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Procedura dello scavo in archeologia

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  • Descrizione: Più importante della forma è il metodo o la procedura dello scavo. Per procedura s’intende il modo d’individuare, definire con numeri e scavare le singole porzioni di materiale concrete, come i muri, o incoerente, come la terra, che chiamiamo strati, e di documentare tagli ed asportazione di strati. Dove l’omogeneità sembra avere cancellato ogni superficie visibile non resta che fissare punti nello spazio, come accade ai naviganti in alto mare.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: Più importante della forma è il metodo o la procedura dello scavo. Per procedura s’intende il modo d’individuare, definire con numeri e scavare le singole porzioni di materiale concrete, come i muri, o incoerente, come la terra, che chiamiamo strati, e di documentare tagli ed asportazione di strati.
    Dove l’omogeneità sembra avere cancellato ogni superficie visibile non resta che fissare punti nello spazio, come accade ai naviganti in alto mare. Dovendo riconoscere nel terreno realtà diverse come muri, rivestimenti architettonici, pavimenti, strati terrosi e superfici di distruzione, occorre un termine generale che tutte le comprenda. Archeologi inglesi sono arrivati a chiamarli contesti ma il termine non è adatto. Conviene chiamare quelle realtà “unità stratigrafiche” riciclando il termine contesto ad un insieme di unità che richiamano un periodo o un’azione particolare.
    Uno strato di crollo è costituito generalmente da un cumulo di pietre e dalla terra che si è infiltrata col tempo, ma benché si tratti di due porzioni di materiali di due azioni l’archeologo le considera come un solo strato e quindi come un'unica azione, le US possono così corrispondere ad unità del fare o d’azione. Dal momento che le US e le loro superfici giacciono in rapporti di contiguità, fisicamente sovrapposte le une dalle altre, per scavarle in ordine inverso a quelle in cui sono state prodotte, l’unico metodo che evita confusioni, occorre seguire la regola seguente: si possono scavare solo le unità che non siano seppure parzialmente coperte da altre unità stratigrafiche.
    Lo scavo per livelli porta erroneamente a pensare che quanto si trovi più in basso sia più antico di quanto si trova più in alto. Fondamentale è invece, oltre la provenienza dello strato, la posizione tridimensionale all’interno dello strato stesso per singoli materiali da costruzione o della decorazione architettonica e per sculture crollate, i quali non formano uno strato ma sono strati inglobati in esso (Reperti archeologici).
    Alcuni reperti sono utili per comprendere la divisione degli spazi  e le loro funzioni. Vi sono inoltre strati poco omogenei dove si possono a volte individuare a occhio nudo le diverse tappe della loro formazione, come gli strati di crollo formati esclusivamente da frammenti e da parti di reperti. A volte strati di crollo possono dettare, se scavati micro-strati-graficamente, le fasi di crollo e aiutarci a capire dove ci troviamo se all’interno di un abitazione o appena all’esterno.
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