Descrizione:Gli aspiratori sono preśdi tecnici destinati all’allontanamento di agenti chimici dall’aria di ambienti confinati, in modo da evitare il raggiungimento di concentrazioni critiche di essi, efficienti alla determinazione di danni. Nella gran parte dei casi, gli aspiratori sono di tipo vacuo-metrico. Essi, infatti, aspirano l’aria con sistemi meccanici da ambienti confinati, favorendo la sostituzione con aria “pulita”, che compensa la depressione realizzata.
Tipologia:Università
Testo completo:Gli aspiratori sono presìdi tecnici destinati all’allontanamento di agenti chimici dall’aria di ambienti confinati, in modo da evitare il raggiungimento di concentrazioni critiche di essi, efficienti alla determinazione di danni.
Nella gran parte dei casi, gli aspiratori sono di tipo vacuo-metrico. Essi, infatti, aspirano l’aria con sistemi meccanici da ambienti confinati, favorendo la sostituzione con aria “pulita”, che compensa la depressione realizzata.
In tutti i tipi d’aspiratore citati, la potenza dell’aspirazione, denominata “velocità di cattura”, è funzione diretta della depressione esercitata e dei calibri delle condotte, secondo l’equazione del teorema della portata. Combinando opportunamente le due variabili, diventa possibile realizzare sistemi d’aspirazione di gas, vapori, particolati pulverulenti e, addirittura, microtrucioli.
Le forme più semplici di aspiratori vacuo-metrici sono le ventole meccaniche, denominate elettro-ventole, quando i rotori sono azionati da energia elettrica. Esse sono collocate in continuità con l’esterno, su fori nelle pareti o nelle superfici vetrate. La potenza dell’aspirazione, che dipende dal numero e dalla dimensione delle pale e dalla velocità di rotazione, non è, in ogni modo, alta. Per questo motivo, l’uso è limitato ad ambienti di cubatura contenuta, nei quali è necessario garantire i ricambi d’aria, piuttosto che una vera e propria aspirazione di agenti chimici.
Le forme a complessità intermedia sono costituite dagli aspiratori mobili a gruppo unico, dove il concento di unicità corrisponde alla coesistenza in un’unica unità del motore vacuo-metrico e della bocca d’aspirazione. Un esempio domestico è rappresentato dall’aspiratore di polvere. I modelli d’alta potenza aspirante possono essere proficuamente utilizzati in campo industriale, per realizzare aspirazioni in postazioni lavorative itineranti. In questi casi è necessario che gli aspiratori portatili siano dotati di sistemi interni di captazione e intrappolamento dei composti aspirati con l’aria, solidi come filtri meccanici e/o chimici o liquidi come l'acqua con eventuali aggiunte di fissanti, e di riduttori interni di pressione, di modo da evitare che eccessive velocità e turbolenze dell’aria in uscita diano origine ad una aero-dispersione forzata dei composti in precedenza aspirati.
Le forme più complesse sono rappresentate dai sistemi d’aspirazione centralizzata, che agiscono negli ambienti mediante orifizi d’aspirazione costituiti da griglie, a soffitto o a pavimento, da bocchette fisse a calibro d’ingresso regolabile, da canne mobili di lunghezza regolabile, le cosiddette proboscidi, con orifizi prossimali a fenditura.
Gli aspiratori centralizzati sono collegati con sistemi d’abbattimento dei prodotti aspirati, le cui strutture e caratteristiche di funzionamento sono variabili in funzione dello stato d’aggregazione e della natura degli aspirati: filtri meccanici e chimici, precipitatori elettrostatici, vasche di sedimentazione a setti separatori.
Una ulteriore forma d’aspiratore di agenti chimici è rappresentata dalla cappa d’aspirazione. Per cappa s’intende un sistema di aspirazione localizzata di volumetria definita, fisso, costituente un sistema unico con il banco sul quale avviene la lavorazione. A secondo della direzione dei flussi d’aria dall’esterno ai sistemi aspiranti, le cappe possono essere a deflusso verticale verso l’alto, a flusso laminare, a grigliatura aspirante sul piano di lavoro. Il convogliamento dell’aria può avvenire direttamente all’esterno, oppure su filtri chimici costituiti da materiali fissanti e inertizzanti.
In rapporto con la pericolosità degli agenti chimici da aspirare e inertizzare, le cappe devono possedere differenti caratteristiche di velocità di cattura, tipo di flusso, natura e spessore dei filtri chimici. Secondo le norme tedesche DIN 12924, accettate nei Paesi della Comunità Europea, le cappe aspiranti sono distinte in tre classi in funzione della pericolosità degli agenti da spirare:
- Cappe di classe 1, per sostanze molto tossiche, mutagene e cancerogene
- Cappe di classe 2, per sostanze tossiche e/o probabilmente mutagene e cancerogene
- Cappe di classe 3, per sostanze nocive, caustiche, irritanti o d’odore sgradevole.
Tutti i sistemi d’aspirazione citati costituiscono validi sistemi di prevenzione del rischio da agenti chimici, purché essi siano corrispondenti ai tipi di agenti da allontanare (natura, stato d’aggregazione, pericolosità, modi e luoghi di dispersione) e, soprattutto, siano utilizzati correttamente e siano sottoposti a regolari interventi di verifica del funzionamento e di manutenzione.
Rispetto a questo tipo di dispositivo di protezione, sono compiti degli Organi di Vigilanza:
- l’accertamento dell’esistenza e della rispondenza ai requisiti richiesti
- la verifica delle certificazioni di collaudo
- la verifica della regolarità d’uso, dell’informazione dei lavoratori sul funzionamento e della formazione ad un uso corretto ed adeguato ai bisogni
- la verifica dell’effettuazione dei programmi di manutenzione periodica: misura della velocità di cattura, sostituzione dei filtri esausti ad intervalli regolari, pulizia delle condotte d’aspirazione e delle “tasche” di raccolta.