Descrizione:Scevola Mariotti approfondì il significato di filologo nell'antichità. In un frammento degli Annales (v. 213 ss.) Ennio celebra il cambiamento che egli stesso ha segnato in letteratura: “Scripsere alii versibus quos olim fauni vatesque canebant”. “Alii” fa dei suoi predecessori un qualcosa di amorfo, con tono noncurante.
Tipologia:Università
Testo completo:Scevola Mariotti approfondì il significato di filologo nell'antichità. In un frammento degli Annales (v. 213 ss.) Ennio celebra il cambiamento che egli stesso ha segnato in letteratura: “Scripsere alii versibus quos olim fauni vatesque canebant”. “Alii” fa dei suoi predecessori un qualcosa di amorfo, con tono noncurante. Dopo una lacuna, nella quale probabilmente si diceva che essi non raggiunsero la perfezione perché (“cum”) non furono in grado di salire alle vette dell'Elicona, “nec dicti studiosus quisquam erat ante hunc”. Compie un passo importante nell'ellenizzazione della poesia romana. “Dicti studiosus” lasciò molte perplessità, sciolte da Mariotti che riconobbe nell'espressione uno dei tanti calchi enniani dal greco, una traduzione di “filovlogo”, come in un altro passo “studiosum belli” traduce l'omerico “filoptovlemo”.
“Filovlogo” in greco significava in origine chiacchierone, ma a partire da Platone diventa “amante delle discussione filosofica” e con Aristotele assume un significato più ampio “amante della cultura, della scienza, della letteratura, della filosofia”, finché nel III secolo a.C. diventa equivalente di filosofo e scienziato, e in qualche modo poeta. Ennio vive tra il III e II secolo a.C. (muore nel 169). Nel III secolo Eratostene di Cirene aveva preso come soprannome filovlogo. Ennio era un letterato poliedrico che, avendo esercitato i vari generi letterari, poteva classificarsi come filovlogo. Ancora nel De grammaticis (10) di Svetonio vi è la definizione: “Philologi appellationem adsumpsisse videtur quia multicipli variaque doctrina censebatur”.
Talvolta si usa il termine in senso lievemente denigratorio, così Seneca: “quod ante philosophia fuit, facta philologia est.”
Questa attenzione alla correttezza formale troverà i suoi massimi estimatori nei padri della Chiesa.