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Ordinamento spaziale della industria

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  • Descrizione: Lo spazio industriale è discontinuo, ed è sempre connesso ad una rete di relazioni a diverse scale: la scala locale o regionale è quella dei legami tecnici e dell'organizzazione dei servizi per il movimento delle merci e per il reclutamento della manodopera; la scala nazionale è quella delle relazioni funzionali; la scala intercontinentale è quella dei grandi mercati delle materie prime, delle società multinazionali, della concorrenza al più alto livello.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: Lo spazio industriale è discontinuo, ed è sempre connesso ad una rete di relazioni a diverse scale: la scala locale o regionale è quella dei legami tecnici e dell'organizzazione dei servizi per il movimento delle merci e per il reclutamento della manodopera; la scala nazionale è quella delle relazioni funzionali; la scala intercontinentale è quella dei grandi mercati delle materie prime, delle società multinazionali, della concorrenza al più alto livello.
    Il passaggio dall'economia agricola all'economia industriale ha comportato una nuova organizzazione dello spazio. Nei paesi più avanzati, grandi regioni industriali coincidono con grandi aree urbanizzate: le industrie attirano popolazione, innescano un processo di urbanizzazione; le città, a loro volta, attirano gli impianti industriali perché sono serbatoi di manodopera e mercati di consumo.
    La storia degli insediamenti industriali manifesta nel XIX secolo una localizzazione dovuta alle scelte di imprenditori borghesi che applicavano nuove tecniche partendo dalla presenza di fonti di energia e dal possesso di materie prime. Oggi gli interessi delle industrie mirano ad orizzonti planetari: è su scala mondiale che si collocano i problemi della concorrenza tecnica, della redditività e del profitto d'impresa. È sempre più difficile per un solo paese mobilitare all'occorrenza quantità sufficienti di prodotti per tutti i rami industriali. La complementarietà sono la regola in tutti i campi.
    A scala mondiale la distribuzione delle industrie manifesta un netto contrasto tra i "paesi industriali" e i paesi in via di sviluppo, dove l'industria ha ancora un carattere embrionale e frammentario. Tale contrasto è connesso in primo luogo all'enorme squilibrio nella ripartizione dell'energia e delle industrie di base. Al momento attuale la dinamica dell'industria mondiale tende ad accentuare gli squilibri: il ritmo di crescita è più rapido nei paesi sviluppati che non in quelli "emergenti". I sette paesi "capitalisti" più industrializzati forniscono da soli il 60% della produzione industriale del mondo.
    Sul piano regionale e locale lo spazio organizzato dell'industria si definisce per mezzo delle infrastrutture, che permettono il funzionamento degli impianti. In primo luogo si collocano i mezzi di produzione, le fonti di energia e le materie prime. Le vie di circolazione nelle regioni a forte concentrazione di industrie occupano aree molto estese. Intervengono le relazioni con i serbatoi di manodopera, in particolare i collegamenti quotidiani tra il luogo di lavoro e il luogo di residenza.
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