Descrizione:I modelli relazionali che si affermano all’interno dello Stato faraonico esprimono il carattere più specifico della società egiziana: il singolo è parte di un complesso dinamico, la cui organizzazione riflette un assetto che deve essersi delineato nella più alta antichità. Col tempo si sono poi affermate specificità che segnano il divenire storico del Paese. Il nucleo fondamentale della società egiziana è costituito dalla famiglia; in essa non si esprimono solo i vincoli parentali, ma anche un apparato importante nell’economia faraonica.
Tipologia:Università
Testo completo:I modelli relazionali che si affermano all’interno dello Stato faraonico esprimono il carattere più specifico della società egiziana: il singolo è parte di un complesso dinamico, la cui organizzazione riflette un assetto che deve essersi delineato nella più alta antichità.
Col tempo si sono poi affermate specificità che segnano il divenire storico del Paese.
Il nucleo fondamentale della società egiziana è costituito dalla famiglia; in essa non si esprimono solo i vincoli parentali, ma anche un apparato importante nell’economia faraonica. Il vincolo fondante per il rapporto familiare, il matrimonio, è in Egitto un semplice contratto privo di valore sacramentale, con il quale i contraenti uniscono le loro condizioni.
Esso può essere rescisso in qualsiasi momento, e le sostanze della famiglia tornano nelle mani dei singoli membri. Accanto ad una sposa ufficiale, è possibile trovare delle concubine.
Durante il Medio Regno, il modello familiare diventa significativo, perché delinea rapporti che non si fondano solo su vincoli di sangue, ma su di una capacità gestionale più ampia: la famiglia diviene un gruppo compatto di membri, legati tra loro nella gestione delle risorse proprie della singola unità familiare.
Il modello che si afferma è quello del clan gentilizio, nel quale la subordinazione di alcuni membri ai capi si esprime attraverso un lessico familiare che ne specifica la dipendenza.
Il capo del gruppo è dunque attorniato da una serie di membri che partecipano al mantenimento della comunità.
La capacità dell’istituzione familiare di rimodellare le proprie parti e le proprie competenze ne hanno fatto il nucleo del sistema di relazioni sociali ed economiche: nella famiglia è stata riconosciuta la componente di base dell’assetto statale, nel quale le varie casate si raggruppano in funzione dialettica con la famiglia del sovrano.
Una caratteristica della società egiziana è lo status della donna, che in Egitto godette di autonomia economica e legale; ciò non implicò un’effettiva equiparazione della donna all’uomo, quanto l’affermazione di una propria autonomia gestionale che le consentiva di agire in prima persona nella vita sociale.
Questa condizione non permise alla donna di occupare le stesse posizioni detenute dall’altro sesso all’interno dell’amministrazione e del clero: il tasso di alfabetizzazione femminile doveva essere molto basso, e per questo l’accesso ad una carriera amministrativa restava precluso. All’interno del sacerdozio, inoltre, le donne non ebbero mai un ruolo particolarmente significativo.
La dimensione tipica per la donna in Egitto è quella domestica. Questo legame con l’abitazione è espresso da uno dei titoli femminili più frequenti: “signora della casa”, attraverso il quale si manifesta il forte legame che si stringe fra la sfera domestica e la gestione della sposa del capofamiglia.
L’abitazione poteva ospitare anche delle figure subalterne, come le concubine. La pratica non sembra essere stata ampiamente diffusa nella società: la poligamia era infatti dipendente dal reddito del capofamiglia.
L’autonomia della donna nella società è testimoniata dalla sua possibilità di agire legale: ella può disporre di una rendita e di possedimenti, ha capacità testamentaria e può rescindere contratti.
Il rapporto padre-figlio è frequente nella documentazione egiziana. Lo svolgimento delle pratiche funerarie viene presentato come il compito naturale del figlio vivente nei confronti del padre defunto, un rapporto nel quale si perpetua la vicenda osiriana che vede il giovane Horus sconfiggere i nemici del padre Osiride, garantendone il dominio nell’oltretomba.
Non mancano casi in cui il figlio si rivolge al padre defunto chiedendo aiuto nei confronti di pericoli; casi del genere sono conosciuti nelle Lettere ai Morti, testimonianza di un legame familiare che supera la cesura costituita dalla fine della vita.
Il perpetuarsi di un rapporto così stretto è presupposto necessario per la legittimazione del successore.