Descrizione:Nell'Europa occidentale, già alla fine del XII sec., si cominciano a rilevare strutture di dominio politico che tendono ad esercitare in modo continuo la funzione del controllo sociale. Ciò in quanto si assiste al tramonto dell'unità di politica e religione propria dell'Impero carolingio. L'antica signoria feudale, si trasforma da "signoria terriera, in sovranità territoriale" con più accentuati caratteri politici. L'autorità è frammentata. Il principe è al vertice della scala feudale, non ancora sovrano, cioè autorità superiore capace di controllare gli strumenti del potere su un territorio delimitato.
Tipologia:Università
Testo completo:Nell'Europa occidentale, già alla fine del XII sec., si cominciano a rilevare strutture di dominio politico che tendono ad esercitare in modo continuo la funzione del controllo sociale. Ciò in quanto si assiste al tramonto dell'unità di politica e religione propria dell'Impero carolingio. L'antica signoria feudale, si trasforma da "signoria terriera, in sovranità territoriale" con più accentuati caratteri politici. L'autorità è frammentata. Il principe è al vertice della scala feudale, non ancora sovrano, cioè autorità superiore capace di controllare gli strumenti del potere su un territorio delimitato.
Nasce successivamente la "società per ceti": individui finora privi di qualsiasi potere avanzano diritti e libertà, chiedendo un riconoscimento giuridico delle posizioni economiche e sociali acquisite. Si tratta di personalità collettive aventi interessi comuni, e l'interesse comune è la pace. Vi è quindi un'intesa volontaria di singoli, volta a difendere, il proprio benessere economico. Il nuovo sistema di domini prende il nome di ceto. Il ceto è un gruppo d'individui aventi un medesimo Status giuridico, quindi diritti, doveri, privilegi, obblighi, capacità e incapacità giuridiche, ecc.
I ceti, attraverso organi assembleari, "corpi o stati" trattano col principe: avanzano proteste, pretese, danno consigli, ecc.
Le caratteristiche del sistema sono, il riferimento territoriale e la natura dualistica del potere che contrappone principe e corpo il quale gli riconosce una sovranità superiore. Tale dualismo contraddice l'accentramento tipico dello Stato moderno.
Lo Stato assoluto è la forza di Stato moderno in senso proprio, perché la sua funzione è specificamente politica. La funzione tecnica dello Stato è quella di garantire un ordine unitario, continuo ed efficace, in considerazione del rapporto spesso minaccioso tra gli Stati e le esigenze militari della politica di espansione coloniale. Si pone allora la Costituzione di un esercito che è il sovrano e finanziere e organizzatore. I corpi cetuali non vengono formalmente eliminati, ma si limiteranno a rappresentare diritti e immunità di rilevanza non politica e non pubblica.
Il nuovo elemento è rappresentato dalla corte. Ma il sovrano non governa tramite la corte, ma attraverso un corpo di tecnici consiglieri ed esecutori.
Ciò che varia soprattutto nello Stato moderno assoluto, è la concezione del diritto: nello Stato cetuale esso è un insieme di diritti, immunità, privilegi che sia il principe sia i corpi cetuali potevano far valere., ma non alterare se non nel reciproco accordo, cioè attraverso intese consensuali. Nello Stato assoluto invece, il diritto è uno strumento politico: il principe, infatti, con un atto sovrano di volontà, creare nuovo diritto e renderlo efficace. Inoltre il sovrano si considera svincolato da esso.
Man mano, l'accentramento del dominio nel sovrano, comporta lo sfaldamento dei corpi cetuali e l'emergere degli individui sudditi. Stato e società si polarizzano.
Nel Settecento, si attua la trasformazione della borghesia da ceto in classe, intesa come una collettività più ampia individuabile economicamente. Non è disciplinata giuridicamente, ma trova la sua unità nei comuni interessi relativi al mercato. La classe borghese, infatti, chiede autonomia di mercato. Si crea uno scontro tra sovrano e la classe borghese: essa condivide l'obiettivo principale del vecchio stato, cioè l'ordine, ma l'idea rivoluzionaria è che la decisione politica sia aperta a tutti i componenti della società civile. Si vuole una sovranità popolare così come codificato nella Costituzione: in questo modo si realizzano diritti e interessi privati e pubblici del cittadino. Da qui, la presenza di rappresentanti della società civile nell'organo legislativo elettivo che viene ad essere il centro normativo dello Stato stesso.
Oggi che si organizza per maggiori servizi sociali. Il diritto di associazione agevola la formazione di coalizioni di soggetti economici, sindacati e associazioni industriali che premono per alterare o sospendere le regole di mercato.
Nascono allora una serie di regole riguardanti la contrattazione collettiva, la previdenza sociale, il diritto al lavoro. È la risposta dello Stato alle esigenze dei ceti deboli.