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Santo Agostino: la struttura trinitaria di uomo e peccato
- Abstract:La possibilità di cercare e amare Dio è radicata nella natura umana poiché, siamo stati creati ad immagine e somiglianza del nostro creatore che è la vera Eternità, l’eterna Verità, l’eterno e vero Amore. Abbiamo dunque la possibilità di ritornare a lui dove il nostro essere non avrà più morte, il nostro sapere non avrà più errori, il nostro amore non avrà più offese.
- Tipologia:universita'
- Durata:3 min 43 sec
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- Descrizione:La possibilità di cercare e amare Dio è radicata nella natura umana poiché, siamo stati creati ad immagine e somiglianza del nostro creatore che è la vera Eternità, l’eterna Verità, l’eterno e vero Amore. Abbiamo dunque la possibilità di ritornare a lui dove il nostro essere non avrà più morte, il nostro sapere non avrà più errori, il nostro amore non avrà più offese.
Questa possibilità di ritornare a Dio è inscritta nella natura umana, che presenta una struttura trinitaria che lo rende al minuscolo ciò che Dio è al maiuscolo.
L’uomo è, conosce ed ama come Dio e Essere (Padre), Intelligenza (Figlio) e Amore (Spirito Santo). L’uomo, cioè, è composto di tre facoltà che riproducono altrettanti aspetti di Dio:
- La memoria, esistenza o presenza dell’anima a se stessa;
- L’intelligenza;
- La volontà o amore.
Queste tre facoltà, insieme o singolarmente, costituiscono una sola vita, una sola mente e una sola essenza, un’unica realtà capace di fungere da immagine ìmpari della Trinità divina: «Io sono, conosco e voglio. Sono in quanto so e voglio; so di essere e di volere; voglio essere e sapere. Veda chi può come in queste tre cose ci sia un’unica vita, un’unica mente, un’unica essenza e come la distinzione sia inseparabile e, tuttavia, ci sia».
La struttura dell’uomo interiore rende possibile la ricerca di Dio. Che l’uomo sia fatto ad immagine di Dio, significa che lo può cercare, amare e rapportarsi al suo essere. Dio ha creato l’uomo affinché sia, giacché l’essere è sempre un bene e il supremo Essere è il supremo bene.
L’uomo può, però, allontanarsi e decadere dall’essere e, in tal caso, pecca. La sua costituzione come immagine di Dio, gli dà la possibilità di rapportarsi a Dio, ma non gli garantisce la realizzazione di questa possibilità. L’uomo è soprattutto l’uomo vecchio, esteriore o carnale, che nasce, cresce, invecchia e muore; ma può essere anche uomo nuovo o spirituale, può rinascere spiritualmente e riuscire ad aggiogare l’anima alla legge divina.
Anche lui ha le età, che però sono date dal suo progressivo avvicinarsi al divino. Ogni individuo è, per natura, uomo vecchio, ma deve diventare uomo nuovo, rinascere alla vita spirituale.
L’uomo deve scegliere fra:
- Vivere secondo la carne, indebolendo e rompendo il proprio rapporto con l’essere, cioè Dio, e cadendo nella menzogna e nel peccato;
- Vivere secondo lo spirito, rinsaldando il proprio rapporto con Dio e preparandosi a partecipare alla sua stessa eternità.
Fra le due scelte, solo la seconda è vera, quella con cui l’uomo decide di aderire all’essere, di rapportarsi con Dio. La causa del peccato è una sola: la rinuncia, per superbia, a quell’adesione.
E proprio la superbia della volontà che si distoglie dall’essere e si attacca a ciò che è da meno dell’essere è il peccato, che non ha una causa efficiente ma solo una causa deficiente, non è una realizzazione ma una defezione. È la rinuncia a ciò che è sommo per ciò che è inferiore.
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