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Selezione naturale delle angiosperme e caratteristiche dei fiori

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  • Descrizione: Nella maggior parte dei casi, la selezione naturale ha premiato i tipi di fiori in cui viene favorita l’allogamia, cioè l’unione tra gameti geneticamente diversi perché provenienti da fiori o addirittura da individui diversi. Questa offre infatti maggiori possibilità di ricombinazione genetica e comparsa di nuovi caratteri. Ciò non toglie che in alcuni casi ci sia stata invece un’evoluzione verso l’autogamia o addirittura verso forme diverse e anche molto raffinate di propagazione vegetativa, come l’apomissia, laddove le condizioni ambientali la rendevano vantaggiosa.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: Nella maggior parte dei casi, la selezione naturale ha premiato i tipi di fiori in cui viene favorita
    l’allogamia, cioè l’unione tra gameti geneticamente diversi perché provenienti da fiori o addirittura da individui diversi. Questa offre infatti maggiori possibilità di ricombinazione genetica e comparsa di nuovi caratteri. Ciò non toglie che in alcuni casi ci sia stata invece un’evoluzione verso l’autogamia o addirittura verso forme diverse e anche molto raffinate di propagazione vegetativa, come l’apomissia, laddove le condizioni ambientali la rendevano vantaggiosa.  
    Molte caratteristiche del fiore sono legate al tipo di impollinazione, cioè di trasporto del polline dalle antere degli stami fino allo stimma del pistillo. Nei fiori entomogami (o entomofili), in cui il trasporto del granulo è affidato a insetti, si ha in genere un particolare sviluppo della corolla, con forme, colori, odori, strutture meccaniche atte a favorire la visita degli animali, massimizzando l’efficienza nel trasporto del polline, minimizzando i danni e nelle forme più evolute arrivando a selezionare i pronubi.
    La varietà dei fiori entomogami è il risultato  di processi di coevoluzione che hanno interessato
    angiosperme e insetti dal Cretaceo in avanti. Al contrario, nei tipici fiori anemogami, dove è il vento il vettore del polline, si assiste ad un insieme di adattamenti morfo-funzionali che facilitano il trasporto, da alcuni indicati come “sindrome anemogama”: polline abbondante e leggero, stami con antere mobili e filamenti lunghi, perianzio ridotto o assente e privo di profumi, stimmi voluminosi e piumosi, elevato rapporto numero di stimmi/numero di ovuli, da cui derivano frutti spesso monospermi.
    L’anemogamia è diffusa tra le specie erbacee di ambienti aperti (praterie), come le graminacee, e tra le specie arboree degli strati superiori delle foreste. Un tempo le angiosperme anemofile, caratterizzate da fiori con struttura semplice e ridotta, erano considerate meno evolute rispetto a quelle con i più complessi fiori entomogami, secondo un’interpretazione che vedeva l’evoluzione come un processo sempre diretto verso una maggiore complessità delle strutture. In seguito si sono trovate le prove che angiosperme anemofile a fiori estremamente ridotti erano derivate da forme con fiori entomofili complessi.
    È bene tenere sempre presente che non esistono caratteri in assoluto più e meno evoluti, ma solo più e meno adatti a particolare condizioni ambientali che li rendono vincenti nella selezione. Un carattere punito dalla selezione in un ambiente e in un’epoca può essere premiato in un ambiente diverso o ricomparire in un’epoca successiva.
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