Descrizione:Senofonte nacque ad Atene tra il 430 ed il 425 a.C. dalla famiglia facoltosa del demo di Erchia, appartenente all'ordine aristocratico dei cavalieri. Di sentimenti anti-democratici, secondo la provenienza sociale, fu tra il 408 ed il 404 scolaro di Socrate, che abbandonò per seguire, nel 401, i diecimila mercenari greci reclutati dal principe persiano Ciro per rovesciare il fratello Artaserse II.
Tipologia:Superiori
Testo completo:Senofonte nacque ad Atene tra il 430 ed il 425 a.C. dalla famiglia facoltosa del demo di Erchia, appartenente all'ordine aristocratico dei cavalieri. Di sentimenti anti-democratici, secondo la provenienza sociale, fu tra il 408 ed il 404 scolaro di Socrate, che abbandonò per seguire, nel 401, i diecimila mercenari greci reclutati dal principe persiano Ciro per rovesciare il fratello Artaserse II. Dopo la battaglia di Cunassa del 401 e la conseguente morte di Ciro in battaglia, i Diecimila dovettero procedere ad una lunga e pericolosa ritirata lungo l'interno del paese, privi dei loro capi, assassinati dagli uomini di Artaserse, comandati dallo spartano Chirisofo e da Senofonte stesso, capo delle retroguardie. Condannato all'esilio nel 399, per appartenenza alla classe oligarchica dei cavalieri, Senofonte si schierò con gli Spartani e nel 394 combatté, a Coronea, contro Atene insieme al re spartano Agesilao. La gratitudine spartana gli fruttò, peraltro, il ritiro nel podere di Scillunte, in Elide. Quando Scillunte fu invasa dagli Elei nel 371, Senofonte dovette abbandonarla e ritirarsi a Corinto, per poi tornare, come sembra, in patria dopo il 368, quando, a seguito del riavvicinamento tra Sparta e Atene dopo la battaglia di Leuttra, il bando fu revocato: i suoi due figli, infatti, combatterono a Mantinea con l'esercito ateniese. Si ritiene che Senofonte sia morto dopo il 355, che è la data più tarda da lui menzionata, quando parla, nei Poroi, della situazione ateniese dopo la guerra contro gli alleati della Lega Delio-Attica.
Considerato modello di stile scorrevole (aphelès) fin dall'antichità, che lo elevò a modello del puro stile attico insieme a Platone ed Isocrate, Senofonte fu poi svalutato a partire dall'Ottocento, quando la critica positivistica lo vide come superficiale, sciatto e privo di idee proprie. In effetti, l'autore esce malconcio dal confronto sul piano storiografico e filosofico, ma le accuse si devono più propriamente alla statura degli scrittori con cui viene paragonato: è naturale che appaia un emulo mal riuscito, quasi un plagiario, di Tucidide come di Platone, di cui non possiede la severità metodologica e la decisione politica. Oggi, però, si tende a rivalutarlo come scrittore dagli interessi molteplici, pieno di curiositas e competente in vari campi pratici: Senofonte diventa, dunque, vero e proprio precursore della specializzazione "scientifica" dell'Ellenismo. Senofonte non è un teorico astratto, ma un autore direttamente impegnato nelle vicende politiche e sociali, che decide di dare soluzioni mostrando la realtà nella sua dinamica evoluzione. In questo senso si dovrebbe leggere la vastità dei suoi interessi e la varietà delle opere, rette da un senso pratico e mai tendente alla generalizzazione. Egli quindi testimonia, nello stesso tempo, lo sgretolarsi del compatto orizzonte culturale e politico della polis, dichiarando, in termini negativi, che in Grecia non c'era più spazio per l'egemonia di una polis.
Corpus delle opere di Senofonte è percorso da una forte vena autobiografica. La cronologia delle opere risulta però problematica. Senofonte ha scritto opere con diversa ampiezza e diversa forma, che in base al contenuto possono essere suddivise in: Storiche, Socratiche, Pedagogico-politiche e Tecniche.
Le opere storiche sono:
- ANABASI: è composta da 7 libri ed è frutto dell’avventura asiatica. Il titolo si riferisce solo al 1° libro, che propriamente significa “spedizione verso l’interno”. Gli altri libri invece narrano del ritorno in Grecia. È il racconto di una spedizione militare vissuta in prima persona. Sotto la finzione del racconto in terza persona, Senofonte è il vero protagonista della propria opera. Ciò può forse voler testimoniare la volontà di riscattare la figura del Senofonte esule attraverso il resoconto del suo esemplare coraggio. L’opera è formata da annotazioni quotidiane sottoposte, dopo qualche anno, a rielaborazione complessiva. Per questo motivo il carattere dell’Anabasi è cronachistico: ad uno stile principalmente diretto e disadorno si contrappongono momenti narrativi molto intensi ed espressivi. L’anabasi è uno scritto monografico.
- ELLENICHE: opera composta da 7 libri che narra il periodo compreso tra la battaglia di Cizico del 410 a.c. e quella di Mantinea del 362 a.c. Gli studiosi ritengono che l’opera potrebbe essere composta dall’aggregazione di parti in origine indipendenti. Inoltre Canfora ha ipotizzato che la prima sezione sia in realtà opera di Tucidide. Secondo lo studioso, infatti, la prima parte sarebbe stato un testo provvisorio tucidideo che Senofonte avrebbe pubblicato dopo averlo rielaborato e che la tradizione successiva avrebbe aggregato all’opera di Senofonte. L'opera è formata in parte da resoconti minuti che testimoniano la presenza dell’autore sul luogo, e in parte da ampie lacune che fanno dubitare della sua presenza. Al di là dell’attendibilità di Senofonte come storico, le Elleniche sono fondamentali per la conoscenza di un cinquantennio di storia.
- AGESILAO: primo vero esempio di biografia, è dedicata al re spartano Agesilao.
Le opere socratiche sono:
- MEMORABILI: opera in 4 libri, rappresenta più che altro una raccolta di detti e aneddoti relativi a Socrate. Emerge la figura di un Socrate soprattutto “morale” ed emerge l’intento di Senofonte di voler separare Socrate dai personaggi politicamente compromessi con il regime dei 30 tiranni e che erano suoi amici o discepoli.
- APOLOGIA: si propone di spiegare le ragioni del comportamento superbo di Socrate davanti ai giudici.
- SIMPOSIO: vi sono riferiti discorsi su soggetti vari.
- ECONOMICO: opera più tecnica, pregna di un’etica aristocratica. Vi sono elementi innovativi “moderni”, come ad esempio il ruolo della donna nella società.
Le opere pedagogico-politiche, che riportano un confronto tra il sistema culturale persiano e spartano e quello ateniese, sono:
- COSTITUZIONE DEI LACEDEMONI: illustra ed esalta il kòsmos, ovvero “l’ordinamento” spartano.
- CIROPEDIA: opera in 8 libri, è essenzialmente la biografia di Ciro il Grande, fondatore dell’impero persiano. Vi sono molte digressioni politiche, morali, filosofiche. Pochi invece sono i tratti di notevole originalità. Quest’opera può essere forse considerata il primo romanzo storico della cultura occidentale e il precursore del romanzo di formazione che ebbe molto successo nell’800. Inoltre vi è la presenza di una “novella” dai temi innovativi.
- IERONE: opuscolo con riflessione politica sulla tirannide. Sembra tratteggiare l’immagine di un dispotismo illuminato.
Le opere tecniche sono:
- IPPARCHICO;
- ENTRATE.
Lo stile di Senofonte può essere considerato uno stile “medio” caratterizzato però da una multiforme varietà dei suoi scritti. Per per questo può essere considerato un POLIGRAFO. Anticipò nuovi sviluppi della letteratura, come la memorialistica, la biografia e il romanzo storico. Fu contemporaneamente espressione di un vecchio modo di essere e di un nuovo tipo di intellettuale e di politico. Un uomo, cioè, sempre più cittadino del mondo e padrone del suo destino e sempre meno espressione della civiltà della pòlis.