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Rivoluzione verde e meccanizzazione agricola

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  • Descrizione: Nei sistemi tradizionali di policoltura, la necessitą di praticare le coltivazioni indispensabili alla vita del gruppo ha sortito uno scarso rendimento della terra e una ancor pił scarsa produttivitą del lavoro umano. Fino alla rivoluzione industriale del XIX secolo, parecchie cause concorrevano a mantenere la valorizzazione del suolo ad un livello molto basso. La povertą dell'attrezzatura, l'inadeguata concimazione, l'ignoranza di tecniche per migliorare le piante coltivate e le razze allevate, condannavano i sistemi pre-industriali di coltura e di allevamento a rese non soddisfacenti.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: Nei sistemi tradizionali di policoltura, la necessità di praticare le coltivazioni indispensabili alla vita del gruppo ha sortito uno scarso rendimento della terra e una ancor più scarsa produttività del lavoro umano.
    Fino alla rivoluzione industriale del XIX secolo, parecchie cause concorrevano a mantenere la valorizzazione del suolo ad un livello molto basso. La povertà dell'attrezzatura, l'inadeguata concimazione, l'ignoranza di tecniche per migliorare le piante coltivate e le razze allevate, condannavano i sistemi pre-industriali di coltura e di allevamento a rese non soddisfacenti.
    Ma nel XIX secolo si è avuta in molte campagne europee una profonda trasformazione dell'attività agricola, che va sotto il nome di "rivoluzione verde". Essa ha condotto a due risultati fondamentali: l'agricoltura si è fatta più intensiva, cioè capace di una maggiore produzione per unità di superficie; ma soprattutto si è specializzata, adottando le coltivazioni meglio rispondenti alla "vocazione" di ciascuna zona e alla domanda di mercato.
    Il primo passo è attuato con l'eliminazione del turno di riposo nella rotazione triennale; l'abbondante foraggio ottenuto porta ad un’intensificazione dell'allevamento stallino, che diviene il secondo fattore di produzione nell'azienda. Il massiccio sfruttamento del letame facilita la continuità delle colture mantenendo la fertilità della terra.
    La selezione delle sementi porta a un miglioramento delle piante coltivate, sia nella qualità che nella resa; la scelta di razze adatte accresce la produzione zootecnica. Il progresso è facilitato dallo sviluppo delle scienze agronomiche, che utilizzano le ricerche della biologia e della chimica.
    Oggi la resa per unità di superficie non è la massima preoccupazione dell'agricoltore; importa di più, il rendimento per unità lavorativa, in quanto il costo della manodopera incide in misura crescente sui costi di produzione. Lo sviluppo della meccanizzazione agricola risponde anche a questa istanza di economia. Grazie all'industria, che fornisce macchine agricole sempre più efficaci, il risparmio di manodopera è enorme.
    La motorizzazione dell'agricoltura, cancellando la necessità di tenere animali da lavoro, ha liberato grandi estensioni dal vincolo della fornitura foraggiera e ha reso possibile l'impianto di coltivazioni più congeniali e più remunerative. Inoltre, ha affrancato la campagna da un'enorme quantità di lavoro umano e ha liberato una massa di manodopera, che è andata a ingrossare le file del proletariato urbano. La meccanizzazione agricola e il progresso dei mezzi di trasporto hanno aperto la strada all'agricoltura di mercato, cioè a un'economia specializzata nelle produzioni di merci da vendere.
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