Descrizione:La ricerca sui processi e gli effetti delle comunicazioni di massa deve essere guidata da un insieme di ipotesi di base circa la natura della società, dell'individuo e della relazione tra questi due oggetti. Le ipotesi che costituiscono un paradigma sono in realtà postulati. I principali paradigmi disponibili agli studiosi della comunicazione includono insiemi di assunti derivanti principalmente dalla psicologia, dalla psicologia sociale e dalla sociologia.
Tipologia:Università
Testo completo:La ricerca sui processi e gli effetti delle comunicazioni di massa deve essere guidata da un insieme di ipotesi di base circa la natura della società, dell'individuo e della relazione tra questi due oggetti.
Le ipotesi che costituiscono un paradigma sono in realtà postulati. I principali paradigmi disponibili agli studiosi della comunicazione includono insiemi di assunti derivanti principalmente dalla psicologia, dalla psicologia sociale e dalla sociologia. I quattro postulati di derivazione sociologica più importanti per lo studio delle relazioni tra media, società e comunicazioni di massa sono quelli che attribuiscono un ruolo centrale:
1.ai processi con cui una società si mantiene stabile (struttural-funzionalismo);
2.ai processi con cui essa cambia nel tempo (evoluzionismo sociale);
3.alla natura ed al significato del conflitto sociale (modello del conflitto sociale);
4.alle forme dell'interazione personale tramite cui gli esseri umani scambiano i significati (interazionismo simbolico).
Se l'attenzione della ricerca sulla comunicazione si concentra al livello del comportamento individuale, allora si adotta di solito uno dei paradigmi psicologici: dalle teorie dell'apprendimento di tipo comportamentale alle formulazioni psicoanalitiche. Tuttavia, quello più usato nella ricerca sulla comunicazione è il paradigma cognitivo, che assegna particolare importanza a concetti come gli atteggiamenti, le convinzioni, le percezioni, i bisogni e le gratificazioni.
Lo struttural-funzionalismo. L'idea che l'organizzazione o la struttura di una società sia la fonte della sua stabilità è antica quanto la filosofia sociale: Platone stabilì un'analogia tra la società e un organismo, inteso quale sistema di parti collegate in un equilibrio dinamico. Comte, Spencer, Durkheim, Malinowski, Radcliffe-Brown, Merton, Parsons.
Il termine struttura si riferisce al modo in cui sono organizzate le attività ripetitive di una società. Il termine funzione si riferisce al contributo che una particolare forma di attività ripetitiva dà al mantenimento della stabilità o dell'equilibrio della società.
Merton nel 1957 sintetizzò i postulati dello struttural-funzionalismo sulla natura della società:
1.Una società può essere considerata come un sistema di parti interrelate: essa è un'organizzazione di attività interconnesse, ripetitive e strutturate.
2.Questa società tende naturalmente ad uno stato di equilibrio dinamico; se si verifica disarmonia, si creeranno delle forze tendenti a recuperare la stabilità.
3.In una società, tutte le attività ripetitive contribuiscono al suo stato di equilibrio. Detto in altri termini, tutte le forme continuative di azione strutturata contribuiscono a mantenere la stabilità del sistema.
4.Almeno una parte delle azioni formalizzate e ripetitive presenti in una società è indispensabile al mantenimento della sua esistenza. Ciò significa che ci sono fattori funzionali che soddisfano bisogni essenziali del sistema, senza i quali esso non potrebbe sopravvivere.
I media e il processo delle comunicazioni di massa sono azioni ripetitive e strutturate che hanno luogo nel sistema sociale in cui operano. I rapporti di dipendenza strutturale esistenti tra i media e gli altri sistemi sociali riguardano non soltanto il funzionamento quotidiano della nostra società ma influenzano anche il modo in cui gli individui usano i media nella vita di tutti i giorni.