Descrizione:Il razionalismo entra nell’amministrazione del denaro e del commercio non solo per ragioni oggettive di tipo economico ma anche come un preciso atteggiamento culturale, che informa di sé varie manifestazioni del pensiero e delle arti. Esso caratterizza anche gli studi dei classici, assumendo la forma di una nuova disciplina, la filologia, che mira alla ricostruzione e alla corretta interpretazione di testi letterari e all’eventuale attribuzione della paternità dell’opera.
Tipologia:Università
Testo completo:Il razionalismo entra nell’amministrazione del denaro e del commercio non solo per ragioni oggettive di tipo economico ma anche come un preciso atteggiamento culturale, che informa di sé varie manifestazioni del pensiero e delle arti.
Esso caratterizza anche gli studi dei classici, assumendo la forma di una nuova disciplina, la filologia, che mira alla ricostruzione e alla corretta interpretazione di testi letterari e all’eventuale attribuzione della paternità dell’opera.
La filologia si sviluppò nel Quattrocento prima con Lorenzo Valla e poi con Poliziano: si cominciò un procedimento volto a collezionare i codici di una medesima opera per riscoprire la versione autentica. Valla sottopose a procedimento filologico anche la Bibbia; in tal modo anche l’approccio alle Sacre Scritture veniva sottoposto per la prima volta a critici laici.
Valla mostrò anche la falsità del documento con cui la Chiesa faceva risalire a Costantino l’origine del suo potere temporale.
Nello stesso tempo la conoscenza del greco permise di risalire alle fonti filosofiche dell’antichità. La lingua greca divenne accessibile dopo la caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi nel 1453 e la conseguente fuga in Italia di numerosi studiosi bizantini, che portarono nel nostro paese preziosi manoscritti greci e ne insegnarono la lingua ai nostri umanisti: ciò permise di conoscere Platone e Aristotele.