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Storia del diritto medievale e moderno

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  • Descrizione: I fondamenti della mentalità giuridica risalgono al XII secolo e sono stati elaborati con la fondazione delle prime università e sono alla base del pensiero giuridico moderno. Anche per ciò che riguarda la norma e la sua interpretazione è importante conoscerne il processo storico che ha portato alla sua formazione per capire la ratio che le sta dietro e per capire l’intenzione del legislatore che l’ha formulata. Il diritto si pone anche come certezza e giustizia di fronte ai conflitti tra interessi e valori contrastanti, compito del diritto, infatti, è di razionalizzare i rapporti giuridici.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: I fondamenti della mentalità giuridica risalgono al XII secolo e sono stati elaborati con la fondazione delle prime università e sono alla base del pensiero giuridico moderno.
    Anche per ciò che riguarda la norma e la sua interpretazione è importante conoscerne il processo storico che ha portato alla sua formazione per capire la ratio che le sta dietro e per capire l’intenzione del legislatore che l’ha formulata.
    Il diritto si pone anche come certezza e giustizia di fronte ai conflitti tra interessi e valori contrastanti, compito del diritto, infatti, è di razionalizzare i rapporti giuridici.
    Le basi fondamentali di tutto il diritto europeo moderno ed anteriore sono quelle del diritto romano ed in particolare quelle della compilazione di Giustiniano (successivamente chiamata Corpus Iuris) che resistono anche dopo la caduta dell’impero romano con l’unica differenza che dopo le invasioni barbariche vengono a cadere le strutture democratiche del diritto romano. L’Italia in Europa ha avuto un ruolo primario nello studio del diritto e delle sue istituzioni ma non è stata l’unico centro avanzato di studio, molto importanti saranno infatti anche le università francesi, spagnole, germaniche e per quanto riguarda il common law le università inglesi.
    Si pone quindi il concetto di globalizzazione del diritto come estensione di un insieme di norme giuridiche al di là dei confini politici e sociali in cui sono sorte (fenomeno non nuovo nel diritto mercantile e nel diritto di mare).
    Le fonti dell’ordinamento giuridico nell’evoluzione storica sono:

    -le legislazioni: fonte autoritativa di regole di condotta, è il risultato della volontà di chi esercita il potere politico ma anche delle consuetudini

    -la dottrina: frutto del pensiero del giurista, esprime i valori e i metodi del tempo
    -la prassi: espressione dei comportamenti giuridicamente rilevanti della società (consuetudini), mostra le tendenze di chi opera nella società e di chi esercita il potere (decisioni dei giudici).

    Nel nostro attuale sistema la legislazione è la fonte principale di produzione del diritto ma non è sempre stato così, nel Medioevo e fino al 1800 circa, la fonte principale, se non l’unica fonte, erano le consuetudini. Bisogna inoltre aggiungere che spesso la legislazione non è altro che la trascrizione ufficiale di una consuetudine consolidata nel tempo e sentita dalla società come norma fondata sulla sua condivisione sociale. Anche la giurisprudenza ha avuto notevole importanza per la costituzione delle codificazioni del regno d’Italia.
    Gli operatori tecnici del diritto invece sono i legislatori dei vari ordinamenti, gli avvocati, i giudici, e i professori di diritto che nel XII secolo hanno condotto una vera e propria rivoluzione del diritto.

    Le fasi storiche del diritto medievale e moderno sono il periodo Tardo Antico, dal 313 al 565 d.C., il periodo dell'alto medioevo tra il sesto e l'undicesimo secolo, il periodo del basso medioevo tra il 12° ed il 15° secolo, l'età moderna con lo Stato moderno che si sviluppano dal 15° al 18° secolo e l'età delle codificazioni che va dal 19° al 20° secolo.

    Per ciò che riguarda lo studio del diritto è molto importante la rivoluzione umanistica (proprio in questo periodo verrà coniato il termine medioevo) e l’età moderna durante la quale si forma il concetto ancora attuale di sovranità degli stati e finisce con la rivoluzione francese (1789-1799) e con quella americana (1765-1783) che cambiarono il rapporto tra stato e cittadino con l’affermazione dei codici come fonte esclusiva del diritto non integrabili da nessun altra fonte.
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