Descrizione:L'antropologia è una disciplina che riflette sul rapporto unità-diversità dell’umanità, con lo scopo di individuare le differenze e le analogie osservabili presso tutte le società.
La maggioranza delle scuole ha privilegiato un aspetto, o l’unità o la diversità, mentre soltanto alcune hanno considerato simultaneamente le due dimensioni. Le teorie evoluzioniste mettono l’accento sulle analogie a discapito delle differenze: la storia ed il progresso vengono pensate in termini di evoluzione.
Tipologia:Università
Testo completo:L'antropologia è una disciplina che riflette sul rapporto unità-diversità dell’umanità, con lo scopo di individuare le differenze e le analogie osservabili presso tutte le società.
La maggioranza delle scuole ha privilegiato un aspetto, o l’unità o la diversità, mentre soltanto alcune hanno considerato simultaneamente le due dimensioni.
Le teorie evoluzioniste mettono l’accento sulle analogie a discapito delle differenze: la storia ed il progresso vengono pensate in termini di evoluzione. Nella corrente evoluzionista, l’umanità è considerata come fondamentalmente una e le diversità destinate a scomparire.
La scuola culturalista al contrario mette l’accento sulla diversità, per trattare ogni cultura nella sua specificità. La scuola funzionalista britannica cerca di temperare questo relativismo assoluto, pur insistendo sull’idea che ogni cultura è diversa, sottolinea anche la possibilità dell’incontro tra culture.
Il rapporto dell’antropologo col suo terreno di ricerca è storicamente e praticamente più complesso, e sono possibili differenti posizioni del ricercatore:
1.il rapporto con l’altro è essenzialmente un processo di conoscenza
2.il rapporto con l’altro è un rapporto di alienazione, di violenza esercitata sull’altro
3.il rapporto è un problema teorico , occorre valutare continuamente i metodi di osservazione e descrivere i termini e le nozioni impiegati.
L’approccio storico studia i percorsi attraverso i quali l’uomo è arrivato ad assumersi come oggetto della propria osservazione, cioè a cercare di conoscere i processi che lo fondano in quanto uomo, al di fuori di ogni trascendenza religiosa o metafisica.
Vi è la presa di coscienza della diversità delle produzioni sociali e culturali dell’uomo, nel tempo e nello spazio, attraverso i viaggi e le scoperte, i contratti commerciali, le colonizzazioni, o la ricerca scientifica. Questo approccio ricostruisce il processo della scoperta degli altri e della maniera in cui essi sono stati percepiti nelle somiglianze e nelle differenze rispetto al “noi”.
L’approccio storico ci permette di cogliere il contesto culturale in cui si sono sviluppati il pensiero sull’alterità e il pensiero antropologico propriamente detto.
Si tratta di vedere quali sono stati i sistemi di valori e gli interessi economici e politici che hanno influenzato tale riflessione, quale sia stata l’importanza dell’antropologia nella storia delle idee e dell’evoluzione sociale e culturale.
In effetti la storia dell’antropologia rende conto soltanto delle tappe della conoscenza dell’uomo esotico da parte dell’uomo occidentale, ma non rivolge l’attenzione anche alla conoscenza che le altre civiltà hanno sviluppato sulle alterità che hanno incontrato, compresa l’alterità occidentale.
Quando si tratta di fare la storia del pensiero antropologico, il problema che si pone immediatamente è quello di sapere se è possibile individuare il momento in cui inizia l’impresa antropologica.
Esso può essere collocato molto indietro nella storia dell’Europa, precisamente presso i pensatori greci dell’antichità classica.
L’antropologia sotto la forma che conosciamo oggi, è nata nella seconda metà del 18° secolo e in seguito ad importanti rotture nel pensiero e nella cultura occidentale.
I secoli che hanno preceduto il 19° furono certamente importanti per la comparsa del pensiero antropologico moderno.
Il rapporto con l’alterità ha potuto essere totalmente differente a seconda dei periodi e delle culture.
Nel medioevo l’alterità è stata totalmente legata all’immaginario soprannaturale precostituito dell’epoca, al contrario il rinascimento ha inaugurato un discorso articolato intorno alla scoperta di nuove umanità.
Il 19° secolo scientista, compie invece un appiattimento dell’alterità che fa dell’antropologia essenzialmente un inventario descrittivo delle differenze.