qualsiasi argomento. La saggezza secondo loro ha un valore pratico, che si può riassumere con tale affermazione "l' uomo è misura di tutto"; loro inoltre per questo insegnamento chiedevano di essere pagati, per questo le loro "esibizioni" erano pubbliche.

    Al tempo dei sofisti l' unico mezzo valido per esprimere la propria idea era la parola, tanto che gli insegnamenti più noti sono la dialettica e la retorica. Come Protagora si distingue perla dialettica, Gorgia si è distinto nella retorica. Nonostante le critiche negative che sono state mosse verso i sofisti, bisogna ricorda re che sono stati i primi ad elaborare un concetto di educazione.

    Socrate ha in comune con i sofisti l'interesse circa il mondo dell'uomo. Ma mentre i sofisti concentrano i loro interessi sul successo, Socrate vuole formare la gioventù attraverso la verità. Egli inoltre per le proprie lezioni non pretendeva dei compensi in denaro.

    Socrate considera la dialettica non come un' arma per confutare la tesi dell'avversario. Egli avverte come una forza interiore, un "demone" che lo spinge a compiere la sua missione. Lui è l' unico che sa di non sapere, per questo dimostra che non esiste alcun sapiente. Considera la ragione il bene più importante dell'uomo. Il maestro è dunque una guida per rendere più agevole questo processo. Per  portare alla luce la verità Socrate si avvale del procedimento induttivo, caratterizzato da due momenti: l' ironia e la maieutica. In questo modo il discepolo viene portato sulla via della verità dal maestro.   
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